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Sabato, 24 Febbraio 2024
Il personaggio

La biografia di Italo Falcomatà diventerà un film

E' l'obiettivo della Fondazione, espresso a Reggio durante la prima presentazione nazionale dell'emozionante "Un visionario inaspettato" di Michele Caccamo

E' stata una vita intensa, romantica, appassionata, quella di Italo Falcomatà. Una vita avventurosa come un film e così l'ha raccontata il poeta e scrittore Michele Caccamo nella biografia "Un visionario inaspettato", libro edito da Castelvecchi e presentato oggi pomeriggio in anteprima nazionale a Reggio Calabria, nella città di Italo, da lui tanto amata: la prosa poetica tocca corde emotive profondissime, ma pure restituisce lo spaccato di un'epoca storica e di una terra rappresentativa dell'intero Sud.

Per questo Rosetta Neto Falcomatà, presidente della Fondazione nata per ricordare la figura di Italo, guarda già alla trasposizione cinematografica del libro di Caccamo, che costituisce l'unica biografia autorizzata dell'indimenticato sindaco. Non un desiderio astratto ma un obiettivo, ha precisato, spiegando anche perché il progetto biografico arriva a ventuno anni dalla scomparsa del sindaco della primavera reggina: "Abbiamo aspettato che il tempo fosse quello giusto. In passato non ci sarebbe stato il giusto distacco, il coinvolgimento personale era ancora forte e l'analisi sarebbe stata poco obiettiva. Oggi invece - ha aggiunto - possiamo parlare di Italo Falcomatà come uomo e politoco che rappresenta un patrimonio della comunità reggina e del Mezzogiorno". 

Alla presentazione nel foyer del teatro Cilea hanno partecipato insieme a Michele Caccamo, l'ex sindaco di Catanzaro Sergio Abramo e Antonio Decaro, presidente Anci e autore della prefazione del libro; il dibattito, inframezzato da letture dal testo, è stato moderato dalla giornalista Ilda Tripodi. Nella sala affollata, accanto ai familiari di Italo - Rosetta Neto, i figli Giuseppe e Valeria Falcomatà con i rispettivi coniugi Giovanna Monorchio e Demetrio Naccari Carlizzi - hanno voluto esserci tanti amici e colleghi politici, dai sindaci facenti funzioni di Comune e Metrocity, Paolo Brunetti e Carmelo Versace, agli assessori comunali Calabrò, Martino, Albanese, Palmenta, il consigliere Nino Malara.

Caccamo: "Omaggio doveroso, Italo sarà sempre un faro per la città di Reggio"

Michele Caccamo ha tenuto moltissimo a questo progetto, che prosegue nel segmento letterario dedicato dall'autore alle biografie di personaggi che a vario titolo hanno lasciato un segno, da Madre Teresa di Calcutta, a Pier Paolo Pasolini, Alda Merini e Luigi Tenco. "Mi è sembrato doveroso - dice - rendere merito e omaggio, per la sua levatura morale e culturale, a quest'uomo grandioso che ha davvero illuminato la città di Reggio. Da calabrese, nella storia della nostra regione ricordo pochi esempi come quello di Italo Falcomatà". Il libro è suddiviso in capitoli che con una scrittura evocativa ripercorrono la vita di Italo dalla nascita in una città ferita dai bombardamenti: un bambino sereno, che non piange e resta placido tra le braccia della madre, venuto al mondo sulle coste di un mare pieno di navi. C'è anche la politica, dall'inizio della militanza comunista all'impegno nell'amministrazione pubblica e i dolorosi episodi della persecuzione giudiziaria e le lettere minatorie. "Era necessario parlarne - spiega Caccamo - non solo perché la politica fu centrale nella vita di Falcomatà, ma anche perché la mia intenzione è stata quella di lanciare un messaggio ai giovani, far vedere che c'è un'altra via, quella che caratterizzava il lavoro di Falcomatà, basata sull'appartenza e la cura, valori che oggi in politica non esiste più". 

Copie del libro

Un'altra preziosa eredità è il rapporto con Reggio, che fu viscerale e simbiotico. "Diceva che la città era casa sua - continua Michele Caccamo - e non erano solo parole. Anche nelle piccole cose si vedeva la comunione che ebbe con Reggio e i reggini. Come racconto nel libro, ogni sera prima di ritirarsi, faceva un lungo giro insieme alla scorta per controllare i tombini e specie in inverno con il suo ombrello vedeva se fossero otturati, aveva una grandissima dedizione per Reggio e al di là di ogni considerazione politica, i reggini farebbero un torto nel dimenticarlo. Italo Falcomatà resta un faro per questa città".

La scrittura della biografia è avvenuta in un costante interscambio con la Fondazione, che per l'autore ha incarnato la memoria di Italo, permettendogli di conoscere aneddoti privati e mettendolo in contatto con gli amici e le persone che hanno vissuto vicino a lui, di cui poi Caccamo ha raccolto i ricordi confluiti nel libro. "Troverete tanti episodi inediti - ha anticipato Rosetta Neto - che finora non erano mai stati raccontati". Uno di questi riguarda proprio i primi incontri tra Rosetta e Italo, colleghi nell'istituto tecnico Panella, dove per quel giovane professore di italiano e storia che preferiva quella cattedra al blasone liceo classico, si mettevano in mostra tutte le altre docenti, ma poi finì che l'unica a non sfoggiare vanità fu quella che lui andò a prendere a casa per accompagnarla a scuola. Un amore nato da un gioco di sguardi: quelli che Italo ebbe solo per Rosetta a teatro, distraendosi dalla bellezza artistica del "Lago dei cigni", e quelli successivi, mai mancati tra loro, che avrebbero scandito una vita trascorsa l'uno accanto all'altra davvero nella buona e cattiva sorte. 

Tutto questo scrive con la sua cifra poetica Michele Caccamo, rendendolo materia vivida che la letteratura salva dall'oblio del tempo. E non è un caso che il capitolo più bello della biografia per lo scrittore sia l'ultimo, "La sera", dove Italo lascia questo mondo abbracciato alla sua Rosetta. "E' una pagina emozionante - dice - che sicuramente toccherà l'animo dei reggini che leggeranno il libro". 

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