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Sanità / Polistena

Pronto soccorso in affanno, l'allarme del Comitato spontaneo

Chiesto al commissario Di Furia un intervento urgente per risolvere la carenza di personale

“Lo avevamo detto giorni fa, mai abbassare la guardia, in effetti dobbiamo purtroppo segnalare la gravissima situazione del Pronto soccorso nell’ospedale di Polistena, l’arrivo dei medici cubani ha dato una boccata di ossigeno, ma dopo pochi mesi, fra malattie, ferie, trasferimenti e, aggiungiamo noi, la mancanza di direttive aziendali mirate a fronteggiare l’emergenza, si è ripiombati nel totale caos, si sono create delle condizioni certamente non idonee ad offrire un servizio adeguato ai tantissimi utenti del territorio, pensiamo nel primo trimestre dell'anno in corso gli accessi al Pronto soccorso sono stati circa 5000”. E’ il Comitato spontaneo a tutela della salute a lanciare l’allarme.

Per il Comitato il problema potrebbe ravvedersi nel fatto che “Una direzione sanitaria che non riesce a trovare la quadra per gestire questa emergenza, che non riesce a innescare la tanta auspicata collaborazione fra i reparti, nell’attesa che si attivino i servizi territoriali che diano respiro al Pronto soccorso e non solo”.

I responsabili del Comitato spontaneo, poi, si rivolgono al commissario straordinario dell’Asp di Reggio Calabria. “Dottoressa Di Furia - si legge nella nota - di lei abbiamo detto tanto e in tante occasioni, grazie per quello che ha fatto e sta facendo, ma se le cose non vanno è sempre a lei che dobbiamo dirle, non si può stare sulla riva del fiume a contare i cadaveri, imputando alla sola mancanza di personale il caos e il relativo disservizio, questo atteggiamento è controproducente, pericoloso, e soprattutto irresponsabile”.

Poi, il Comitato lancia un appello: “Nel denunciare questa gravissima situazione, invitiamo lei, dottoressa Di Furia, e chi ha poteri decisionali ai vari livelli, di attivarsi con urgenza a trovare le giuste contromisure per gestire questa situazione insostenibile, facendo leva sul personale umano a disposizione, certamente di livello, ma che puntualmente, è inevitabilmente, viene travolto dalle tante problematiche esistenti, in un clima di rassegnazione che non fa presagire nulla di buono”.

“Noi come Comitato - si legge infine nella nota - sentiamo il dovere di non girarci dall’altra parte, e diciamo senza tanti giri di parole che questo è l’inizio della fine. Bisogna tirare fuori gli attributi, avere il coraggio delle scelte, scelte che non siamo condizionate dalla paura di scontentare qualcuno, che sia esso collega o politico. Qui c’è un’emergenza e come tale va trattata. Serve personale medico, non sta a noi dirvi come e dove reperirlo, ma sta a noi dirvi di intervenire con urgenza, prima che succeda l’irreparabile, cerchiamo di dare dignità alla gente che altro non chiede se non i propri diritti”.

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