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Protocollo antipizzo, già cinquanta i cartelli antiracket

Autorizzati dalla prefettura di Reggio Calabria e rilasciati attraverso Ance per le imprese reggine

Da quando a maggio scorso è stato scoperto il primo cartello nel cantiere dell'azienda Siclari Agostino costruzioni generali Srl dell'imprenditore Francesco Siclari, presidente della Fai Reggio Calabria, il patto antiraket cresce e ad oggi sono già stati affissi ben cinquanta cartelli, in altrettanti cantieri edili ed imprese commerciali del territorio reggino. 

Chi sceglie di dire "No" al pizzo e all'usura non sarà lasciato solo, perché con lui ci sono uomini e donne che portano avanti questo messaggio di legalità e così ecco che procede a regime l’attuazione del Protocollo d’intesa per la prevenzione dell’estorsione nei cantieri edili - Patto Antiracket sottoscritto in data 11 maggio 2022 tra Prefettura di Reggio Calabria, Ance Reggio Calabria, Fai nazionale e Fai Reggio Calabria. Le previsioni del protocollo stabiliscono infatti che a seguito di accertamenti specifici da parte della Prefettura di Reggio Calabria venga rilasciato un cartello di cantiere contenente il logo “Patto Antiracket” approvato dalle parti dell’intesa alle aziende associate richiedenti e che, per questa via, accedono a particolari misure organizzative tese ad assicurare ogni azione di prossimità e di controllo, nonché a canali riservati di informazione ed assistenza per il contrasto e la denuncia di eventuali pressioni criminali, richieste estorsive o di qualunque altra forma di condizionamento criminale – imposizione di servizi, di manodopera ed altro.

“Rivolgiamo un sincero plauso e la più sentita gratitudine alla prefettura di Reggio Calabria, nella persona del prefetto Massimo Mariani, ed a tutto il Gruppo interforze antimafia - le forze dell’ordine e la magistratura reggina – dichiara il presidente di Ance Reggio Calabria, Michele Laganà – per il lavoro certosino di verifica ed assistenza svolto anche in seno al protocollo e che oggi più che mai riveste un ruolo fondamentale per il contrasto del racket delle estorsioni e dell’usura ed il supporto alle denunce di richieste e pressioni provenienti dalla criminalità organizzata. Le attuali turbolenze di mercato e la crisi di liquidità dovuta in modo particolare al blocco dei crediti del Superbonus da parte del sistema degli intermediari finanziari autorizzati, infatti, creano un vulnus per le imprese che può rivelarsi terreno favorevole per i tentativi di infiltrazione della criminalità nell’economia e soprattutto per i fenomeni di usura. In tale ambito il protocollo rappresenta un supporto concreto per emancipare e difendere le imprese di costruzioni dalle aggressioni da parte delle forze criminali che attanagliano la società reggina". 

"Quella contro l’illegalità è una battaglia che Ance combatte da anni al fianco delle istituzioni e a sostegno delle tante nostre imprese impegnate ogni giorno nel contrastare il malaffare” – prosegue il presidente Laganà, che richiama l’importanza di questo protocollo in un momento strategico come quello della partenza dei cantieri del Pnrr.

“Mai come ora occorre impegnarci tutti affinché questa grande occasione per il Paese non venga inquinata dalla criminalità”, incalza Laganà, che ricorda il grande sforzo che il sistema associativo sta facendo in questi anni per “promuovere la cultura della legalità tra i propri associati, a partire dal protocollo di legalità Ance- ministero dell’Interno del 4 agosto 2021 e del Codice Etico adottato nel 2014, uno dei più rigorosi di tutti i settori economici”.

Al pensiero del leader dei costruttori reggini, Michele Laganà, si associa anche il presidente dell’Associazione Antiracket Fai Reggio Calabria, Francesco Siclari, tra i primi a denunciare le ingerenze della criminalità organizzata nelle imprese.

“È con grande soddisfazione che, dopo il primo periodo di sperimentazione operativa, registriamo una sostanziale applicazione e diffusione del protocollo antiracket sottoscritto l’11 maggio scorso con la prefettura di Reggio Calabria su tutto il territorio metropolitano e da parte di un crescente numero di imprese. Si tratta di uno strumento concreto per il contrasto delle infiltrazioni mafiose nell’economia che assicura canali di informazione dedicati e controlli capillari per la difesa delle imprese e dei cantieri edili notoriamente a rischio di estorsione ed usura. Mi associo al collega Michele Laganà per sottolineare lo straordinario impegno delle istituzioni deputate alla legalità e di tutti i funzionari dello Stato che incessantemente dedicano la propria grande professionalità per espungere le forze criminali dalla società e dall’economia anche a rischio della propria vita. I risultati raggiunti ed il cambiamento di percezione e prospettiva che registriamo da parte di un sempre più ampio numero di cittadini ed imprese ci confortano e ci stimolano a proseguire sulla strada tracciata con più forza. In tale senso invito tutti gli imprenditori reggini a superare ogni pur comprensibile remora ed avvicinarsi alla nostra associazione antiracket per ricevere tutta l’assistenza necessaria ed avviare gli indispensabili rapporti con le forze dell’ordine anche al fine di individuare le modalità idonee per ridurre i rischi di esposizione e tutelare il lavoro di impresa”.

“Avere le istituzioni al fianco delle imprese nella lotta contro le infiltrazioni criminali - conclude il presidente Michele Laganà - è la condizione necessaria per dare agli imprenditori che quotidianamente affrontano sul campo le difficoltà del nostro mestiere un valido e necessario aiuto. Solo così, infatti, si può garantire al Paese una crescita sana e a vantaggio di tutta la collettività. Anche grazie al protocollo antiracket si aprono scenari importanti per il rafforzamento dell’economia sana del nostro territorio e del nostro Paese e per far sì che la grande occasione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e gli ingenti investimenti ivi previsti non vengano inquinati dalla criminalità”.

In questa prospettiva, Ance Reggio Calabria con la Fai nazionale e l’associazione antiracket Fai Reggio Calabria, sta organizzando per il prossimo mese di gennaio un workshop per fare il punto sugli strumenti normativi ed operativi di contrasto alle infiltrazioni mafiose nell’economia con specifico riferimento alle opere pubbliche del Pnrr. 

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