Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Centro

Qualità dell’abitare, la Regione non ha titolarità sui beni di edilizia sociale

L'assessore Catalfamo puntualizza dopo le dichiarazioni dei consiglieri del gruppo comunale del Pd

L’assessore Catalfamo si dice “quantomeno stupita (nel merito ma non troppo nel metodo) dall’anomala iniziativa mediatica dei “consiglieri del gruppo comunale del Pd” (Nancy Iachino, Giuseppe Marino, Angela Martino, Vincenzo Marra, Lucia Nucera, Giuseppe Sera) in merito all’”assenza” della Regione Calabria tra i beneficiari del bando “Qualità dell’abitare” che avrebbe comportato “un danno gravissimo per tutti i calabresi”. I consiglieri, attenti e vigili, chiedono una spiegazione per giustificare l’“imperdonabile dimenticanza” e addirittura l’“imperizia” dell’assessore”. 

“In primo luogo, al fine di tranquillizzare i consiglieri agitati da questa “occasione persa” - afferma l’assessore Catalfamo in una lunga nota - risulta doveroso fornire tutte le circostanze tecnico/amministrative inerenti alla possibile partecipazione al bando in questione da parte della Regione Calabria. 

La Regione non ha titolarittà sui beni edilizia sociale

L’elemento principale e dirimente è che la Regione Calabria non ha titolarità diretta su beni di edilizia sociale della tipologia oggetto del bando. Inoltre, come emerso anche nelle riunioni di coordinamento nazionale in merito al programma in questione, le Regioni non possono svolgere il ruolo di soggetti attuatori, non essendo stazioni appaltanti.  Chiarito questo aspetto, si forniscono anche le corrette informazioni sulla partecipazione di Aterp, rappresentata da un commissario straordinario, possibile invece solo ed esclusivamente nella qualità di soggetto attuatore per i comuni non in possesso dei requisiti. Il bando prevedeva, infatti, che le istanze pervenissero dai Comuni con oltre 60mila abitanti, dai comuni capoluogo di provincia e dalla Città metropolitana di Reggio Calabria".  

"Nello svolgimento di tale ruolo l’Aterp, attraverso il proprio commissario, avvocato Petrolo, - continua l'assessore - ha condiviso con la Città metropolitana di Reggio Calabria la possibilità di rappresentare il competente soggetto attuatore per il recupero del quartiere “Ciambra” del Comune di Gioia Tauro, come da richiesta e iniziativa del Comune stesso. Da quanto documentato da Aterp, si evince che alla richiesta pervenuta dalla Città metropolitana di Reggio Calabria solo il giorno prima della scadenza del bando (prot. n. 18801 di domenica 14 marzo), l’Aterp ha espresso il proprio assenso con nota prot. 4635 del 15 marzo 2021". 

"La Regione in coerenza ai compiti di indirizzo e di coordinamento previsti dall’art. 3 del decreto ministeriale si è espressa sull’assenso concesso da Aterp alla Città metropolitana di Reggio Calabria - prosegue - al fine della riqualificazione del quartiere “Ciambra” di Gioia Tauro in ragione della  deliberazione Dgr 262/2021 che è stata specificamente emanata per approvare in modo chiaro ed univoco il piano degli interventi di recupero e valorizzazione di tutto il patrimonio Aterp per un ammontare di oltre 45 milioni di euro e gli interventi in essa ricompresi sono stati tutti coperti da risorse già programmate ad eccezione dell’unico e ultimo intervento del programma denominato  “Demolizione e ricostruzione di n.17 fabbricati per complessivi 100 alloggi” per un importo complessivo di circa 14 milioni, che rappresenta proprio uno degli interventi approvati dal ministero sul programma in oggetto".  

"A seguito dell’esito positivo di tale finanziamento, ci si sarebbe quindi aspettati non certamente un attacco gratuito e personale ma quantomeno un apprezzamento dei risultati ottenuti - dice l'assessore Catalfamo - attraverso la sinergia istituzionale, totalmente ignorata probabilmente a causa di mancata adeguata comunicazione tra i “consiglieri del Pd” e il Gabinetto del sindaco e i competenti uffici della Città metropolitana. L’unico progetto indicato nel fabbisogno Aterp non finanziato dal Piano regionale risulta finanziato da quello ministeriale. Se i “consiglieri del Pd” sono a conoscenza di altri fabbisogni segnalino ad Aterp e la Regione vigilerà e fornirà il proprio indirizzo. Per completezza di riscontro all’anomalo comunicato stampa, rispetto alle perplessità espresse in merito all’oggetto delle attività di questo assessorato (“di cosa si occupa l’assessore?”, si chiede), nonostante l’immediata tentazione di ribaltare la domanda agli stessi consiglieri, ci si limita ad affermare che, certamente, non si può occupare di fare emergere eventuali defaillance di altri enti ma che si sceglie di rispondere documentando fatti concreti". 

