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Lunedì, 5 Dicembre 2022
Il focus

I dubbi dell'Ufficio parlamentare di bilancio sulla realizzazione della medicina del territorio

Per i tecnici romani: “Diverse sono le difficoltà da affrontare per realizzare gli interventi pianificati”, evidenziata la carenza di coperture per il personale medico

Sulla concreta realizzazione della medicina del territorio incombe un pesante interrogativo. A frapporre il seme del dubbio lungo il percorso che dovrebbe portare alle Case della comunità in Calabria, così come nel resto del Paese, è l’Ufficio parlamentare di bilancio i cui tecnici, nel focus tematico dedicato al Piano nazionale di ripresa e resilienza e la sanità, dopo aver analizzato le finalità dello stesso, le risorse messe a disposizione dall’Europa e i traguardi sinora raggiunti, non hanno esitato a scrivere: “Diverse sono le difficoltà da affrontare per realizzare gli interventi pianificati”.

Riparto finanziamenti-2In Calabria la nuova sanità territoriale disegnata dall’amministrazione regionale, grazie alle risorse del Pnrr, prevede la realizzazione di: 15 Ospedali di comunità, 57 Case della comunità, 19 Centrali operative.

La strada, per l’Ufficio parlamentare di bilancio, appare in salita intanto perché “i tempi di realizzazione programmati appaiono piuttosto brevi, anche tenendo conto del fatto che questa intensa ripresa dell’attività di investimento in campo sanitario segue un periodo di forte ridimensionamento, appena interrotto negli ultimi anni”.

Poi, stando all’analisi dei tecnici dell’ufficio destinato ad ad assicurare la trasparenza e l’affidabilità dei conti pubblici, al servizio del Parlamento e dei cittadini, c’è un problema di “innesto” delle innovazioni del Pnrr nei diversi servizi sanitari regionali e di capacità di garantire “ovunque l’applicazione dei nuovi standard dell’assistenza territoriale e l’attuazione di tutti gli investimenti”.

Per l’Ufficio parlamentare di bilancio, diretto da Lilia Cavallari, sono diversi gli “elementi di incertezza” che rendono il quadro “più complesso” e questo in una regione come la Calabria che tende ad invecchiare (nel 2022 la percentuale degli over 65 si attesta ad un 23,3% sul totale della popolazione calabrese), potrebbe rappresentare un problema molto serio.

Numero strutture-2In primo luogo quello che manca è la copertura economica delle spese per il personale, necessaria ad evitare di realizzare delle cattedrali nel deserto che, dopo il taglio del nastro e la cerimonia di inaugurazione, rimangano inoperose. “Innanzitutto - si legge nel focus - va sottolineato che sarà indispensabile in futuro assicurare le risorse necessarie a finanziare gli oneri permanenti, principalmente per il personale, necessari a gestire i servizi sanitari potenziati grazie al Pnrr”.

E ancora: "Complessivamente, il quadro delle risorse correnti utilizzabili appare soggetto a incertezza, soprattutto con riferimento agli anni successivi al periodo di programmazione del Pnrr”.

Un altro tassello ancora da inquadrare correttamente è il ruolo dei medici di base all’interno del nuovo disegno della medicina del territorio. Per i tecnici dell’Ufficio parlamentare di bilancio, infatti, "alla base del successo di qualunque sistema di assistenza sanitaria territoriale non può non trovarsi un ruolo della medicina di base coerente con il disegno complessivo dei servizi e questo richiede che sia regolata la partecipazione dei medici di medicina generale nelle nuove strutture”.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, insomma, potrebbe essere la chiave di volta del Servizio sanitario regionale ma gli investimenti in infrastrutture da soli potrebbero non bastare. “Gli investimenti del Pnrr - scrive l’Ufficio parlamentare di bilancio - potrebbero contribuire a smussare alcune delle criticità del nostro sistema sanitario, in primis le carenze dell’assistenza sanitaria territoriale, ma altri interventi saranno probabilmente necessari per affrontarle pienamente”.

Nella convinzione che il rafforzamento delle risorse umane, è “un passo necessario anche solo per superare le carenze emerse negli ultimi anni” e senza le risorse economiche necessarie, per i tecnici dell’Ufficio parlamentare di bilancio, “non è del tutto chiaro se e in che misura potrà contribuire a garantire l’ampliamento delle prestazioni rispetto al passato”.

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