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Cronaca

Rositani: "Ciro Russo può ancora fare del male a me e alla mia famiglia"

Dopo le dichiarazioni in aula del perito del giudice secondo cui è semi-infermo di mente, parla la donna che è stata bruciata dal suo ex marito nel 2019

E' arrabbiata Maria Antonietta Rositani, la donna a cui l'ex marito diede fuoco in una mattina di due anni fa. Dopo una sentenza di primo grido che ha condannato Ciro Russo a 18 anni, ora dopo il ricorso in Corte d'appello, ecco che l'uomo è stato definito dal perito nominato dal giudice parzialmente incapace di intendere e di volere. 

Non ci sta Maria Antonietta e dice con forza: “Questo è un insulto a quello che ho passato! Conosco quell'uomo da venti anni, è stato mio marito, tutto si può dire ma non che sia pazzo! I miei periti e i miei legali dimostreranno che era perfettamente in grado di capire cosa stava facendo”. 

Dunque un cambio di visione che potrebbe portare Ciro Russo ad uscire presto dal carcere di Siracusa dove è rinchiuso. Se nelle motivazioni della condanna di primo grado il gup affermava che non fu  “un delitto d’impeto o un gesto impulsivo, l’imputato ha al contrario pianificato con largo anticipo l’azione delittuosa. La condotta di tentato omicidio si realizza in circa 25 secondi, ma tale breve durata non deve trarre in inganno, in quanto il programma criminoso era ben chiaro nella mente del Russo” ecco che adesso si mette in dubbio proprio la capacità di agire di Ciro Russo e la sua intenzione di uccidere. 

Ma Maria Antonietta che ha combattuto contro la morte e porta su di sè i segni di quella violenza non si abbatte e va avanti con forza e con fiducia verso la giustizia. Sa di poter contare dell'appoggio della sua famiglia, del suo papà Carlo e anche delle donne dell'Udi che sono parte civile nel processo. 

“Io ho fiducia nella giustizia, devo averla, - afferma – e la giustizia farà il suo corso. Non mi interessa quanti anni avrà di carcere, ma spero solo che venga stabilita la verità, cioè, che ha agito con premeditazione. Ciro Russo è una persona violenta e può ancora fare del male a me e alla mia famiglia. Devo avere fiducia nella giustizia perché credo nella certezza della pena, altrimenti non potrei dire alle altre donne che mi chiedono aiuto, quando hanno accanto uomini violenti, di denunciare subito!”. 

“Certo, se poi dovesse capitare che Ciro Russo venga rimesso in libertà dopo pochi anni, di certo non starò qui a guardare. La sorte non si può sfidare due volte. Ma io penso che non dobbiamo essere noi donne, vittime di violenza, a dover fuggire, a dover nasconderci. Lo Stato ci deve proteggere e deve condannare i nostri aguzzini”.

Rositani Carlo-2Anche il papà di Maria Antonietta, Carlo Rositani, è amareggiato per quanto sentito nel corso dell'udienza: “Ho dovuto ascoltare per due ore e mezza le dichiarazioni del Ctu che mi hanno lasciato molta amarezza. Dicono che non è pericoloso per gli altri ma per se stesso! E mia figlia chi l'ha ridotta in fin di vita? Ciro Russo ha pianificato tutto con lucida e terrificante efficienza omicida. Lo conosco bene e so che persona è, una persona con una mentalità patriarcale che ancora oggi, invece di chiedere perdono per quello che ha fatto, nega tutto. Sono deluso per uno Stato assente prima verso chi chiede aiuto e troppo attento invece verso chi è "criminale" che per pararsi dalla terrena  giustizia della legge diventa al momento del crimine gesto disumano semi infermo di mente e ancor più pericoloso per se stesso…e non per gli altri.

Ma questa è la legge e io da buon italiano mi affido al giudizio finale della Onorevole Corte d'Appello di Reggio Calabria presieduta da una attenta e brava Presidentessa. Affinché mai più debole e sofferente della terra a patire per colpa di uno Stato sordo e disattento a una richiesta di aiuto di un suo figlio. Io chiedo solo una sentenza che sia giusta!”.

Adesso la prossima udienza sarà il 10 novembre quando sarà sentito il consulente tecnico in contraddittorio con i consulenti di parte.

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