I fondi persi dal Comune 

"Precisato quanto sopra, ai “consiglieri del Pd” dichiaratisi sensibili a possibili mancate chance di finanziamento per la Calabria, si deve purtroppo sottolineare che il Comune di Reggio Calabria, di cui rappresentano la maggioranza consiliare, solo in questi ultimi anni ha “rinunciato” o ha gestito con difficoltà numerosi finanziamenti di cui era risultato beneficiario mettendone in molti casi a rischio il valore sociale ed economico. Si riportano alcuni esempi afferenti alle sole competenze dei dipartimenti di questo assessorato: 

    • Il Comune di Reggio Calabria è stato destinatario di un finanziamento mirato alla realizzazione degli interventi derivanti dal “Bando di concorso recupero di alloggi di proprietà privata ubicati nei centri storici comuni alta tensione abitativa di cui alla Delibera Cipe n. 87/03” di euro 4.052.571, già interamente erogato ma mai attuato. La mancata restituzione delle somme revocate nel 2017, impedisce alla Regione Calabria a tutt’oggi di erogare risorse per attività similari, come ad esempio il finanziamento di 1,5 milioni di euro concesso nel 2017 per la realizzazione degli alloggi per le forze dell’ordine nella Città di Reggio Calabria, a oggi ancora “fermo al palo” senza che venga manifestata alcuna volontà di interlocuzione in merito; 

    • Il Comune di Reggio Calabria è l’unico tra i cinque comuni Capoluogo di provincia a non aver usufruito della ripartizione proporzionale di 20 milioni stanziati dalla Giunta regionale nel luglio 2020 per interventi “post Covid” nonostante gli sforzi profusi da questo assessorato per scongiurare tale evenienza. I 5 milioni di euro che il Comune avrebbe potuto ottenere con il semplice invio di proposte di interventi infrastrutturali, avrebbero potuto essere immediatamente utilizzati per molti dei problemi che affliggono la città quali la manutenzione del verde pubblico ed interventi mirati al miglioramento della mobilità (come ad esempio la riattivazione del tapis roulant);  

    • il Comune di Reggio Calabria ha ricevuto solo qualche giorno fa l’ennesima sollecitazione all’utilizzo dei fondi “City logistics” di cui alla Convenzione dello scorso febbraio 2020, pari a 1,2 milioni di euro e finalizzati a gestire servizi di mobilità sostenibile all’interno della Ztl Corso Giuseppe Garibaldi. Nonostante tali fondi possano essere di immediato utilizzo, il Comune non riscontra la relativa corrispondenza da ormai 18 mesi;

    • il Comune di Reggio Calabria ha ricevuto nel 2018 un’anticipazione di 5 milioni di euro per la progettazione e le attività necessarie alla realizzazione del sistema di mobilità su rotaia dell’importo di 100 milioni di euro. Come è noto l’intervento di questo assessorato ha consentito di bloccare il totale definanziamento di fondi strutturali che risultavano non utilizzati sui relativi capitoli di bilancio. I “consiglieri del Pd” ricorderanno che, anche in quella circostanza, senza il necessario preventivo approfondimento documentale e forse con eccessivo slancio avevano ritenuto di partecipare alla questione etichettando il rischio di definanziamento come un’”azione politica”, ritenendo probabilmente che possa esistere un’azione “politica” (!) che possa mirare a danneggiare il territorio…;

    • il Comune di Reggio Calabria ha in corso una fitta interlocuzione con gli Uffici del dipartimento Urbanistica di questo assessorato che sollecitano da tempo la conclusione di n. 2 interventi con fondi Pisu Aree urbane su PAC 2007/2013 per un importo di 3 milioni di euro destinati al lungomare Falcomatà e alle arterie di accesso al Fortino di Pentimele. Gli stanziamenti, sono stati già recuperati e mantenuti in extremis nel 2015 con l’impegno del Comune di provvedere agli interventi entro i successivi 5 anni. A tutt’oggi i due interventi non risultano neppure avviati. L’ultima proposta del Comune di Reggio è risultata purtroppo “profondamente in contrasto” con i termini fissati dagli Uffici centrali di Governo (nota prot. N. 287648 del 24.06.2021);  

    • il Comune di Reggio Calabria era beneficiario di due finanziamenti per pensiline fotovoltaiche di parcheggi (1,5 milioni) e di retrofit energetico per gli Uffici anagrafe (tre milioni) entrambi revocati a gennaio 2020 con contestuale richiesta di restituzione dell’anticipazione di 1,35 milioni di euro;

    • Il Comune di Reggio Calabria è stato beneficiario di un finanziamento di circa 3,1 milioni euro nell’ambito del Contratto di Quartiere Pru con un’anticipazione di circa 980mila euro. La mancata rendicontazione dell’anticipazione e la mancata produzione di atti ha causato la procedura di revoca nel 2016 di interventi pari a 1,7 milioni mantenendo solamente del finanziamento complessivo la somma di 1,3 milioni euro destinata alla “Riqualificazione rete stradale in funzione delle utenze deboli” e al “Verde attrezzato della villetta Unicef e Piazza della consegna”".  

"Di tutto questo e di tanto altro si potrebbe chiedere spiegazione a tutta la Giunta (attuale e precedente) o ai singoli assessori, - conclude -  ma in un’ottica costruttiva e nel solo esclusivo interesse della città, si chiede ai “consiglieri del Pd” di attenzionare le circostanze sopra elencate, approfondendo ogni singola  voce in maniera immediata con lo stesso spirito che li ha animati quando, dopo unanime consultazione, hanno individuato l’assessore regionale come “colpevole” di una “mancanza” che non c’è stata e invece di chiedere un confronto hanno scelto di procedere con un anomalo comunicato ad personam". 

Disponibiltià al dialogo

A prescindere dalle scelte mediatiche o di merito del gruppo cui è diretta questa replica, si conclude confermando ancora una volta la consueta disponibilità al dialogo con tutte le istituzioni che intendano agire con azioni efficaci mirate esclusivamente alla valorizzazione e allo sviluppo del territorio.

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