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Giovedì, 19 Maggio 2022
Corte d'Appello

Processo Rositani, domani nuova udienza per Ciro Russo

Parla il papà di Maria Antonietta: "La violenza non è mai pazzia"

Ancora un'udienza, domani 6 aprile alle 9,20, in Corte d'Appello per il tentato omicidio di Maria Antonietta Rositani. Alla sbarra c'è Ciro Russo, l'ex marito che il 12 marzo del 2019 tentò di uccidere l’ex moglie, e adesso c'è da stabilire se “fosse capace di intendere e volere". 

Tre anni di lunghe sofferenze per Maria Antonietta e per la sua famiglia. Papà Carlo non ha mai ceduto un attimo, è una roccia per la sua Maria Antonietta. Sente il peso di questi anni e teme che ancora dopo la Corte d'Appello si arrivi in Cassazione e dopo poco Ciro Russo possa essere nuovamente libero di "terminare quello che ha iniziato". Teme per la sua "bambina" Carlo Rositani, teme anche di non riuscire a proteggerla. E' stanco ed affaticato, la salute in questi ultimi mesi non lo aiuta e domani non sarà in aula a fianco di Maria Antonietta. Però dice: "In aula ci saranno col cuore i nostri  legali: Alessandro Elia,  Massimiliano Santaiti e Maria Leonardo. Ed ancora l'associazione UDI e l' associazione Insieme per Marianna che si sono costituite Parte Civile. I periti: Taglieri,  Luisa D'Aniello e Marasco che hanno avuto modo di osservare e studiare il comportamento dell'uomo che, in primo grado, è stato condannato a 18 anni di reclusione per il tentato omicidio della ex moglie arrivando alla conclusione che quando Ciro Russo diede fuoco all'autovettura sulla quale viaggiava Maria Antonietta era capace di intendere e di volere".

Parla Carlo Rositani e aggiunge con dolore: "Io sono un padre fortunato, che posso raccontare questa triste e inumana storia.  Mia figlia è viva, seppur  col corpo cuore e anima feriti, bruciati a vita. Posso raccontarlo oggi da padre e da Italiano con gli occhi umidi di dolore inchinandomi con la preghiera davanti a tutte quelle famiglie che hanno perso una figlia, una sorella, una mamma. Racconto questa storia affinchè non accada mai più ad altre figlie quello che è accaduto a mia figlia. Un padre lasciato da solo senza alcun aiuto sincero dalle istituzioni italiane. Un solo aiuto è arrivato più volte da un piccolo paesino della provincia di Reggio Calabria Varapodio. Un Comune che con amore ci è stato vicino anche economicamente senza fare passerelle e alcuna pubblicità. Ecco lasciato da solo da tutte le istituzioni italiane a piangere con la mia famiglia".

"Solo ma, grazie a Dio, accanto a noi tanti volti buoni sconosciuti - continua Rositani - che con il loro amore ci hanno aiutato a vivere. Da padre posso solo dire che quel figlio che mi ero messo in casa credendo nel suo sincero amore verso mia figlia alla fine si è dimostrato un figlio criminale,ma sano di mente. La violenza non è mai pazzia! È violenza e basta. Ai genitori dico fate attenzione prima di dire un sì a una figlia per troppo bene d' amore, spesso dietro un abbraccio, un sorriso si nasconde una mente spavalda egoista e patriarcale. Si nasconde un criminale. Io credo in Dio nella giustizia ma da padre e da italiano non riesco a darmi pace. Tutto si poteva evitare. Sarebbe bastato aprire il cuore davanti a tutte quelle denunce presentate da mia figlia prima del terribile disumano agguato".

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