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Giovedì, 19 Maggio 2022
Corte d'Appello

Processo Rositani, ancora un rinvio di udienza al 17 maggio

Sarà il procuratore generale a replicare. Poi la camera di consiglio

E' delusa Maria Antonietta Rositani, accompagnata dal papà Carlo in Corte d'appello: l'udienza per il processo contro l'ex marito Ciro Russo che tentò di ucciderla, bruciandola viva il 12 marzo del 2019, è stata rinviata al 17 maggio. 

Delusa perchè aspettava di poter mettere la parola fine ad un lungo calvario che dura ormai da tre anni. Oggi davanti al giudice, c'è stata l'arringa dell'avvocato di Ciro Russo e adesso occorrerà ancora attendere fino al 17 maggio per la replica del Procuratore generale. Solo dopo ci sarà la camera di consiglio.

Non perde la speranza di avere giustizia, però, Maria Antonietta e fuori dall'Aula con le donne dell'Udi (Unione donne in Italia), che si sono costituite parte civile nel processo, si ferma a parlare e torna il sorriso. 

Tre anni di lotte e di ospedale, di paura e di calvario e oggi a Piazza Castello, in tribunale è tornato anche papà Carlo, dopo mesi di malattia, per stare vicino alla sua "bambina". "Non potevo lasciarla sola", - dice Carlo Rositani. 

"Che Dio ce la mandi buona. La violenza non è pazzia", - aggiunge papà Carlo- "Io sto lottando non solo per mia figlia Maria Antonietta, ma per tutte le donne che vengono ogni giorno maltrattate, che subiscono violenze da questi uomini che hanno una mentalità patriarcarle, per cui la donna è solo un oggetto di possesso e la comandano con uno sguardo".

"Ricevo spesso email da donne che hanno subito violenza o che stanno ancora subendo e, malgrado tutto, dico che l'unica via è lasciare questi uomini e denunciarli. Non c'è da dare una seconda possibilità, non c'è da aspettare il cambiamento. Non cambieranno e la violenza sarà un crescendo".

"Non abbiate paura, parlate con le amiche, con i genitori, con chi pensate possa aiutarvi e state lontani da uomini che non sanno amare", - non si stanca Carlo Rositani di ripetere che la violenza non è pazzia, di lanciare appelli e spera che le donne abbiamo fiducia in sè stesse e nella giustizia per uscire da situazioni difficili. 

"Non è facile per me, - afferma Carlo Rositani - parlare così di Ciro Russo, che ho accolto in famiglia e voluto bene come un figlio. All'inizio non sembrava un uomo violento, poi con il passare del tempo si è manifestato il suo essere. Si quel figlio non è altro che un criminale che si è cibato del nostro cuore, mettendo a rischio la vita non solo di mia figlia ma di tutti noi. Non è un ammalato ma un vile criminale senza scripoli e cuore. Non posso dimenticare quello che abbiamo passato una sera solo perchè Maria Antonietta aveva postato su Fb una fotografia con una amica, truccata e con una gonna corta, che poi non era neanche tanto corta!  Chiedeva a me, urlando, se io mai potessi accettare una cosa simile da mia moglie e quando di risposi che non ci vedevo nulla di male, andò su tutte le furie. Alla fine le ha fatto chiudere il profilo Fb".

Parla con molto gardo Carlo e la sua voce, affievolita dagli anni e dalla fatica, è calda: "Aspetteremo ancora", afferma con rassegnazione "e speriamo che presto arrivi la sentenza finale".

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