Giovedì, 18 Luglio 2024
La vertenza

"Prima eroi del Covid, adesso sbattuti fuori": oss da oggi senza contratto

Parla Carla Ciccarelli: "Siamo in ventotto a non aver avuto il rinnovo ma stanno assumendo nuovo personale dalle graduatorie dell'Azienda ospedaliera di Cosenza. Vogliamo essere stabilizzati"

Carla, Marilena, Vincenzo, Cecilia e tanti altri da oggi non hanno più un lavoro. Sono gli oss, gli operatori socio sanitari, con partita iva, assunti a tempo determinato in tempo di Covid, con il contratto scaduto il 30 giugno e non rinnovato. 

Ventotto persone che hanno lavorato in diversi ospedali del territorio metropolitano, a Gioia Tauro, Polistena, Locri, e Reggio Calabria che hanno combattuto in prima linea durante la pandemia e anche dopo, e non sono stati stabilizzati. 

"Sono stata assunta il 14 novembre 2019, - racconta Carla Ciccarelli - facevo turni massacranti, anche di notte e festivi, da sola anche con venti pazienti da seguire, e adesso mi hanno mandato a casa. In questi anni mi hanno sempre rinnovato il contratto, di tre mesi in tre mesi, solo una volta ho avuto un contratto a sei mesi, e ho lavorato nei reparti di degenza (dapprima Covid, poi riconvertiti in reparti ordinari), per garantire l'erogazione e il mantenimento delle prestazioni assistenziali territoriali".

"Quello che fa più rabbia e che neanche ci hanno avvertito. Nessuno ci ha detto nulla, - prosegue Carla Ciccarelli - io e i mei colleghi non vedendo così arrivare il rinnovo del contratto, siamo andati a incontrare la direttrice generale dell'Azienda sanitaria provinciale Lucia Di Furia. Ci ha ricevuto e ci ha detto con estrema franchezza che per il momento non ci sarà nulla da fare. Nessuna stabilizzazione e nessun concorso".

"Per soddisfare le esigenze di personale, infatti, - spiega l'oss - hanno attinto dalla graduatoria di Cosenza. Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, nella qualità di commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario calabrese, ha fatto predisporre un decreto per le assunzioni urgenti attraverso lo scorrimento, fino a esaurimento, della graduatoria dell'Azienda ospedaliera di Cosenza.

Ma c'è da dire che hanno chiamato gli idonei a sostituirci perché i vincitori di questa graduatoria era stato già chiamati. Poi la graduatoria è stata bloccata per il Covid e riaperta. La graduatoria scadeva nel 2023 e hanno fatto la proroga di un anno dove avrebbero potuto far partecipare anche noi invece non ci hanno proprio considerato". 

Adesso i ventotto operatori socio sanitari sono sul piede di guerra e non intendono arrendersi. "C'è stato un tempo,  in cui noi oss, così come gli infermieri, eravamo considerati eroi, e adesso invece possiamo essere dimenticati. Ci domandiamo che valore viene attribuito al nostro coraggio, se il futuro lavorativo è incerto? Cosa rimane della nostra fatica, sudore, pianti misti a sorrisi dietro le maschere di protezione? Quasi nulla.

Le istituzioni preposte non riescono a delineare una situazione chiara in merito al nostro futuro e stanno procedendo col piano assunzioni, frutto di graduatorie vigenti in esaurimento. Ad oggi, quindi, che ne sarà di noi?".

"Adesso ci muoveremo, anche con i sindacati, per far sentire la nostra voce - afferma Carla Ciccarelli insieme ai colleghi Marilena Gazzana, Domenica Libro, Valentina  Malagreca, Vincenzo Lo Giudice, Serena Scarcella, Cecilia Sgrò, Francesco Russo, Giovanna Libri e Antonio Cormaci - non ci arrenderemo. Vogliamo continuare a lavorare. Io sono di Reggio Calabria e tutti i giorni andavo all'ospedale di Gioia Tauro dove lavoravo per sette ore. Voglio continuare a lavorare.

Possibile che non possa valere il diritto alla "stabilizzazione relativa al personale a tempo determinato fllessibile, in possesso dei requisiti previsti per stabilizzazione ai sensi dell'art. 1, comma 268, della Legge 30 Dicembre 2021, come modificato dal D.I. 198/2022, convertito alla legge 24 Febbraio 2023 n° 14"? Gli "eroi" vanno aiutati e sostenuti". 

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