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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Scuola

Gli studenti tornano sui banchi con la voglia di recuperare il tempo perduto

Prima campanella senza restrizioni nelle scuole della città e con il caldo afoso la crisi energetica sembra lontana

Il clima è ancora quello di piena estate ma le vacanze sono finite per gli studenti reggini, per i quali è suonata stamattina la prima campanella. A tornare nelle aule, senza mascherina e con i banchi uniti, è nella provincia reggina una popolazione di 74.473 allievi, di cui  8.921 alla scuola dell’infanzia, 22.040 alla primaria, 14.930 alle medie e 28.582 negli istituti di secondo grado. Un inizio dolceamaro, che coincide con l’allarme lanciato ieri dall’Invalsi insieme l’ufficio scolastico regionale sul basso livello generale di apprendimento degli studenti calabresi e una percentuale record di dispersione scolastica del 20%, due alunni su dieci perduti rispetto al 2021.

Le scuole cittadine hanno ugualmente riaperto i battenti, con impegno e ottimismo. Questo è pur sempre il giorno della ripartenza dopo il virus ed è una data da festeggiare. Formalmente è anche l’anno in cui il ministero ha eliminato l’ipotesi di ricorrere alla didattica digitale integrata, ma in realtà nei Ptof di tutti gli istituti resta un margine opzionale di applicazione nel malaugurato caso di un andamento critico dei contagi. Anche le famigerate aule Covid non sono scomparse, ma si sosterà lì in attesa di tornare a casa solo in caso di febbre sopra i 37,5°, mentre via libera a starnuti e naso gocciolante come in passato.

Ancora incerta l’evoluzione delle misure di risparmio energetico: i dirigenti scolastici della città sono in attesa di uno specifico protocollo del Comune, che indicherà i criteri di utilizzo di energia elettrica e riscaldamento, mentre sembra esclusa come misura generalizzata la settimana corta. Il governatore Occhiuto ha espresso la sua posizione contraria in merito, ma si tratta di un orientamento, perché le singole scuole hanno l’autonomia organizzativa per decidere diversamente. Ma il caldo afoso di questa prima giornata sui banchi fa sembrare ancora lontanissima la prospettiva di un inverno con i termosifoni spenti. 

Reduci dall’era delle restrizioni, i portavoce studenteschi dei licei in questi giorni stanno concordando il recupero del tempo perduto con i presidi, che sono dalla loro parte. La parola d’ordine è farli sentire bene nell'ambiente scolastico, frenare la dispersione e la grave ondata di fenomeni di depressione e disturbi alimentari giovanili che con lockdown e dad si è riscontrata in città, attestata anche da associazioni e società sportive. Qualcuno chiede di istituire pause per la socializzazione che siano un po’ più importanti della cara, vecchia ricreazione. Si cerca un risarcimento non solo della normalità didattica, ma delle amicizie e degli amori. Si programmano anche i sospirati viaggi d’istruzione, un altro meraviglioso ritorno.

I ragazzi, come è giusto che sia, alla pandemia non ci pensano e alle 8 erano allegramente assembrati ai cancelli degli istituti, a volto scoperto e con gran tripudio di abbracci per chi si è rivisto oggi dopo i mesi estivi, e timidi avvicinamenti per le matricole, quasi 18.000 in tutti gli ordini di scuole.

Tutto come prima, o quasi. Compreso il traffico in tilt nel solito coacervo di lavori in corso e divieti del centro. Gli studenti sono ancora spensierati, ma l’anno si è aperto con un carico di stress aggiuntivo per dirigenti e docenti, che stamattina hanno dovuto fronteggiare i disagi delle variazioni di sedi di un centinaio di supplenti, spostati dalla scuola dove erano già in servizio a causa di una rettifica delle prime graduatorie per errori. Il nuovo elenco è stato pubblicato nel tardo pomeriggio di lunedì e in alcuni casi la sovrapposizione di contratti e autenticazioni digitali ha costretto le segreterie a una frenetica mattinata di telefonate, atti e comunicazioni.

L’importante è ripartire, con i mezzi che abbiamo. Lo sanno bene le famiglie reggine, colpite dalla stangata del corredo scolastico dei figli. Lo zaino è più pesante e non solo per la mole di libri. I rincari di materie prime e trasporti hanno spinto i rivenditori ad aumentare i prezzi, al momento in modo contenuto (per i testi scolastici a carico degli allievi c’è un tetto ministeriale obbligatorio che non si può sforare), ma con una proiezione preoccupante all’inizio del 2023, quando si stileranno i nuovi listini, gravati dagli effetti dell’attuale caro bollette. Il progressivo trend delle biblioteche digitali sarà d’aiuto, nel frattempo le cartolerie della città registrano un trend negativo nell’acquisto dei brand più di tendenza per quaderni e diari: nelle vetrine alcuni personaggi di fascia alta non arrivano neanche e non si disdegna uno spazio per le sottomarche.

Stamattina orario ridotto quasi ovunque. Alle 12 sotto un sole cocente, i ragazzi sciameranno verso l’uscita riempiendo le strade di quegli schiamazzi che fanno imprecare gli automobilisti, ma quanto ci sono mancati nei mesi più duri del virus. Forse sono diretti al mare perché, si sa, il primo giorno i prof non assegnano compiti e poi le giostre restano in città almeno fino a sabato, l’ultimo limbo di indulgenza prima che finisca anche questo affettuoso rodaggio concesso dagli insegnanti, e arrivi il momento di studiare sodo.

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