Sabato, 20 Luglio 2024
Emergenza idrica

La sete di Reggio Calabria: tra siccità e guasti si pensa anche a esposti in procura

Sorical sta riordinando un sistema con tante criticità ma nelle zone più problematiche i cittadini si sentono privati di un servizio pubblico. I disagi aumentano e le lamentele si rincorrono anche sui social

L'allarme lanciato da Sorical sull'emergenza siccità e il calo nella produzione d'acqua delle sorgenti reggine ha fatto da amplificatore a disagi che i residenti di quasi tutte le zone della città vivono quotidianamente. Serbatoi privati e l'ausilio aggiuntivo dell'autoclave, allagamenti nelle strade dei quartieri e lunghe ore senza acqua rappresentano un'esperienza abituale e ormai cronicizzata per i reggini, alle prese con segnalazioni di guasti e continue richieste di interventi.

Le criticità della rete idrica di Reggio sono state subito evidenti a Sorical, nuovo gestore subentrato lo scorso 7 maggio a Castore, che sta attuando riparazioni a tappeto (già circa 200 sono state effettuate nelle varie zone cittadine per rimediare alle perdite riscontrate). 

Ai cittadini (come negli altri comuni calabresi) sono state prospettate misure di razionamento e interruzioni sistematiche dell'erogazione, presumibilmente di notte, per consentire il riempimento delle vasche e salvaguardare la distribuzione anche per le case in altura, che soffrono di più la mancanza d'acqua. A Reggio, però, il problema è atavico e continua a riguardare l'intera città, come apprendiamo dai rappresentanti dei comitati di quartiere. La mappa idrica di Reggio è un bollettino di segnalazioni che non risparmia nessuna zona perché l'acqua è assicurata quasi esclusivamente con cisterne private.

La grande sete di Reggio nelle segnalazioni dai singoli quartieri

Nella zona Reggio Campi-Trabocchetto la presidente del comitato di quartiere Patrizia Praticò parla di una carenza perenne e disagio specifico in via Villini Svizzeri e via Vecchia Cimitero, oltre che di perdite presenri da anni e mai del tutto riparate nel rione G. Per il centro storico la presidente Alessandra Zagarella dice senza mezzi termini che dove non ci si attrezza con l'autoclave i rubinetti sono a lungo a secco; mentre nella diramazione Lombardo Giuseppe Andidero precisa che persino avendo i propri serbatoi nelle case l'acqua è di portata insufficiente. Ad Arangea-Gallina l'utilizzo di autoclave è così intensivo da richiedere ulteriori spese per sostituire i motori del mezzo andati in tilt.

A Tremulini, Giusi Vigna denuncia il problema nelle ore serali e mette in evidenza anche lo stato di un tratto di prolungamento di via Tripedi, nel quale è stata effettuata una riparazione della condotta lasciando il manto stradale dissestato.

Nel rione Marconi, aggiunge Giusi Masuero, da due mesi i residenti la sera restano senza acqua, e il disservizio si estende anche al pomeriggio a Sala di Mosorrofa, come segnalano Francesca Romeo e Francesco Sgrò. Problemi anche a San Brunello, dove Francesco Nicolò fa sapere che l'ultimo intervento richiesto per guasto, solo due giorni fa, è stato in via Santa Caterina.

Tra casi di acqua non potabile e abusivismi, si pensa anche ad esposti in procura

La presidente del comitato di quartiere di Vito, Luciana Bruzzese rileva nella parte alta della zona una mancanza totale d'acqua che scendendo diventa un disagio più contenuto, sebbene i rubinetti da alcuni giorni abbiano un flusso visibilmente minore. Inoltre da questo quartiere arriva un input preoccupante: da analisi svolte in via privata dai residenti sarebbe emerso che in alcuni punti l'acqua non è potabile. 

Un caso di particolare gravità è quello del quartiere di Curduma-Trapezi, dove il comitato dei residenti, presieduto da Cristoforo Foti, esiste da poco e ha subito rimarcato un altro deficit basilare, l'assenza della rete fognaria. Riguardo l'acqua, il comitato segnala la problematica dei tanti allacci abusivi. 

