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Una manifestazione dei sindacati

Una manifestazione dei sindacati

Cgil, Cisl e Uil sul Primo Maggio: "Con lo sguardo al futuro, tra impegno e speranze"

Per Pititto, Logiacco, Perrone e Azzarà, segretari generali di Reggio Calabria: "Quest'anno la Festa dei lavoratori sarà diversa, martoriata e sottotono e come quella dello scorso anno, assumerà un significato davvero particolare"

"Diverso, ma con lo sguardo proiettato al futuro, tra impegno e speranze", è questo l'auspicio dei rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil di Reggio Calabria, Gregorio Pititto, Celeste Logiacco, Rosy Perrone e Nuccio Azzarà per la festa del Primo maggio.

"Quest'anno - aggiungono - la Festa dei lavoratori sarà diversa, martoriata e sottotono e come quella dello scorso anno, assumerà un significato davvero particolare. Sarà un Primo maggio inevitabilmente segnato da un misto di sentimenti; ma dopo la paura, occorre gettare lo sguardo nel futuro prossimo tra impegno e speranze". 

"Rappresentanza e prossimità - continuano i segretari generali di Reggio Calabria - per difendere il lavoro e la dignità alla quale tanti uomini e donne aspirano, per sentirsi liberi, in una terra in cerca del suo reale riscatto. E non vi è dubbio alcuno, che quella del Recovery Fund sarà un’opportunità irripetibile per lo sviluppo del nostro territorio e per la crescita delle nostre comunità. Dai prossimi mesi e dalla governance delle ingenti risorse
del Pnrr, passerà il destino dell’intera Area Metropolitana". 

Secondo Pititto, Loiacco, Perrone e Azzarà "sarà anche un Primo Maggio investito dalla gratitudine, per i lavoratori del comparto sanitario: infermieri, medici, ma anche per tutte quelle donne e quegli uomini che ogni giorno riescono ad affrontare la sfida al subdolo virus Covid con fiducia e professionalità.

Sarà un Primo Maggio caratterizzato dall’incertezza per chi lavora nei settori che questa emergenza sta minacciando più seriamente, dai ristoratori, ai titolari di palestre e piscine, fino ai lavoratori dello spettacolo e del wedding. A loro, il nostro sostegno per la dura prova alla quale sono chiamati. Sarà un primo maggio impregnato di speranza, per tutti coloro che hanno perso il lavoro ai tempi della pandemia e che aspettano la ripartenza per
riagganciare i loro sogni e le loro aspettative, all’ultimo treno: quello delle riaperture e dei nuovi investimenti; senza dei quali le certezze verranno meno.

Sarà un Primo Maggio in cui l’indissolubile convinzione è quella che non dovrebbe esistere altra priorità dell’agenda di Governo se non quella del lavoro. Quel ‘lavoro’ dignitoso, in sicurezza, che garantisce pari opportunità a uomini e donne, giovani, e che soprattutto salvi gli ‘invisibili’, ossia i tanti lavoratori in nero, sfruttati e privi di tutele". 

"Il Primo Maggio - si legge ancora nella nota - dovrebbe essere la festa dei lavoratori e non dei precari; dovrebbe essere una festa sempre, se non fossimo a conoscenza che ogni giorno ancora oggi, persone perdono la vita sul posto di lavoro, fenomeno tragico che rappresenta una sconfitta per tutti. E adesso che l’era post-pandemica, richiede coraggio e lungimiranza, non possiamo non pensare ad un nuovo approccio verso un mondo che cambia.

Come lo ‘smart’ e il ‘south’ working; perché le sfide maggiori alle quali siamo chiamati sono quelle di mettere assieme l’adattarsi alla velocità di un’economia che subisce metamorfosi continue, con i sacri principi della giustizia sociale. La rapidità dei progressi tecnologici e la galoppante globalizzazione hanno imposto e continuano ad imporre grandi evoluzioni rischiando di generare però nuove disuguaglianze, grandi esclusioni e dolorose cesure intergenerazionali. Il ‘lavoro’ dunque leva unica ed indispensabile per far ripartire il Paese".

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