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"Se toccano una, toccano tutte!", Nudm Reggio al fianco della compagna Bova

Il movimento è vicina a Luciana Bova. Giovedì 7 gennaio si svolgerà la prima udienza del processo a uno dei membri della comunità Pace e dell’Istituto per la Famiglia G.Perri, imputato per diffamazione aggravata

"Dall’inizio del percorso come Nudm Reggio Calabria la Collettiva AutonoMIA n’é stata cofondatrice e parte integrante insieme ad altre associazioni e singole. Non possiamo dimenticare le tante battaglie condotte insieme. Così come non possiamo dimenticare che già in un passato molto recentemente
avevamo ricordato, attraverso comunicati stampa che riguardavano coinvolgimenti del consigliere
Ripepi in fatti di cronaca, gli episodi che, in passato, lo avevano visto protagonista insieme alla sua
comunità nei confronti della Collettiva AutonoMIA".

E' quanto si legge in una nota del movimento Non una di meno di Reggio Calabria che ribadisce: "Comportamenti tenuti non solo in occasione di un Consiglio comunale durante l’approvazione delle unioni civili ma anche e soprattutto, durante un pubblico convegno organizzato proprio dalla Collettiva nell’aprile 2015, che partiva proprio dall’analisi della ben nota mozione sulla famiglia naturale e lo vedeva tra i relatori con l’allora presidente Delfino, due docenti universitarie ed una nota giornalista reggina come moderatrice.

Viene difficile a molte di noi dimenticare quel pomeriggio in cui quello che voleva essere un confronto è diventato, grazie ai comportamenti costantemente “aggressivi” dei seguaci del papà Ripepi, uno scontro continuo che ha visto spesso attaccate anche le due docenti universitarie presenti all’incontro, oltre alla moderatrice.

Ci viene ancor più difficile dimenticare le “violenze verbali, insulti, provocazioni ed intimidazioni susseguitesi per settimane (prova n’è anche una pagina Fb appositamente dedicata), sui social in particolare proprio nei confronti della nostra sorella e compagna Luciana Bova la cui colpa evidentemente era quella di essere una nota attivista e cofondatrice della Collettiva, quella Collettiva che per prima in città aveva preso posizione netta contro una mozione ritenuta estremamente omofoba e confessionale mettendoci la faccia.

Giovedì 7 gennaio 2021 si presenterà, finalmente, con il processo a uno dei membri della comunità
Pace e dell’Istituto per la Famiglia G.Perri, imputato per diffamazione aggravata, nei confronti di
Luciana Bova per i fatti su descritti, l’occasione di un riscatto per lei, ma idealmente anche di tutte
noi, che abbiamo atteso ben sei lunghi anni che qualcosa si smuovesse e la giustizia facesse, se pur
lungo, il suo corso, un’attesa che comunque non ci ha certo fermate, in cui abbiamo continuato a
portare avanti le nostre lotte ed i nostri percorsi".

Il movimento di Reggio Calabria è vicino "a Luciana, che pur ormai trasferitasi in altra città, non ha mai
smesso di seguirci e far “idealmente” parte del nostro nodo territoriale. Non ci piegheremo ne taceranno mai, continuando a lottare affinchè il nostro territorio diventi un territorio libero da tutte
quegli stereotipi e pregiudizi che hanno origine dalla cultura patriarcale, lo abbiamo fatto e continueremo a farlo con la “presenza” dei nostri corpi dissidenti".

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