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La visita del principe Alberto

Il principe di Monaco entra commosso tra i dottori dell'università Mediterranea

L'ateneo reggino ha inaugurato l'anno accademico conferendo ad Alberto II la laurea honoris causa in scienze forestali e ambientali

"Sono commosso di essere tra di voi per illustrare una nostra comune preoccupazione, la tutela dell'ambiente. Desidero ringraziarvi sentitamente per l'onore che oggi mi concedete, conferendomi il titolo di dottore honoris causa. Sono lieto di ricevere questo riconoscimento dalla vostra prestigiosa università, che è un punto di riferimento nel campo della ricerca scientifica sulle problematiche ambientali". Il principe Alberto II di Monaco tiene a rivolgersi alle massime autorità dell'Università Mediterranea parlando in italiano, nell'accettare l'onorificenza della laurea magistrale in scienze forestali e ambientali. Ammettendo con semplicità di non avere padronanza della lingua continuerà poi in francese la sua lectio magistralis prima di essere accolto con un'ovazione dalla comunità accademica e le autorità intervenute nell'aula magna Quistelli dell'ateneo.

Il bilancio di Zimbalatti: studenti in crescita e nuovi investimenti sul personale

A fare gli onori di casa è il magnifico rettore Giuseppe Zimbalatti, che con il titolo conferito al regnante di Monaco ha aperto l'anno accademico 2022-23, il quarantesimo dell'ateneo, a pochi mesi dal suo insediamento. E' l'occasione per un primo bilancio della Mediterranea, esprimendo soddisfazione per l'aumento del numero di studenti, che grazie anche all'attivazione di nuovi corsi di alta formazione, sfiora attualmente le 6000 unità. "Trattenerli in questa terra non è una questione di poco conto - ha detto il rettore - se solo si pensa ai tanti fattori che a ciò si oppongono, come la dispersione scolastica e giovanile, l'endemica situazione di disagio economico del territorio circostante, i miraggi telematici e l'ormai fisiologico calo demografico che non risparma il sud, come sanno bene i colleghi delle università della Calabria e del mezzogiorno in generale".

La Mediterranea mette però in campo servizi sorretti da conti e programmi in regola. "L'ateneo che accoglie questi studenti - ha proseguito il professor Zimbalatti - ha una gestione virtuosa. La chiusura dell'esercizio 2021 ne ha confermato la solidità finanziaria, economica e patrimoniale, in linea con gli indicatori ministeriali di spesa per il personale e l'indebitamento, che colloca la nostra università abbondantemente entro i parametri di riferimento, e questo nonostamte l'entità della contribuzione studentesca risenta del posizionamento in un'area economicamente svantaggiata".

Il rettore ha voluto ricordare l'investimento nelle risorse umane con oltre 270 docenti e ricercatori e 160 unità di personale tecnico, amministrativo e bibliotecario, oltre ai tanti studenti dottorandi, assegnisti e borsisti che "animano le attività dell'ateneo e a cui va il mio sentito ringraziamento". E' questo solo il punto di partenza perché il piano di potenziamento del personale docente e amministrativo continua con tempistica velocissima: entro fine anno, annuncia Zimbalatti, in organico ci saranno ulteriori 26 professori e 21 tecnici".

Laurea honoris causa al principe Alberto di Monaco: le foto della cerimonia

Nell'albo d'oro degli illustri dottori onorari dell'università reggina, la laurea al principe Alberto II di Monaco per il suo impegno concreto a favore dell'ambiente e in particolare dell'ecosistema forestale oltre che personalità intettuale di spicco, si inserisce nel ruolo che la Mediterranea vuole ricoprire "dando un contributo allo sviluppo socio-economico della nostra terra, consegnando giovani talenti e puntando sulla cultura come principale fattore di sviluppo per correggere le marginalità della Calabria". 

In una cerimonia sottolineata dall'esibizione dell'Orchestra del Conservatorio Cilea, che ha eseguito anche gli inni nazionali di Italia e Monaco, ad assistere all'evento che lega Sua Altezza Serenissima Alberto II all'ateneo reggino c'erano il governatore calabrese Roberto Occhiuto, che ha porto i saluti istituzionali al principe; la vicepresidente della giunta Giusi Princi; il direttore del dipartimento di Agraria Giovanni Enrico Agosteo; il comandante regionale dei carabinieri forestali, colonnello Giorgio Maria Borrelli; i rettori ospiti dell'inaugurazione accademica in un colpo d'occhio di toghe bordate ed ermellini, a rappresentare università italiane come la Sapienza di Roma, l'Unical, la Dante Alighieri reggina, la Vanvitelli campana; la studentessa Francesca Pisani del consiglio studentesco dell'ateneo. 

Il legame con la Calabria, dalla rivoluzione agricola di Domenico Grimaldi all'impegno di Alberto per le foreste

Agosteo ha ricordato gli avi calabresi dell'ospite Grimaldi, primo tra tutti Domenico, marchese di Seminara, che rivoluzionò l'agricoltura del territorio introducendo tecniche e macchinari moderni per la produzione dell'olio  e nella tessitura del gelso.