A Croce Valanidi, riporta la presidente del comitato Stefania Foti, l'erogazione idrica è carente nella parte bassa e a Boetto. L'arrivo di Sorical è tenuto sotto la lente ma se le cose non cambieranno gli esasperati residenti intendono presentare un esposto alla procura per interruzione di pubblico servizio.

Filomena Malara, presidente del comitato Ferrovieri-Pescatori, commenta positivamente l'attuale situazione degli interventi sulle perdite: "Sembra che gli ultimi interventi siano fatti meglio rispetto al passato, quando ci siamo trovati con lavori di sistemazione delle strade senza però aver riparato la perdita della condotta, che infatti periodicamente si ripresentava.Adesso pare che il guasto sia stato risolto - aggiunge - ma non vogliamo illuderci, vedremo cosa accadrà. Penso però che se ci dicono che la siccità è aumentata l'amministrazione dovrebbe pensare ad azioni più attente all'ambiente. Invece gli alberi continuano ad essere tagliati a vantaggio di costruzioni e cemento, o, come nel nostro quartiere, sostituiti da piccole piante che non apportano gli stessi benefici contro il cambiamento climatico... in estate intere zone della città senza alberi sono caldissime". 

A Mortara-San Leo i residenti, che negli anni sono diventati veterani di segnalazioni, dicono di aver appreso dagli operai dello stato vetusto e gravemente danneggiato della rete idrica della città. Ed è questo l'aspetto centrale de problema secondo Fabio Putortì, coordinatore dei comitati di quartiere.

"Al di là dell'emergenza siccità - dichiara - a Reggio i guasti sono numerosi e continui proprio per le condizioni in cui versano le condotte e credo che non ci si possa più limitare ad azioni sporadiche ma si debba programmare un rinnovamento strutturale della rete".

Ma il coordinatore non lascia i reggini stessi fuori dalla loro responsabilità civica: "Sappiamo che c'è un uso sconsiderato dell'acqua e tanti episodi di abusivismo. Per questo - conclude - abbiamo avuto incontri anche le forze dell'ordine e ritieniamo che un loro coinvolgimento sia fondamentale per prevenire questi comportamenti e punire i trasgressori".

La task force di Sorical: 200 riparazioni, 4000 nuovi contatori e l'appello contro gli sprechi

Sorical, subentrata all'amministrazione comunale nella gestione regionale del servizio idrico, ha ricevuto un'eredità molto onerosa con problemi sistematici da risolvere in tutti i territori calabresi. Nella provincia di Reggio Calabria le aree sensibili sono i comuni della fascia jonica, e per la città di Reggio la zona sud, che risente del sensibile calo di produzione dell'acquedotto Tuccio, funzionale anche a servire questa zona. Data l'incapienza delle altre sorgenti comunali, con in testa la diga del Menta, l'emergenza di lungo periodo sarà affrontata con l'attivazione di alcuni pozzi della società. Le annunciate manovre di razionamento non saranno significative nei mesi estivi proprio per non mettere in difficoltà le abitazioni in un periodo molto caldo, ma sono state programmate dall'autunno, quando si vedranno gli effetti maggiori di questa grave siccità.

In parallelo il gestore sta operando sulla mole di reclami giunti dai cittadini per avvisi di pagamento precedenti o non dovuti (già 5000 i conguagli risolti) e sul riordino dei contatori e gli allacci. Nell'area reggina ne sono stati installati 4000 del nuovo tipo digitale smart meter, mettendo in atto quella che Sorical considera una rivoluzione efficiente.

Non sarà semplice rispondere alle numerossisime richieste di intervento, ma i cittadini stanno trovando più semplice contattare il call center attivo 24 ore su 24 con numero verde, un servizio a cui si aggiunge, per il monitoraggio dei consumi, il portale My Sorical - che presto sarà disponibile come app.

A proposito di consumi, la società si unisce all'appello dei comitati di quartieri e lanciato pure dal sindaco Falcomatà, per un uso oculato dell'acqua. Gli sprechi sono stati localizzati nelle abitazioni con terreni, spesso proprio quelle con più difficoltà ad essere raggiunte dalla rete. Se siano abusi o soltanto scarsa educazione civica lo diranno i controlli delle forze dell'ordine, così come, se davvero qualcuno presentasse un esposto giudiziario, la magistratura esaminerà eventuali reati nell'erogazione del pubblico servizio avvenuti nel tempo e soprattutto le relative responsabilità.  

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