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I rifiuti sono un business per le cosche

I rifiuti sono un business per le cosche

Rapporto "Ecomafie", il balzo del Nord: in Lombardia più arresti che in Calabria

Per il procuratore aggiunto di Milano Alessandra Dolci: "L'interesse delle organizzazioni criminali ad inserirsi nel settore rifiuti non solo non si sia fermato, ma, anzi, sia esponenzialmente aumentato"

Per reati legati alle cosiddette Ecomafie nella sola Lombardia nel corso del 2019 sono state emesse 88 ordinanze di custodia cautelare, ovvero più arresti per reati ambientali di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia messe insieme, che si fermano a 86. Lo rivela il rapporto Ecomafie 2020 di Legambiente, presentato oggi a Torino.

"Quando si parla di mafie e' semplice e profondamente sbagliato pensare si tratti di un problema del Sud Italia", ha dichiarato Giorgio Prino, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta. Alla presentazione del Rapporto, che rileva nel 2019 in Italia 34.648 reati contro l'ambiente (+23,1% rispetto al 2018), è intervenuta Alessandra Dolci, procuratore aggiunto di Milano e pm della Direzione distrettuale Antimafia, che ha raccontato la propria attività.

"Negli ultimi anni - ha detto il procuratore aggiunto milanese - sono state condotte proprio dalla Dda di Milano alcune delle inchieste più rilevanti, a livello nazionale in tema di traffico di rifiuti. Forse, anche in conseguenza di questo osservatorio privilegiato, è stato quindi possibile constatare come l'interesse delle organizzazioni criminali ad inserirsi nel settore rifiuti non solo non si sia fermato, ma, anzi, sia esponenzialmente aumentato, anche in piena emergenza Covid-19".

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