Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Inchiesta "Faust", Reggio bene comune: "Questione immorale e teatrini politici"

La posizione del movimento civico rispetto agli ultimi risvolti politici dopo l'arresto del sindaco di Rosarno e le vicende registrate a Reggio Calabria

"L’arresto nell’operazione “Faust” del sindaco di Rosarno Idà è peggio dell’eruzione improvvisa e turbolenta dell’Etna. L’accusa è quella di essere uomo a disposizione di un clan di ndrangheta che ha deciso finanche simbolo e programma elettorale della lista che ha eletto sindaco Idà". E' quanto si legge in una nota del movimento civico Reggio Bene Comune sui risvolti politici dell'operazione "Faust".

"L’eruzione dell’Etna è paurosa ma affascinante; leggere di politici usate come pedine del cancro 'ndranghetista, invece, è sempre qualcosa di terribilmente nauseabondo. Lo scenario lo conosciamo ormai: 'ndrina che impedisce ogni iniziativa che non sia sotto il suo controllo; ndrina che devasta i nostri territori; ndrina che dà in pasto ai maiali gente che gli si oppone; 'ndrina che gestisce rifiuti e sanità; 'ndrina che fa import-export di mortali tonnellate di droga; 'ndrina che sfrutta, proprio a Rosarno, i
migranti e la loro disperazione. Insomma quella; non la versione romanzata di “onorata società”.

Quella che “onore” e “rispetto” non ha minimamente idea cosa siano ma se li cuce addosso per darsi un’autorevolezza “etica” tra gli ignari. Non è la prima volta - continua il movimento - che, alle cronache, balza il nome di un politico “associato” alla criminalità organizzata; non lo è neppure che arrivi da alcuni fronti.

La notizia non stupisce troppo e suggella, ancora di più, un legame ormai consolidato tra alcuni soggetti politici (finanche protagonisti dell’accordo Stato-Mafia e di una delle peggiori pagine di storia del nostro Paese) e la peggiore delinquenza locale e nazionale. Stupisce, piuttosto, che gli “urlatori” professionisti del Cdx (con il sostegno indiretto di teatranti della comunicazione più subdola) non abbiano mai espresso quella indignazione, quella patetica “mortificazione”, quella spinta verso la “giustizia” che hanno declinato in ogni forma (ormai da un mese circa) sull’indagine dei brogli che coinvolge Castorina.

Per dirla nel nostro dialetto: “bandìano” in ogni angolo di giornale, tv o città questa vicenda aggiungendovi narrazioni fantasiose, nozioni aberranti di “diritto inventato” e costruzioni personali di princìpi costituzionali; il tutto con l’unico e chiaro intento (neppure tanto velato) di usare lo scandalo come “testa d’ariete” verso quel Palazzo San Giorgio che non sono riusciti a conquistare".

E ancora incalza il movimento "non ci è riuscito Minicuci con la sua “armata brancaleone” dell’ultimo momento; non ci è riuscito il “prestigiatore” dell’informazione Klaus Davi con il suo “marketing-stalking” da televendita degli anni ’80; non ci sono riusciti neanche coloro che hanno impostato campagne elettorali su risentimenti, vendette o costruendo personaggi di un grottesco antagonismo puntando esclusivamente il dito contro qualcuno piuttosto che verso soluzioni.

Da destra a sinistra uniti per chiedere “dimissioni”, “scioglimento del consiglio comunale” ecc. Tutti quelli che, fondamentalmente, “non ce l’hanno fatta”; tutti coloro che hanno bramato, ed ora ancora più di prima, il potere che non hanno conquistato. Cercano di darsi, così facendo, una seconda opportunità; costruendola tutta sulla distruzione dell’avversario.

Altro che “questione morale”; si tratta di “questione elettorale”! Si tratta di “rincorsa cieca” agli scranni!
Gli stessi che ora urlano in piazza “Reggio non si broglia” e che chiedono lo scioglimento del consiglio comunale sono, ricordiamolo all’opinione pubblica, quelli che fecero una campagna impressionante contro “la Democrazia sospesa” dello scioglimento per mafia di quel consiglio comunale che ci consegnò definitivamente al baratro; al commissariamento ed ad uno dei più bui periodi della nostra storia cittadina.

