Lunedì, 22 Luglio 2024
L'operazione

"11mila euro per togliere la fattura o hai pochi mesi di vita": arrestato un "mago"

La guardia di finanza ha anche sequestrato, al sedicente mago, oltre un milione di euro, una ditta individuale e una stazione di servizio

"11mila euro per togliere la ‘fattura’ o hai pochi mesi di vita", ecco quanto chiedeva un sedicente mago per scongiurare i prospettati pericoli ad una donna che si era rivolta a lui dopo la perdita della madre e si trovava in uno stato depressivo.  Il "mago" la convinceva, così, a seguire un percorso di incontri settimanali nonché ad acquistare polveri, liquidi contenuti in bottigliette di plastica e talismani, conseguendo un ingiusto profitto per complessivi 11mila euro, corrisposti in contanti o attraverso ricariche postepay. Fino a quando la vittima non ha sporto denuncia. 

Sono partite così le indagini che hanno portato i militari del comando provinciale della guardia di finanza di Reggio Calabria all'esecuzione di un provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Procura della Repubblica  reggina, che dispone l’applicazione della misura cautelare personale e reale nei confronti del sedicente mago, esercente la propria attività a Reggio Calabria, ritenuto responsabile dei reati di truffa aggravata ed autoriciclaggio.

L'autorità giudiziaria ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti dell’indagato - fatte salve le successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento delle responsabilità, nonché il sequestro preventivo - finalizzato alla confisca - di oltre un milione e quattrocentomila euro, di una ditta individuale di fatto utilizzata per fornire consulenze esoteriche e di una stazione di servizio, ritenuti conseguiti grazie ai proventi delle plurime attività illecite poste in essere dal sedicente mago.

L’operazione scaturisce - spiegano in un comunicato le Fiamme gialle -  da complesse indagini avviate a seguito di una denuncia sporta da una vittima, la quale ha dichiarato di essersi rivolta al “Maestro” dopo aver affrontato un periodo di depressione dovuto alla perdita della madre, anch’essa in passato “seguita” dal mago.  Lo sviluppo delle indagini, svolte dai finanziari del Gruppo di Reggio Calabria anche attraverso numerosi accertamenti economico finanziari, hanno poi consentito di scoprire un vero e proprio modus operandi illecito posto in essere dal sedicente mago.

Sulla base degli accertamenti eseguiti finora, che dovranno comunque trovare conferma nelle successive fasi giudiziarie, le indagini hanno evidenziato come quest’ultimo - approfittando della fragilità e della vulnerabilità delle sue vittime, convinte di essere colpite da negatività o sfortune, e facendo leva su una delle tradizioni popolari più radicate consistenti nell’uso di amuleti, talismani e liquidi portafortuna venduti a peso d'oro – abbia posto in essere plurime condotte truffaldine nei confronti delle persone offese, inducendole a credere di superare i problemi e le difficoltà - falsamente paventate - grazie all’utilizzo dei predetti “rimedi”, proposti dietro corresponsione di somme di denaro, talvolta anche ingenti.

Nell’indagine risulta coinvolta anche la moglie del “Maestro”, indagata per riciclaggio per aver impiegato e sostituito i proventi derivanti dalle attività illecite del marito in iniziative economico imprenditoriali (apertura della stazione di servizio) e finanziarie (acquisto di polizze e titoli di credito).

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