Il principe Alberto ha ascoltato con visibile emozione la prolusione del professor Felice Antonio Costabile, ordinario di diritto romano, e la laudatio del professor Giuseppe Bombino, coordinatore del corso di studi magistrale in scienze forestali e ambientali. Costabile ha presentato un affascinante excursus su boschi e foreste nell'Italia romana toccando le due tematiche dello sfruttamento delle riserve ambientali e la sacralità dei luoghi. La relazione storica si è conclusa con un collegamento al nostro presente: "In Italia la deforestazione iniziata dai Greci e dai Romani non è stata mai compensata da nuovi rimboschimenti, pur meritevolmente intrapresi dal Regno d’Italia agli inizi del Novecento, e ciò in un quadro nazionale ed europeo di grave deficit dell’ingegneria ambientale, causa di ricorrenti disastri naturali, soprattutto fluviali".

Bombino ha esordito argomentando come la Foresta "svela il senso e l’ordine più alto delle cose, narra la vicenda umana, la capacità universale e individuale di corrispondere ad una sola entità, in cui il particolare si lega in una visione composta e totale, educa alla complessità". L'uomo ha abusato della sua centralità sulla terra prevaricando le forme di biodiversità nella scala dei viventi e adesso per uscire dal caos e correre ai ripari da danni sempre più ineluttabili, ha spiegato il professore, "se vogliamo salvarci veramente, dobbiamo avere il coraggio di ridare dignità ai regni animale e vegetale". A farlo sarà l'Uomo capace di studiare e interpretare, leggere e capire nel profondo i legami che compongono l'aggregato della foresta e comprendere così l’intero ecosistema del pianeta". Un ruolo che l'Università Mediterranea riconosce ad Alberto II di Monaco, affidandogli un rinnovato dialogo con la Natura "perché possa divenire simbolo di un profondo ripensamento sulle derive iper-antropocentriche che hanno caratterizzato questo secolo".

Particolarmente significativo è l’impegno del principe monegasco proprio verso le foreste "coniugando la sensibilità ambientalista e la capacità di recepire i progressi della scienza". Riguardo alla Calabria ed all’Aspromonte (che è meta delle visite che Alberto II ha in calendario domani e mercoledì nella nostra provincia), il professor Bombino ha motivato il conferimento della laurea per "la passione e l’interesse con cui il Principe si è avvicinato alle intricate, fragili e ricche vicende umane di questa ultima porzione d’Italia, spesso sovrastata dagli incendi boschivi, dimostrando d’aver colto e compreso la struggente innocenza di un territorio caratterizzato da arcaici e straordinari valori forestali e ambientali".

Principe Alberto laurea honoris causa 07

Il principe: "Felice di essere tra voi per condividere la stessa speranza sull'ambiente"

Le parole del rettore e degli accademici toccano corde profonde nel principe Alberto, perché, ha spiegato il regnante di Monaco, "alimentano in me la speranza che la mia azione sia utile, che si tratti della politica attuata dal mio governo, delle iniziative della mia Fondazione o dei miei impegni personali". Nella sua lectio magistralis, il blasonato neodottore ha lanciato un accorato allarme sui cambiamenti climatici. Solo la scienza può studiare e arginare questa tendenza distruttiva per l'ambiente e l'umanità e fornire led evidenze su cui si deve fondare l'impegno di ciascuno contro questi fenomeni pericolosamente in crescita. Il principe ha ricordato i progetti della sua Fondazione, nata nel 2006, e il sostegno del principato di Monaco alla ricerca scientifica, citando il laboratorio dell’ambiente marino dell'Aiea, che si occupa dell'acidificazione dei mari; il rapporto speciale sull'oceano e la criosfera per ridurre gli effetti del riscaldamento climatico; e i progetti per il Mediterraneo, tra cui MedFund, fondo fiduciario dedicato al finanziamento di aree marine protette con capitali pubblici e privati. Inoltre Alberto II ha annunciato che nel 2023 la Fondazione avvierà l'iniziativa Re.Generation, dedicata alla specializzazione di una comunità internazionale di giovani talenti.

Il conferimento della laurea intitola Sua Altezza Serenissima Alexandre Louis Pierre Grimaldi, principe sovrano di Monaco, dottore in scienze forestali e ambientali. "E’ un titolo - ha detto Bombino - che rafforzerà il suo impegno per i sentieri del mondo. La Mediterranea, se lo vorrà, camminerà sempre al suo fianco"

Alberto II ha risposto con solennità: "Sono consapevole che l'incontro tra le varie discipline e l'unione dei talenti sono al centro dell’azione della vostra Università. Sono particolarmente felice dell'onore che mi concedete accogliendomi tra voi. Questo mi dimostra che siamo uniti nel condividere la stessa speranza. Per i nostri figli, per il futuro che essi rappresentano, noi abbiamo l'obbligo di dedicare tutta la nostra attenzione alla salvaguardia della salute dell'ambiente e vi ringrazio per l'opportunità che mi date di esprimere questa idea che mi sta a cuore".

Dopo la rituale stretta di mano con il rettore Zimbalatti e le congratulazioni dei colleghi della Mediterranea, il principe di Monaco si è spostato a Gallico, dove stasera è in corso lo spettacolo di gala benefico promosso dai referenti italiani della Fondazione. Come per tutti gli eventi del suo soggiorno in Calabria, Alberto II si muove blindato dal rigido protocollo che si applica per le visite dei capi di stato stranieri. Distanza di almeno un metro e mezzo per chi non faccia parte del suo entourage, embargo assoluto dei vari appuntamenti fino a poche prima, scorta canonica di forze dell'ordine. 

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