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Lunedì, 20 Maggio 2024
Il fatto / Arghillà

Arghillà, rubavano oggetti nelle auto e bancomat: arrestati due uomini

L'indagine condotta dai carabinieri e coordinata dalla procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Giovanni Bombardieri

Commettevano furti su autovetture e si appropriavano del denaro prelevandolo dalle carte bancomat rubate. Avevano consolidato un modus operandi preciso e lo eseguivano ogni volta, per questo sono finiti agli arresti due persone, residenti nel quartiere di Arghillà, di età compresa tra i 32 e i 42 anni, accusati, a vario titolo, dei reati di tentato furto aggravato di autovettura, furto aggravato su autovettura e indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dai contanti, commessi nei comuni di Reggio Calabria, Villa San Giovanni (RC) e Rossano (RC). 

I carabinieri della compagnia di Reggio Calabria hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare personale, di cui una in carcere ed una agli arresti domiciliari. 

Il modus operandi

I due malviventi, dunque, per mettere a segno i lori colpi agivano secondo un modus operandi ormai consolidato: prima individuavano  il veicoli oggetto della loro attenzione criminale. Dopo, in caso dell’assenza del legittimo proprietario, procedevano a rompere uno dei finestrini dell’auto per introdursi nell’abitacolo e sottrarre gli effetti personali del proprietario della macchina.

Se invece il titolare del veicolo fosse stato presente, ma distratto perché impegnato in altre incombenze,  i malviventi approfittavano per asportare borse, zaini o portafogli riposti temporaneamente sui sedili per poi allontanarsi repentinamente.

Nel caso in cui la refurtiva comprendesse anche carte di pagamento tipo “bancomat”, completavano la propria azione criminosa recandosi presso il più vicino istituto di credito al fine di prelevare, fraudolentemente, quanto più denaro possibile, incrementando, di fatto, il danno cagionato alle vittime.

In alcune circostanze, inoltre, i due uomini hanno anche tentato di rubare le autovetture coinvolte nelle predette azioni criminose, forzandone il blocco di accensione e sostituendo la centralina delle stesse.  

Le denunce delle vittime

 Il provvedimento trae origine dalle plurime denunce sporte dalle vittime presso le diverse stazioni carabinieri ed uffici della polizia di Stato, nel periodo compreso tra i mesi di giugno e novembre del 2023. L’attività di indagine, coordinata dalla locale procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta da Giovanni Bombardieri, ha permesso di interrompere una serie di odiosi reati contro il patrimonio perpetrati nei confronti di cittadini inermi.

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