Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Psichiatria, il Coordinamento alla Regione: "Occorrono fatti, non parole"

Venerdì scorso la protesta per la rimozione del blocco dei ricoveri, i pagamenti delle prestazioni rese e la riformulazione dei parametri del servizio. Nuovo sit-in organizzato per il 24 giugno alla sede dell'Asp di Reggio

"Estrema è stata la preoccupazione espressa dai numerosissimi partecipanti riguardo l’immobilismo fattivo che affligge il settore con gravissime conseguenze per gli utenti, i familiari, i lavoratori, le cooperative impegnate nella gestione del servizio." Lo scrive il Coordinamento unico delle strutture psichiatriche, tirando le somme della protesta organizzata e portata avanti lo scorso 18 giugno davanti al Consiglio regionale della Calabria.

I dimostranti - continua la nota del gruppo - hanno chiesto per l’ennesima volta e a gran voce il ripristino di condizioni di civiltà, che latitano da troppo tempo nell’approccio che i rappresentanti della pubblica amministrazione stanno riservando a questo delicatissimo ed importantissimo settore."

Una delegazione dei manifestanti - composta dai referenti delle cooperative sociali che gestiscono la residenzialità psichiatrica nella provincia di Reggio, dal sindacato Usb, dal Coordinamento lavoratori psichiatria e da una rappresentanza dei familiari degli utenti - è stata poi chiamata a ribadire direttamente al presidente della giunta Spirlì e al presidente del consiglio Arruzzolo "l'improrogabile necessità di una svolta: occorrono fatti, non parole al vento. Deve essere immediatamente rimosso il blocco dei ricoveri, devono essere immediatamente erogati i pagamenti delle prestazioni rese, si devono riformulare i parametri del servizio in modo da garantire agli utenti servizi in linea con quelli erogati nelle regioni 'virtuose', ai lavoratori condizioni adeguate alla complessità del servizio erogato."

Particolare attenzione rivolta da parte dei rappresentati dei familiari verso una ben precisa situazione: "Mentre gli utenti versano regolarmente la loro quota di compartecipazione (che in diversi casi lambisce i 1.000 euro mensili), gli enti locali omettono persino la relativa corresponsione delle rette alle cooperative; i familiari si riservano pertanto la valutazione legale di eventuali comportamenti omissivi che di certo si riversano a danno dei ricoverati.

Dal 2009 - ha spiegato ancora la delegazione - ad oggi, si siano succedute schizofrenicamente diverse direttive impartite dagli enti locali. Così tra 'contratti ponte' che avrebbero dovuto avere durata di qualche mese ed invece perdurano da 10 anni, le cooperative sono state chiamate per ben tre volte dalla Regione e dall’Asp a presentare istanze di definitivo accreditamento. In questo carosello, sin troppo affine al 'gioco' della tela di Penelope, perpetrato tra Regione ed Asp, le cooperative hanno dovuto affrontare ingenti investimenti, per veder poi lese le proprie legittime aspettative." 

Lato Regione, sia Spirlì che Arruzolo hanno "assicurato ai manifestanti - si legge in conclusione nella nota del coordinamento - l’impegno a risolvere le problematiche incombenti entro una settimana. Sarà vero? O trattasi dell’ennesima 'promessa da marinaio'?"

I prossimi passi per il Coordinamento unico delle strutture psichiatriche partono dallo stato di agitazione - già proclamato prima della protesta in Consiglio regionale - e ancora in vigore. Giovedì 24 giugno è, invece, previsto un nuovo sit-in davanti la sede dell'Asp di Reggio in attesa di "improrogabili provvedimenti di Asp e Regione, fattivi e definitivi."
 

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