Lunedì, 15 Luglio 2024
Cosa dice la legge

L'arresto del macellaio per omicidio divide l'opinione pubblica: ecco quando la difesa è legittima

Il Nuovo Fronte Politico ha affisso uno striscione in città. Cosa prevede il codice penale

Francesco Putortì è in carcere ad Arghillà per l'omicidio e il tentato omicidio di due ladri, sorpresi lunedì mattina all'interno della sua abitazione. La vittima è Alfio Stancampiano, 30enne catanese. Il ferito è Giovanni Bruno, 46 anni, anche lui catanese e ricoverato all'ospedale di Messina.

Da quando la notizia si è sparsa in città, e non solo, l'opinione pubblica si è divisa: da una parte chi sostiene la "legittima difesa" come lo stesso Putortì ribadisce e chi invece ha accolto positivamente la decisione del gip che ha convalidato l'arresto.

Putortì dal primo momento, infatti, si è difeso affermando "Ho avuto paura, mi hanno aggredito, ho preso il coltello e mi sono difeso". 

I suoi avvocati hanno contestato l'accusa di omicidio e hanno chiesto la revoca del carcere perché si è trattato di  "eccesso colposo di legittima difesa".  Ma il gip invece ha convalidato l'arresto perché ci sono  "gravi indizi di colpevolezza".

Così ecco che in città è spuntato uno striscione "La difesa è sempre legittima!". 

Lo hanno affisso di notte, sul ponte, e ne hanno rivendicato il gesto. Sono i giovani di Nuovo Fronte Politico e hanno ripreso la loro azione e hanno pubblicato su Facebook quanto fatto. 

Scrivono: "Non abbiamo bisogno di scomodare chissà quale distopia, perché la realtà ci stupisce ogni giorno con esempi scandalosi. Il rovesciamento della dicotomia vittima-carnefice è alla base, in questo caso, della corruzione della realtà.

E se i fatti ci dicono che il macellaio reggino abbia difeso la sua famiglia, la sua proprietà, da una banda di ladri partiti da Catania ed entrati in casa - non evidentemente - per una cordiale visita, allora noi ci schieriamo dalla parte della giustizia autentica, sostanziale, svincolata dai cavilli come l'eccesso di legittima difesa, inseriti per indebolire l'organo giuridico e dilatare sempre più la pretesa di innocenza fino alla patetica rivalutazione del criminale.

La legge torni quindi ad essere amica degli onesti cittadini, affinché si torni a guardare allo Stato come un alleato e non come un aguzzino.

Nuovo Fronte Politico dichiara apertamente la solidarietà all'uomo, tristemente arrestato, che ha respinto i criminali e dato un esempio raro, virtuoso, demonizzato solo da chi predica devianza e avverte maggior familiarità al cospetto dei ladri. DIfendiamoci!".

Legittima difesa, cosa dice la legge

C'è da capire dunque quando, per la legge, la difesa è legittima. Un tema molto controverso e spesso cavalcato dalla politica, a caccia di voti. È questo, infatti, un tema molto sentito dalla cittadinanza, soprattutto nelle periferie dove spesso i cittadini si sentono soli di fronte alla criminalità. 

La legittima difesa è una causa di giustificazione che da tempo immemorabile si trova espressamente riconosciuta nella nostra legislazione penale.   Il Codice penale la prevede e la disciplina nell’art. 52, primo comma, secondo il quale: «Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa».

articolo 52 cp

È un tema, quello della legittima difesa, che torna ciclicamente di attualità sulla scia dei fatti di cronaca. L’opportunità di una riforma legislativa che correggesse il contesto di incertezza in ordine a tale scriminante in una serie di situazioni è stata avvertita dal Parlamento italiano nel corso della XIV legislatura che ha visto la presentazione di molti disegni di legge intesi a modificare l’art. 52 del Codice penale.  

La disposizione, è modificata per la prima volta dalla legge 13 febbraio 2006 n. 59, recante: «Modifica all’art. 52 del codice penale in materia di diritto all’autotutela in un privato domicilio» che ha introdotto il secondo e il terzo comma, secondo i quali, in relazione ai fatti che si verificano nei luoghi di cui all’art. 614 c.p. (violazione di domicilio) ed in altri equiparati, una presunzione di proporzionalità che ha lo scopo di garantire una più ampia legittimazione dell’uso dell’arma o di altro mezzo idoneo quando si tratti di difendere la propria o altrui incolumità o i beni propri».  

 La Cassazione è però intervenuta perché la norma deve comunque armonizzarsi con il diritto alla vita, la cui inviolabilità è riconosciuta dall’articolo 2 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. 

La difesa è "legittima" solo se si protegge non una cosa, ma una persona; perché ci sia la legittima difesa non devono esserci altre opzioni, come la fuga; ci deve essere un pericolo "attuale", cioè non si può agire in via preventiva dando per scontata la reazione violenta dell'avversario. 

Il principio cardine quindi, come dice la Cassazione, è uno: "Il ricorso alla forza, tale da poter condurre a provocare, anche involontariamente, la morte di un uomo, è da ritenersi giustificato soltanto se 'assolutamente necessario' per assicurare la difesa delle persone da una violenza illegale".

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