Processo "Miramare", in piazza e su internet per chiedere di evitare la prescrizione

Prima dell'avvio della seconda udienza, che vedeva la deposizione di alcuni testimoni dell'accusa, la mobilitazione del Movimento città metropolitana e di Giuseppe Minnella

Alcuni partecipanti alla mobilitazione

Aula bunker di Reggio Calabria, ore 15 e 30, va in scena la protesta del Movimento città metropolitana che, mentre Giuseppe Falcomatà ed alcuni componenti della sua vecchia giunta varcano l’ingresso principale per assistere al processo del caso “Miramare” che li vede imputati, chiedono a gran voce che l’orologio della giustizia, quello che potrebbe portare alla prescrizione del reato, si possa fermare.

“Siamo qui - dice Demetrio Abate - per ribadire un principio base dettato dalla giustizia, vogliamo ricordare, infatti, che la legge è uguale per tutti. Tutti i reati, nella fattispecie quello di abuso di ufficio che si sta processando oggi a Reggio Calabria nei confronti del sindaco Giuseppe Falcomatà, possono andare in prescrizione e non ci sembra giusto che a pagare sia stata solo colei che ha denunciato la vicenda ed è stata allontanata dalla vecchia giunta. Noi non vogliamo che questo accada”.

Su internet, poi, la stessa posizione è stata sostenuta da Giuseppe Minnella, portavoce provinciale della Fiamma tricolore. “Sono passati oltre 5 anni - scrive - dai fatti che vedono imputati il sindaco Falcomatà ed altri componenti dell’attuale giunta e consiglio comunale in quello che è stato ribattezzato “Affare Miramare” per l’affidamento diretto del famoso stabile di proprietà comunale all’associazione Il Sottoscala”.

“Soltanto oggi - prosegue Minnella - si celebrerà appena la seconda udienza di un processo che, ormai è chiaro a tutti, si avvia verso la prescrizione del reato contestato agli imputati. Per lo stesso reato di cui sono oggi accusati sindaco ed esponenti del massimo consesso cittadino è stata condannata in primo grado con il rito abbreviato, colei che denunciò la vicenda, la professoressa Marcianò che ad appena pochi minuti dalla prima seduta del nuovo consiglio comunale è stata sospesa dall’incarico dal prefetto per l’applicazione della Severino”.

Minnella, infine, chiama in causa Giuseppe Falcomatà: “Chiediamo al sindaco Falcomatà un primo segno tangibile di questo “secondo tempo”: dimostri la trasparenza del suo operato e di quello della sua giunta rinunciando ai termini della prescrizione; un atto di legalità e correttezza dovuto nei confronti di chi lo ha votato e dell’intera comunità cittadina".

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