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La storia

Guerra in Ucraina, volontari Misericordie in azione per i profughi ammalati

Al confine con la Polonia anche Antonio De Simone, un agente di polizia in forza alla questura reggina, per accompagnare i soggetti fragili ai voli militari verso l'Italia

misericordie 2-2Con i piedi nel fango e gli occhi immersi nella tragedia del popolo ucraino. Le Misericordie non si sono tirate indietro alla chiamata del Governo italiano e, con i loro mezzi di soccorso, si stanno muovendo per offrire aiuto ai profughi della guerra in Ucraina (nella foto una riunione operativa in Ucraina).

Fra i volontari partiti verso l’Est Europa c’è anche un poliziotto reggino, Antonio De Simone, che svestita la divisa blu della polizia ha indossato la tuta giallo azzurra delle Misericordie e, a bordo di un’ambulanza, sta prestando soccorso ai feriti e agli ammalati fermi al confine e li trasporta verso gli aeroporti di destinazione per essere imbarcati sui voli militari diretti in Italia.

Antonio De Simone non è solo, il giovane poliziotto in forza alla questura reggina fa parte di un team specializzato e attivo per il servizio Disevac (Disability evacuation) delle Misericordie, che è il primo in Italia pensato per evacuare in maniera protetta ed assistita soggetti deambulanti fragili, non deambulanti con sedia a rotelle e allettati in barella.

Il Disevac delle Misericordie, come spiega la stessa associazione di volontariato, è attivo a Rzegzow, al confine tra Polonia e Ucraina. Il suo compito è quello di portare dalla frontiera al centro di prima accoglienza e successivamente all’aeroporto fino a 36 persone contemporaneamente.

Dall’inizio dell’emergenza legata al conflitto bellico in Ucraina, le Misericordie hanno attivato, grazie a propri contatti sul territorio e a una fitta rete di collaborazione con organizzazioni religiose, una serie di corridoi umanitari. Grazie a questi sono stati portati in salvo in Italia, con operazioni “family link o in strutture di accoglienza dedicate, 157 persone (di cui 10 insulino-dipendenti presi in carico dal Sistema sanitario regionale del Lazio).

“Le Misericordie sono un modello d’eccellenza, riconosciuto sia in Italia sia a livello internazionale – spiega il presidente delle stesse Misericordie, Domenico Giani – Passa dal Disevac la chiave di lettura del nostro sistema di assistenza: nessuno deve essere mai lasciato solo. Rispondiamo con piacere alla richiesta della Protezione Civile nazionale dando, operativamente, il nostro contributo”.

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