Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Gioia Tauro

Gioia Tauro e il suo porto per vincere la sfida nel Mediterraneo

Il rapporto annuale “"Italian maritime economy" di SRM spiega che "nel primo trimestre 2021, l'import export via mare ha registrato un +3% dovuto principalmente alla performance del porto gioiese"

Il  Mediterraneo è di nuovo centrale. Il suo ruolo sul piano strategico ed economico torna ad essere di primo piano e la prova è che i suoi porti hanno retto alla crisi mondiale della pandemia e alle tensioni geopolitiche. Dunque, lo sviluppo dell'economia del Mezzogiorno deve guardare al mare e in questo scenario il porto di Gioia Tauro ha un ruolo importante. 

Lo dice chiaramente il rapporto annuale “"Italian maritime economy" di SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) , che spiega: nel primo trimestre 2021, l'import export via mare ha registrato un +3%. Per la portualità italiana, il Rapporto conferma un impatto sul traffico commerciale pari al -10%, ma le merci in container, in controtendenza, hanno fatto rilevare un +3% dovuto principalmente alla performance di Gioia Tauro. Il mare assorbe il 33% dell'interscambio italiano mentre il trasporto su strada assorbe ancora il 52% del traffico merci”.

Dunque una grande performance per il porto di Gioia Tauro che con le sue alte gru movimenta il traffico container per oltre 3 milioni e nell'anno del lockdown, nel 2020, ha avuto un incremento del 26%. Dotato di fondali di profondità pari a 18 metri, mantenuti constanti grazie ad un programma di livellamento triennale, a Gioia Tauro è possibile ricevere e lavorare, contemporaneamente, 3 ultra large portacontainer. Non a caso, ogni settimana, alle sue banchine attraccano portaconteiner di capacità superiore ai 23 mila teus.  L'entrata in funzione del gateway ferroviario nel porto, attesa per anni, comincia a dare buoni risultati e sempre più questo porto è importante non solo per la Calabria.

Il traffico internazionale di cocaina 

Resta sempre il problema 'ndrangheta. Il traffico internazionale della cocaina, infatti, usa anche lo scalo di Gioia Tauro per trasferire il suo carico e infatti nel solo 2020 vi è anche il record di sequestri: il 45% è avvenuto nel porto di Gioia Tauro, come evidenziato dalla relazione annuale della  Direzione centrale per i servizi antidroga. 

Certo ancora c'è molto da fare per mettere a sistema il porto con il territorio e sono molte le attese per le opere infrastrutturali che hanno trovato finanziamento all’interno della programmazione europea. Ci sono in arrivo, infatti, 10 milioni di euro, per l’urbanizzazione primaria e secondaria dell’area retro portuale di estensione pari a 50 ettari, preliminari a futuri insediamenti industriali e logistici e quindi ad una maggiore possibile occupazione legale che può essere uno strumento di contrasto alla criminalità.

I porti risorsa strategica per il Paese

Occorre guardare al mare e ai porti per pensare al futuro di questa terra se è vero, come è vero, che i  porti del Mezzogiorno si confermano una risorsa strategica per il Paese e con 207 milioni di tonnellate di merci gestite nel 2020 incidono per il 47% del totale sul traffico italiano. Il Mezzogiorno ha mostrato una maggiore resilienza durante la pandemia: il calo dei porti meridionali è stato del -3,4% contro il -10% circa dell'Italia. Le imprese del Mezzogiorno utilizzano, nei loro rapporti internazionali (import-export) la via marittima in modo più intenso del Paese. Infatti, il 57% dell'interscambio del Sud avviene via mare (per un valore pari a circa 42 miliardi di euro) contro il 33% del dato Italia.

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