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Venerdì, 24 Maggio 2024
Le richieste

Tornano i carri funebri sotto palazzo Campanella: continua la protesta di FunerCalabria

Il presidente Triolo ha annunciato la presenza in occasione del prossimo consiglio regionale, martedì 7 maggio, per chiedere un adeguamento della legge regionale che penalizza il settore

Non demordono gli imprenditori aderenti a FunerCalabria e sono pronti a continuare la protesta sotto Palazzo Campanella. In occasione della prossima seduta del Consiglio regionale, martedì 7 maggio, infatti, il presidente della FunerCalabria Giuseppe Triolo ha dato appuntamento ai colleghi delle imprese funerarie calabresi alle 15,30 per ribadire "le serie problematiche insorte in seguito al varo della legge regionale n. 38 in materia funeraria senza interlocuzione con il settore nonostante in premessa della stessa l.r. 38/2023 si legga il contrario!".

Stanno lottando da mesi ma nulla cambia per loro, così martedì 7 maggio ecco che Triolo annuncia che stavolta saranno ancora più numerosi, saranno con una folta delegazione di imprese calabresi. "La Regione Calabria, - dice Triolo - capeggiata da Roberto Occhiuto, non risponde nemmeno alle email inviategli per incontrare la parte sociale qui presente. Ma il consigliere Giuseppe Neri di Fratelli d'Italia si ostina a non darci ascolto e si impone in Regione contro il cambiamento".

"La Legge funeraria è “irrimediabilmente oscura”, che determina una “intollerabile incertezza nella loro applicazione concreta”, di fatti per noi è in contrasto anche con il principio di ragionevolezza - spiega il presidente di FunerCalabria - fondato sull’art. 3 della Costituzione. 

Non capiamo i motivi per cui non ci ascoltano ma anzi inseriscono, come nell'ultimo consiglio, norme non richieste come l'alleggerimento  delle norme antimafia, art. 5 l.r. 17/24".

"Una norma radicalmente oscura che vincola in maniera soltanto apparente anche la separazione dei servizi ambulanza in capo alle agenzie, in violazione del principio dell'art. 41 della Costituzione che afferma la piena libertà di iniziativa economica. Tali iniziative infatti possono essere compresse solo dalla legge dello Stato per rilevanti motivi di utilità sociale, Tar Lazio n. 6068/2024, ma la Calabria è una Repubblica a parte?", si domanda Triolo.

"Non hanno valutato, i politici, l'impatto sulle imprese, i costi, i benefici e a lungo termine i monopoli! Vorremmo riavere la possibilità di lavorare in armonia. Dunque chiediamo - conclude Triolo - che in sede di Consiglio si vari una deroga all'adeguamento della L.r. 48/19 fino al 30 novembre 2024 dove nelle more di questa deroga si possa ridefinire in sede di commissioni tutto il testo della L.R. 48/19".

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