Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Processo "Ghota", in appello regge l'impianto d'accusa: 15 anni per Giorgio De Stefano

La sentenza è stata letta, dopo sei ore di camera di consiglio, dalla presidente del collegio Francesca Di Landro, in abbreviato riconosciuta la tesi accusatoria della Dda reggina

La Corte d'Appello di Reggio Calabria ha confermato l'impianto accusatorio del processo "Gotha" che si è celebrato con il rito abbreviato. Dopo 6 ore di camera di consiglio, la sentenza è stata letta dalla presidente del collegio Francesca Di Landro che ha accolto, in sostanza, le richieste dei pubblici ministeri Walter Ignazitto e Stefano Musolino.

La Corte d'Appello ha rideterminato a 15 anni e 4 mesi di carcere la pena per l'avvocato Giorgio De Stefano (20 anni in primo grado), considerato dalla Dda una delle teste pensanti della 'ndrangheta reggina.

Nel processo di appello, tra gli altri, sono stati giudicati colpevoli: Mario e Domenico Stillitano (rispettivamente sono stati condannati a 15 anni e 4 mesi di carcere e 14 anni e 4 mesi di carcere), Antonino Nicolò (13 anni e 10 mesi), Antonino Araniti (8 anni), Roberto Franco (13 anni e 8 mesi), l'imprenditore Emilio Angelo Frascati (8 anni), Domenico Marcianò (9 anni e 4 mesi).

È stato condannato a due anni di reclusione anche l'ex sindaco di Villa San Giovanni Antonio Messina per il quale la Corte d'Appello non ha riconosciuto l'aggravante mafiosa. Sono stati assolti, infine, Bruno Nicolazzo, Gaetano Tortorella, Andrea Santo Tortora, Elena Mariaserena Inuso, Maria Antonietta Febbe, Saveria Saccà e Carmelo Salvatore Nucera.

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