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L'inaugurazione

"Giornata storica", il ministro Piantedosi inaugura la nuova sede dell'Agenzia nazionale dei beni confiscati

È in via Campanella nel bene confiscato al boss "re della montagna" Rocco Musolino. Il governatore Occhiuto chiede che si pensi anche alle aziende sequestrate

Era nel patrimonio del boss della 'ndrangheta Rocco Musolino, "re della montagna", il bene immobile in via Campanella, al civico 55, nel cuore di Reggio Calabria, confiscato nel 2015 e oggi ritornato alla collettività come nuova sede dell'Agenzia nazionale dei beni confiscati e sequestrati a Reggio Calabria. 

Dopo i lavori di “manutenzione straordinaria” per un milione di euro, eseguiti dall’Agenzia e dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, oggi è arrivato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per scoprire la targa della sede che da ospiterà gli uffici di una delle quattro sedi secondarie dell’Agenzia. La sede nazionale è a Roma, con sedi secondarie a Reggio Calabria, Palermo, Napoli e Milano.

"Giornata densa di significato per il valore concreto e anche per il valore simbolico quella di oggi. Inauguriamo la sede dell’agenzia di Reggio Calabria, la prima sede storica nata in Italia, proprio in un bene che fu sottratto alle organizzazioni criminali e consentirà il miglioramento delle performance dell’agenzia. Ringrazio tutti per il contributo prezioso reso", dice il ministro Piantedosi, dopo aver scoperto la targa, entrando nella nuova sede dove ad attenderlo ci sono il direttore dell'Agenzia il prefetto Bruno Corda, il sindaco Giuseppe Falcomatà, il governatore della Calabria Roberto Occhiuto e la sottosegretaria Wanda Ferro oltre alle autorità civili e militari.

L'Agenzia a Reggio Calabria

A ricordare la storia e i numeri dell'Agenzia a Reggio Calabria c'è il prefetto Bruno Corda, direttore dell'Anbsc. Una storia iniziata nel 2010, quando fu istituita appunto l'Agenzia nazionale con sede a Reggio e poi successivamente declassata a sede secondaria. A ospitare gli uffici vi era la sede sul viale Amendola, nell'ex Eca, di proprietà comunale, concessa in comodato d'uso gratuito all'Agenzia,  dal sindaco Giuseppe Scopelliti e dalla sua amministrazione.

Allora fu una scelta anche simbolica quella di assegnare a Reggio Calabria la sede dell'Agenzia, nata all'indomani della bomba alla procura di Reggio Calabria nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2010. Per inaugurarla, a marzo del 2010, arrivò il ministro dell'Interno del governo Berlusconi, Roberto Maroni. 

"Quando si iniziò nel 2010 - ricorda il prefetto Corda - vi lavoravano 15 persone. Adesso ci sono 36 unità e due dirigenti. La sede reggina ha competenze per la Calabria, la Puglia e la Sicilia orientale. Presto arriveranno altri 100 dipendenti".

Si punti anche alle aziende mafiose

Il sindaco Giuseppe Falcomatà afferma con orgoglio di aver visto nascere l'Agenzia e di averci lavorato per un breve periodo. Adesso Falcomatà guarda a questo momento come un ulteriore punto di partenza per la collettività che vede sempre più beni restituiti alla società, di cui ne usufruiscono tante associazioni.

È il governatore della Calabria Roberto Occhiuto a spingersi oltre i saluti istituzionali e chiede al ministro di spingere affinché si migliori la legge sulla confisca dei beni, pensando anche alle aziende mafiose e alla loro confisca. Dice Occhiuto: "Non è possibile che passi il messaggio che se le aziende sono in mano alla 'ndrangheta vanno bene, producono e quindi danno utili alle famiglie, e se invece finiscono nelle mani dello Stato falliscono. Bisogna invertire questo dato e dimostrare che non è così. Lo Stato è più forte delle mafie. Noi come Regione siamo disponibili a collaborare e per questo avanzo qui l'idea di una white list per imprenditori sani che possono prendere in gestione le aziende sequestrate e farle andare bene. Creiamo una società tra la Regione e gli imprenditori, sarebbe bello che dalla Calabria partisse un progetto pilota".

Anche la sottosegretaria Wanda Ferro è soddisfatta della giornata odierna che afferma essere "straordinaria". "Oggi si inaugura un patrimonio non soltanto per Reggio Calabria o per la Regione Calabria, ma anche per le quattro sedi italiane che guardano a Reggio come punto di prestigio per l’assegnazione beni confiscati. Nell’ultimo anno l'assegnazione è andata oltre il 55% sia per quanto riguarda i presidi di polizia piuttosto che tutta la parte dell’utilizzo dei fini sociali, un grande accordo con la Regione Calabria e il presidente Occhiuto attraverso un protocollo che è stato il primo a essere siglato in Italia, con importanti risorse che hanno dato anche fiducia ai tanti amministratori che assumono come enti locali i beni per poterli rimettere in sesto e poterli mettere a frutto, a reddito e restituirli ai cittadini sani e onesti".

I dati del ministero

"L'Agenzia ha fatto tanto. Da quando è stata costituita, - afferma il ministro Piantadosi - da quando è stata costituita fino ad adesso, l'Agenzia ha destinato in tutta Italia 23.710 beni immobili e 2.223 aziende. E questo l'ha fatto conferendole a enti istituzionali per il tramite degli enti locali ad associazioni, sia per lo svolgimento di attività propria istituzionale o per attività sociali. Solo qui in Calabria sono stati 8.344 i beni che sono stati in qualche modo riassegnati e 608 sono state le aziende. Ma mi piace citare anche il dato che riguarda l'attività del nostro Governo perché da quando siamo in carica questa performance, grazie soprattutto agli attori istituzionali, si è particolarmente intensificata perché abbiamo assegnato 6.612 beni di cui 4.515 beni immobili per un valore complessivo di 304 milioni di euro".

 A proposito della gestione delle aziende mafiose oggi gestite dallo Stato, secondo Piantedosi "dobbiamo scongiurare nella maniera più assoluta che possa passare il messaggio che ciò che riesce a fare la criminalità organizzata non riesce a farlo lo Stato. È un messaggio che noi dobbiamo scongiurare. Lo dobbiamo fare qui ma lo dobbiamo fare altrove. Lo dobbiamo fare per i calabresi ma lo dobbiamo fare per il nostro splendido Paese".

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