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I nodi della grande opera / Villa San Giovanni

Ponte sullo Stretto, le ultime magagne: la relazione Anac e la faglia sismica ripresa dal satellite

Nella relazione dell'Autorità si ribadiscono i dubbi espressi in audizione; intanto Copernicus conferma i movimenti della costa calabrese

Anac aveva già spiegato quali fossero gli aspetti da chiarire attorno al ponte sullo Stretto: l’autorità nazionale anti corruzione era infatti intervenuta in audizione durante la discussione parlamentare sulla proposta di conversione del decreto legge n. 35 del 31 marzo 2023, ricevendo risposte ai rilievi da parte della società concessionaria, ovvero l'ad Pietro Ciucci. A distanza di un anno però le criticità non sono state superate, e il ponte finisce nella relazione dell'attività annuale di Anac, appena presentata a Roma dal presidente Giuseppe Busia. Il dossier riassume le questioni irrisolte della grande opera, che riguardano gli aspetti procedurali dell'appalto, i costi, i vincoli europei e l'aggiornamento del progetto. 

Dopo l'accelerata del Mit con il riavvio dell'iter interrotto dieci anni fa e il ritorno della Stretto di Messina spa, è evidente il momento di stasi nella partenza dell'infrastruttura cavallo di battaglia di Matteo Salvini. La relazione dell'Anac riporta ora in primo piano una situazione che sostanzialmente è uguale a quella del 2011, lasciando prevedere un epilogo gemello a quanto accade con il governo Monti. 

Le questioni irrisolte segnalate da Anac, già al centro dell'inchiesta della procura di Roma

Come già in audizione, l’Autorità si focalizza sul contratto e la procedura di gara da cui è ripartito il progetto, aggiudicata sulla base di una disciplina oggi abrogata - caso sollevato anche dal deputato Angelo Bonelli e al centro di un nuovo esposto giudiziario. La scelta di mantenere l’originario rapporto concessorio ha creato, secondo Anac, un eccessivo rafforzamento della posizione della parte privata contraente generale (il "regalo" a Eurolink, come venne definito durante l'intervento parlamentare davanti alle commissioni riunite). "Il rapporto con il contraente generale - si legge nella relazione - appare sbilanciato anche in considerazione del fatto che il riconoscimento implicito della validità al 2023 del progetto del 2011, rispetto al quale è altresì pendente un contenzioso, finisce per attribuire allo stesso un notevolissimo potere contrattuale nell’ambito della definizione del contenzioso pregresso e nella determinazione di eventuali varianti e del relativo costo. L’approvazione della relazione di integrazione del progetto definitivo idonea a dare validità al progetto sarebbe quindi meglio affidata alla società concessionaria in house o al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, piuttosto che al professionista privato.  Non solo. Il contraente generale è "connotato da un ampio margine di libertà" nella realizzazione dell’opera, e a questo vantaggio deve corrripondere una "definizione rigorosa e puntuale delle obbligazioni, gli impegni e i rischi di cui deve farsi carico, anche con riferimento ai termini di ultimazione dell’opera e alle relative penali". Multe che potrebbero arrivare anche dall'Europa per possibili infrazioni di vincoli comunitari, ma sullo sfondo ci sono quelle che ci chiederebbe lo stesso costruttore, se il cantiere si fermasse: è già successo quando sia Eurolink che Stretto di Messina citarono lo stato per danni aprendo un contenzioso da 700 milioni mai concluso (al vaglio della procura di Roma), a cui si aggiunsero i soldi pagati a Parson per la consulenza svolta anche se poi la prima pietra del ponte non fu mai posata.

L'Autorità punta poi l'attenzione sui poteri di controllo e vigilanza esercitabili dal commissario straordinario nei confronti della Stretto di Messina e di quelli sostitutivi dell’ente titolare dell’investimento, richiamando la società in house al rispetto degli adempimenti di legge in tema di prevenzione della corruzione.

L'aumento dei costi in corso d'opera e il rischio di nuove penali

Dubbi pure sulla reale disponibilità finanziaria per l'opera così come esposta nel progetto. Anac richiede un'attenta verifica della sostenibilità economica nell'ipotesi di nuovi aumenti di budget anche dovuti a "ulteriori richieste e prescrizioni che potrebbero essere formulate dal contraente generale". E sotto la lente dell'Authority c'è l'incertezza della tempistica, richiamando la ditta incaricata a "responsabilità" nel rispetto del cronoprogramma di esecuzione dei lavori. "Un progetto così datato - è scritto nella relazione - potrebbe avere necessità di importanti modifiche anche sotto il profilo sostanziale, con un significativo incremento del valore economico di realizzazione dell’opera, soprattutto in considerazione dei cambiamenti indotti dall’evoluzione tecnica e, non ultimo, dell’aumento del costo dei materiali nell’esecuzione degli appalti pubblici di lavori".

Un nodo non meno importante è quello delle garanzie nell'applicazione del subappalto e la verifica del rispetto delle condizioni e dei vincoli previsti eurounitaria, anche al fine di evitare potenziali procedure di infrazione comunitaria. Tutto sembra dire che questo progetto non s'ha da fare, perché, una volta partito, alle conseguenze delle tante magagne giuridiche e finanziarie sarebbe difficilissimo rimediare, oltre che molto costoso.

L'ultima magagna: il satellite conferma lo spostamento delle coste nella faglia sismica

Salvini e Ciucci - palesamente innervositi dalle continue falle da coprire - ostentano fiducia nei propri piani, e l'ultima querelle si sta consumando sulla sicurezza del ponte. I dati dello studio dell'università di Catania che ha localizzato la faglia (attiva) responsabile del tremendo sisma del 1908 sono stati da poco resi noti, lanciando l'allarme su un progtessivo allontamento delle sponde dello Stretto. Da parte della società concessionaria è stato ribadito che la megaopera è a prova di terremoto, ma adesso il dipartimento di scienze geologiche e ambientali dell’ateneo siciliano conferma quanto scoperto con le prove offerte dal satellite Copernicus.

Come si spiega nella rivista dell'università a proposito dello studio condotto dal professor Giovanni Barreca, nella W-Fault la costa calabrese mostra movimenti nitidi, di cui il progetto del ponte non può non tenere conto. Il tratto tra Cannitello, Villa San Giovanni e Campo Calabro, dove sorgerà un pilone del Ponte, è in sollevamento, mentre quello tra Gallico e Catona si abbassa "con tassi di movimento superiori a 1,5 millimetri per anno, e il limite tra la zona in sollevamento e quella in abbassamento è un contrasto di velocità abbastanza netto e con sviluppo rettilineo, pattern tipicamente associato a strutture tettoniche attive". La sismicità della zona è anche al centro della relazione tecnica del Comune di Villa San Giovanni che prende in esame la zona tra Pezzo e Cannitello e quella che in direzione opposta arriva fino a Piale attraversando Forte Beleno, sito di pregio storico che verrebbe cancellato per fare spazio al blocco di ancoraggio.

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