Sono gli stessi che chiesero di annullare o rivedere drasticamente la legge stessa sullo scioglimento dei consigli comunali; appellandosi alla Costituzione, al diritto internazionale e pure a quello della salvaguardia dei pinguini in estinzione (giusto per dire).

Sono gli stessi che non hanno mai speso pubblicamente una sola parola di condanna etica per Scopelliti ed il suo “Modello”; anche dopo un terzo grado di giudizio. Anzi, in questi giorni, promuovono ancora e fanno vessillo del libro-testimonianza della loro icona “Peppe-Dj”; con il chiaro intento di riabilitarlo socialmente e politicamente nell’opinione pubblica.

Sono quelli che hanno fatto parte di quelle giunte del “Sacco di Reggio” ed ora, immemori, dispensano sermoni e lezioni morali. Non hanno preso posizione sulle indegne, qualora confermate, accuse a Ripepi sulla “copertura” di un crimine vergognoso contro una bambina! Hanno scelto posizioni garantiste o “aventiniane” e “ponzio-pilatesche”.

Si sono lavate le mani dell’innocenza violata di una bimba che è figlia nostra; figlia oltraggiata di tutti coloro che hanno una coscienza. Se le sono lavate sull’arresto di Creazzo o Tallini; avete mai sentito di appelli a “dimettersi tutti” o a “sciogliere la Regione”?

Se le sono lavate, tornando a Ripepi, sulle documentate e pubblicate “diffide” del questore al “papà-pastore” a seguito di denuncia di due nostri concittadini". "Da oltre 10 anni, - continua il durissimo affondo di Reggio Bene Comune - gli stessi soggetti ora “predicatori morali”, difendono senza tregua lo scempio amministrativo-finanziario che ha portato migliaia di famiglie reggine a dover pagare debiti prodotti dai loro compagni, amici e compari politici!

Tutto questo, per loro, evidentemente “va bene” e non crea scalpore; il problema di tutti i mali di Reggio è divenuto Castorina. La magistratura, ci rendiamo conto, deve trovarsi in grande difficoltà a registrare queste scomposte e paradossali reazioni della politica; piuttosto che una stretta trasversale contro la corruzione.

Siamo di fronte ad un “ballo del potere” e non certo ad una competizione morale su onestà, correttezza e rigore morale. La “questione”, dunque, è profondamente “immorale” e descrive una pagina molto triste dei nostri tempi; mediocrità, bassezza, incompetenza, arrivismo viscido. La città e le sue istituzioni vengono sempre ed indistintamente macchiate da un soggetto, politico o amministrativo, che apre alla corruzione o al malaffare; Chiunque sia.

Esistono Organi e funzioni annesse; i magistrati hanno il dovere di assicurare alla giustizia, nel rispetto delle leggi e del diritto, i corrotti; la politica, come ogni soggetto civile, ha il dovere di fare filtro e vigilare ma ha soprattutto il compito di attivare pratiche che divengano modello virtuoso di quanto si “predica”.

Ciò vale per tutti; senza distinguo alcuno. Ha fatto bene il Pd, su Castorina, a dichiarare di essere “parte lesa”; lo siamo tutti, in caso di conferma delle accuse, e lo è la democrazia stessa. Farebbe bene Forza Italia o altri partiti del Cdx a costituirsi “parte civile” in questi altri processi che coinvolgeranno loro appartenenti.

Un arresto di un corrotto è monito per tutti; è un danno per ogni comunità. Rosarno ora è politicamente “decapitata”." Il movimento  attende fiducioso che Davi, Cannizzaro, Minicuci e tutto il Cdx reggino chiedano, a gran voce e per almeno un mese, le dimissioni della giunta e dei consiglieri oltre che lo “scioglimento per 'ndrangheta” di codesto organismo. In caso contrario dovremmo prendere atto che il “teatro” e tutto il mondo dello “spettacolo”, a dispetto dell’emergenza Covid, è tutt’altro che in crisi".

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