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L'attesa

Verso la sentenza del processo Miramare: cosa succede in caso di condanna?

L'8 novembre dovrebbe arrivare la decisione della Corte d'Appello per il sindaco sospeso Giuseppe Falcomatà

Il tempo sospeso per la città, forse, sta per scadere: l'8 novembre, infatti, dovrebbe arrivare a sentenza il processo Miramare. 

Il processo in Corte d'Appello riguarda l'attuale sindaco sospeso di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, condannato in primo grado e momentaneamente sospeso dall'incarico per gli effetti della legge Severino. Il procedimento giudiziario arriva dopo la sentenza di primo grado, dello scorso novembre, che ha condannato il primo cittadino e buona parte della giunta dell'amministrazione comunale.

La vicenda che è arrivata nelle aule del Tribunale riguarda l'assegnazione parziale dell'albergo Miramare, di proprietà del Comune, ad un'associazione ritenuta, in primo grado, vicina ad un amico del sindaco Giuseppe Falcomatà, senza una preventiva gara di evidenza pubblica. Per tale motivo, sono stati condannati anche i componenti della giunta comunale che votò l'assegnazione, la dirigente del settore, la segretaria comunale dell'epoca e il rappresentante dell'associazione.

Il giudice Monica Monaco ha concordato con i legali difensivi e il Pg Ingnazitto un fitto calendario di udienze, con una seduta aggiunta per lunedì 7 novembre alle ore 10.30, perché dal 10 novembre infatti, un membro del collegio difensivo sarà impegnato in un nuovo incarico. 

In caso di condanna

Dunque, l'8 novembre la Corte d'Appello deciderà il futuro di Giuseppe Falcomatà. Se il sindaco sospeso dovesse essere assolto ecco che potrà tornare a sedersi sulla scranno più alto di Palazzo San Giorgio, ma se dovesse essere condannato cosa accadrà? 

Giuseppe Falcomatà dovrà aspettare le motivazioni della sentenza, novanta giorni, e poi potrà fare ricorso in Cassazione. Ma ci vorranno almeno sei mesi prima che la Cassazione si riunisca per esaminare le carte del procedimento. Ciò vuol dire che si arriverebbe a fine ottobre del 2023 ma a quel punto la Cassazione, in udienza, potrà solo dichiarare il reato prescritto. Il procedimento, infatti, si prescriverà a gennaio. La sua prescrizione deve essere, infatti, sancita dal tribunale. Il sindaco Falcomatà l'8 novembre in caso di condanna sarà ancora sospeso per la legge Severino.

Cosa prevede la legge Severino

Il decreto legislativo che porta la firma dell’ex ministro della Giustizia Paola Severino prevede incandidabilità, ineleggibilità e decadenza automatica per i parlamentari, per i rappresentanti di governo, per i consiglieri regionali, per i sindaci e per gli amministratori locali in caso di condanna. Ha valore retroattivo e prevede, anche a nomina avvenuta regolarmente, la sospensione di una carica comunale, regionale e parlamentare se la condanna avviene dopo la nomina del soggetto in questione. Per coloro che sono in carica in un ente territoriale basta anche una condanna in primo grado non definitiva per l’attuazione della sospensione, che può durare per un periodo massimo di 18 mesi.

Le reazioni del Pd e le dimissioni forzate

Ma a questo punto occorrerà capire cosa accadrà in casa Pd. Tenere in piedi i sindaci facente funzioni, che non sono dem, per mantenere comunque il vessillo su Palazzo San Giorgio fino alla scadenza naturale del mandato nel 2015 visto che il sindaco il sindaco Giuseppe Falcomatà è stato eletto, al ballottaggio, a settembre del 2020 con la coalizione Partito Democratico, Italia Viva, Partito del Sud-Reggio Bene Comune, La Svolta, Partito Socialista Italiano, Articolo Uno-Reggio Coraggiosa, S'Intesi, Reset, Patto X il Cambiamento, Primavera Democratica, Innamorarsi di Reggio.

Oppure il segretario regionale del Pd, Nicola Irto, ed i vertici provinciali potrebbero suggerire vivamente al sindaco sospeso di dimettersi e aspettare la sentenza definitiva della Cassazione. Ma questo vorrebbe dire aprire lo scenario delle elezioni anticipate e c'è chi teme la vittoria della destra, forte anche del successo a livello regionale e alle recenti elezioni politiche. 

La prossima udienza in Corte d'Appello

Intanto si tornerà in aula, in udienza in Corte d'Appello, il prossimo 7 novembre con le le udienze dell'avv. Belvedere per Giovanna Acquaviva, dell'avv. Panella per Giuseppe Falcomatà, dell'avv.Giuseppe Alvaro per Saverio Anghelone, dell'avv. Zampano per Nino Zimbalatti e dell'avv. Andrea Alvaro per Armando Neri. 
 

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