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Cronaca

Processo Rositani, in Corte d'Appello è l'ora del contraddittorio tra periti

Il Ctu e i consulenti di parte si confronteranno, domani, sulla perizia sullo stato di salute mentale di Ciro Russo che lo dichiara semi infermo

Entreranno ancora in un'aula di tribunale Mariantonietta Rositani e il suo papà Carlo per l'udienza in Corte d’Appello, per sentire il consulente tecnico in contraddittorio con i consulenti di parte sulla perizia sullo stato di  salute mentale di Ciro Russo. 

Ciro Russo, per il Ctu, è un semiinfermo di mente: “Al momento dei fatti– si legge nelle conclusioni – la sua capacità di intendere e di volere era parzialmente compromessa ma, con ragionevole certezza, non totalmente abolita”.

Ma per sciogliere ogni dubbio sulla semiinfermità di Ciro Russo ecco che i consulenti saranno ascoltati in contraddittorio, in accoglimento della richiesta avanzata dalle parti civili e dai legali di Maria Antonietta. 

Domani mattina, mercoledì 10 novembre, dunque, alle ore 11, ecco che in aula oltre gli avvocati Elia Alessandro, Maria Leonardo, Santaiti Massimiliano e i legali dell’UDI e Insieme per Marianna come Parte Civile ci saranno i periti della famiglia Rositani il dottor Taglieri, la dottoressa D’Aniello e il professor Marasco.

Carlo Rositani non si stanca di ripetere quanto è accaduto e non si dà pace perché pensa che “questa tragedia poteva essere evitata se qualcuno li avesse avvisati dell'evasione di Ciro Russo dagli arresti domiciliari e se i carabinieri di Ercolano avessero avvisato quelli di Reggio Calabria”.

“Abbiamo sofferto tanto, - dice Carlo Rositani – ma non mi arrendo. Ogni giorno ricevo lettere, email, messaggi, da donne maltrattate e purtroppo c'è sempre lo stesso copione che si ripete: se non c'è sangue, se non c'è una violenza forte, nessuno interviene. Sappiamo poi che queste donne vengono uccise. Io continuo a lottare, prima di tutto, per proteggere ancora mia figlia Mariantonietta ma anche per le altre donne”. 

“Domani andremo in aula e io credo profondamente che Ciro Russo, l'ex marito di mia figlia che l'ha ridotta in fin di vita, è sano di mente. Lo conosco bene, è stato come un figlio per me e ha frequentato la mia casa. Ciro Russo era capace di intendere e di volere quando ha commesso il fatto ed era talmente lucido da pianificare tutto”.

“Spero adesso che la verità venga fuori – dice papà Rositani – e spero che il processo in Appello si concluda entro dicembre”.

La lettera a Ciro Russo

Carlo Rositani ha scritto un lunga lettera a Ciro Russo dove fra l'altro si legge: Mi addolora parlare di te che ti ho tenuto in casa come un figlio. Hai sporcato ogni cosa che hai toccato. Di bello alla vita restano Annie e William cerca di cambiare se puoi fallo per loro, per i tuoi figli, i tuoi fratelli e i tuoi poveri genitori.  Trova il coraggio e per una volta nella vita fai l’uomo, alzati in aula e chiedi in ginocchio perdono almeno a loro, ai tuoi figli. Per me caro Ciro come andrà a finire il processo non ha importanza, io ho perso in ogni caso tutto. Ho perso come Padre e come uomo. Ho sbagliato perché  non ho capito le sofferenze di mia figlia ma soprattutto non sono riuscito in tutti questi anni a capire te caro Ciro magari chi sa forse sarei riuscito per il bene che ti volevo e che ancora “rimane” ad aiutarti nonostante la tua malvagità. Ma di tutto questo, e non smetterò mai di dirlo, la colpa vera è dello Stato. Di quello Stato che tenendo nei cassetti tutte quelle denunce presentate prima del delitto da mia figlia, ti ha dato la libertà di premeditare e di programmare il tuo delittuoso piano fin dal primo giorno che sei arrivato agli arresti domiciliari a casa dai tuoi genitori a Ercolano facendoti comprare da tua madre quel salvadanaio che rompendolo quella notte del 12 marzo ti è servito poi per la tua fuga…Riempire quelle tre bottiglie di benzina con mano ferma alla stazione di servizio sul viale Europa a Reggio Calabria. Tu volevi uccidere la madre dei tuoi figli…”.

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