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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Sentenza processo Miramare

Falcomatà chiede a Reggio di resistere ma ora il Pd è chiamato a scegliere

Processo Miramare, dopo la sentenza della Corte d'Appello, la questione è politica, più che giudiziaria e bisogna scegliere la strada da percorrere. Sono ore di attesa, ancora, e il Pd ha le bocche cucite

Resistere ancora un pò è questo quello che la città dovrebbe fare dopo la sentenza di Appello che ha condannato Falcomatà. Almeno secondo le intenzioni di Giuseppe Falcomatà, che non ha alcuna intenzione di dimettersi e lasciare Palazzo San Giorgio. 

In applicazione della legge Severino, il primo cittadino, già sospeso, avrà ancora altri 12 mesi di sospensione da ruolo di sindaco. Dalla sentenza di primo grado ad oggi a reggere le sorti della città c'è il sindaco facente funzioni Paolo Brunetti e nel dirimpettaio Palazzo Alvaro c'è Carmelo Versace per la Città metropolitana. 

Già ieri sera, subito dopo la lettura della sentenza, Giuseppe Falcomatà seppur teso e provato, anche per la lunga attesa del verdetto, ha affermato di  essere “sereno e tranquillo” e di “aspettare le motivazioni della sentenza”. Poi ha detto:  “La città, in questi mesi con i due sindaci facente funzione, ha retto il colpo. Adesso si tratterà di resistere ancora un pò”.

C'è da dire che la corsa alla prescrizione, - come già anticipato da ReggioToday - è iniziata ma la città può essere ancora sospesa?  Giuseppe Falcomatà esponente del Partito democratico sedeva sullo scranno più alto di Palazzo San Giorgio, forte del suo secondo mandato e del successo conquistato nel 2014 quando riportò il centrosinistra, dopo 13 anni, alla conquista del Comune con il 60% delle preferenze. 

“Bentornata primavera” era lo slogan coniato per l'occasione per richiamare alla primavera politica che aveva portato il padre Italo Falcomatà, sindaco più amato d'Italia, a governare Reggio dal 1993 al 2001 fino a quando è stato stroncato dalla leucemia. 

Reggio Calabria adesso non sente il profumo di primavera ma il vuoto dell'attesa. Le dimissioni del sindaco sospeso allora dovrebbero riaprire i giochi e portare a nuove elezioni, ma queste non sembrano arrivare. La scelta non è solo di Giuseppe Falcomatà. Dietro di lui c'è anche il Partito Democratico. Ecco allora che adesso la questione è politica, più che giudiziaria e bisogna scegliere la strada da percorrere. 

Sono ore di attesa, ancora, e il Pd ha le bocche cucite. Il segretario regionale Nicola Irto è a Roma al Senato ma fa sapere che sarà il segretario provinciale Antonio Morabito a parlare. Ma in casa Pd c'è da capire cosa fare e allora per questa sera, in tarda ora, è convocata una riunione e vedremo cosa stabiliranno i democrat se "costringere" il sindaco sospeso a dimettersi e andare così al voto o se mantenere in piedi la "baracca" fino alla scadenza per trovare una quadra e poi affrontare la sfida della campagna elettorale e giocarsela con un centro destra che conquista sempre più spazio in questa città ed è forte del successo alle regionali e alle politiche. 

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