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Venerdì, 24 Maggio 2024
L'intervista

Università, 50 anni fa il primo laureato calabrese a Reggio: il ricordo del prof Laganà

Il 30 aprile 1974 fu proclamato dottore in architettura nell'Istituto universitario statale. Dopo di lui anche Demetrio Sergio Quattrone

L'emozione di quel giorno è ancora vivida nella mente di Renato Laganà, ricorda ogni dettaglio di quel 30 aprile 1974 quando si laureò in architettura a Reggio Calabria. Ma non c'è solo l'emozione del laureando, Renato Laganà è stato il primo laureato calabrese in una università calabrese. Un fatto storico per Reggio e per la Calabria. 

Sono trascorsi cinquant'anni e da allora l'università è diventata realtà ma è importante ricordare, non solo per celebrare, ma per guardare al futuro.  "Quel giorno nell’aula magna della struttura dell’ex seminario arcivescovile di via Cimino che ospitava l'Istituto Universitario Statale di Architettura, - racconta il professore Laganà - sono arrivato con la mia famiglia e c'erano le massime autorità della città ad assistere alla sessione di laurea.

Indossavo un completo blu con la cravatta rossa e sentivo la responsabilità e la gioia di essere il primo laureato calabrese. Quel giorno con me c'era anche un altro candidato Demetrio Sergio Quattrone, ma discusse la tesi e fu proclamato dottore in architteura subito dopo di me". 

"Prima della discussione della tesi però si contrapposero le contestazioni di gruppi studenteschi afferenti all’estrema destra e di quelli di sinistra del movimento studentesco", prosegue Renato Laganà.

"Sulle pareti dell'aula magna c'erano gli elaborati predisposti per le nostre tesi e io ero pronto a discuterla. La mia tesi, relatore il prof. Lucio Barbera e correlatore il prof. Cesare Fulci, affrontava uno dei temi complessi che scaturivano dal disegno del nuovo Piano Regolatore di Reggio Calabria nel “nodo” di raccordo, in coincidenza con il percorso torrentizio del Calopinace, tra il nuovo del viale Calabria, asse direttore della nuova sistemazione urbanistica della periferia a Sud, con il tessuto storico, a maglia ortogonale del centro urbano.

L’attenzione alla evoluzione storica, la lettura della realtà ambientale, costituivano la base per individuare il modello direttore della nuova riqualificazione urbana. L’intervento architettonico, comprendendo soluzioni infrastrutturali avanzate, definiva il rapporto tra le nuove edificazioni ed il tessuto storico integrando nuove funzionalità a livello sociale, considerando la città una struttura complessa, e ricercando un sistema di relazioni con gli elementi significativi dell’architettura urbana.

Il linguaggio compositivo, pur se relazionato agli elementi della monumentalità, accoglieva nelle sue parti gli elementi della innovazione tecnologica, traducendosi di fatto in sperimentazione attraverso un abaco di soluzioni che poteva essere adattato alle diverse condizioni morfologiche".

"L’insediamento della commissione di laurea, composta dal prof. Ludovico Quaroni, presidente, e dai professori Ugo Fuxa, Arnaldo Bruschi, Giovanni Carandente, Antonio Quistelli, Renato Bollati, Umberto De Martino, Guido Sarà, Ugo Cantone, Paolo Ghera e Lucio Barbera, è stato preceduto da una introduzione fatta dal commissario governativo dott. Franco Pontorieri.

Dopo aver ringraziato l’attuale Comitato tecnico ha rivolto parole di elogio al precedente Comitato, presieduto dal prof. Pugno per il contributo dato al consolidamento dell’istituzione universitaria per il quale era presente il prof. Gianvito Resta.

Nella sala tra le autorità erano presenti il prefetto, dott. Giuseppe Conti; l’arcivescovo metropolita mons. Giovanni Ferro; il sindaco di Reggio Calabria, dott. Fortunato Licandro; il presidente dell’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria, dott. Francesco Libri; il deputato on. Giuseppe Reale; l’arch. Giuseppe Zanini, presidente dell’Ordine degli Architetti della Calabria; il presidente del Tribunale, dott. Mario Pascale; il dott. Carlo Bellinvia, procuratore della Repubblica; il dott. Lodovico Ligato, assessore regionale agli Enti Locali; il comm. Francesco Galluzzo, presidente dell’Ucid.; l’ing.  Antonino Romeo Filocamo del Rotary Club; il prof. Vittorio Barone Adesi, direttore dell’Istituto Geofisico, alcuni consiglieri comunali e provinciali e numerosi studenti.

Dopo una breve presentazione del relatore, prof. Lucio Barbera, la Commissione ha esaminato gli elaborati, si è quindi riunita per la valutazione delle due tesi. Rientrata in aula, si è dato inizio alla proclamazione dei risultati e dopo la lettura della formula di rito, mi è stata conferita la prima laurea dell’istituzione universitaria con la votazione di 110/110. 

Dopo di me, il conferimento al candidato Demetrio Sergio Quattrone con la stessa votazione. La sua tesi, inquadrata anch’essa nel quartiere Sbarre, era indirizzata, attraverso codificazioni architettoniche avanzate, al recupero umano e sociale del tessuto complesso dell’area periferica che, di fronte ad un nuovo planning design, doveva assumere indirizzi architettonici che fossero da una parte sintesi di adattamento al contesto ma soprattutto elementi per ottenere un salto di qualità attraverso modelli tipologici avanzati".

renato laganà laurea 1974

"Il prof. Quaroni prendeva la parola per esprimere soddisfazione - racconta Laganà - per l’importante tappa raggiunta all’interno del percorso di formazione della realtà universitaria di Reggio Calabria. Le tesi presentate erano il coronamento di una ricerca sperimentale avviata già nel quarto anno con il prof. Lucio Barbera e da un originale laboratorio di laurea che aveva visto la presentazione delle tesi sviluppate negli anni precedenti nella Facoltà di architettura dell’Università di Roma con il prof. Ludovico Quaroni. Il tema era quello del planning design riferito “alla ristrutturazione, al ridisegno di una parte piccola (nodo) o grande (settore) dell’organismo urbano già esistente, già costruito, guardando nel tempo stesso agli aspetti d’insieme propri dell’urbanistica (ma vista anche come design) e a quelli dell’architettura (ma vista anche come planning)”. Laura Thermes, Franco Zagari, Tonino Paris, Giorgio Muratore, Giampiero Donin, Pier Paolo Balbo si affiancarono ai laureandi per trasmettere loro gli input di una esperienza innovativa".

Il lungo cammino dell'Università 

"Quando nacque a dicembre del 1967 l'Istituto Universitario Statale di Architettura, - spiega Laganà - voluto fortemente dall'onorevole Giuseppe Reale e dal gruppo di imprenditori cattolici dell'Ucid incoraggiati dall'arcivescovo Giovanni Ferro ci furono ben settanta iscritti. Io mi iscrissi l'anno successivo ma brucia tutte le tappe, riuscendo ad essere il primo laureato. La nostra sede era a Palazzo Delfino, concessoci proprio dal commendatore Delfino. Alcune lezioni si tennero anche alla biblioteca De Nava fino a quando noi studenti non occupammo la sede di via Cimino, struttura dell’ex seminario arcivescovile. Fu un'azione di forza ma il vescovo Ferro capì. Ottenemmo così quella sede che rimase fino a quando non si realizzò poi l'attuale sede universitaria a Feo di Vito".

"Furono anni di grande fervore e la città tutta capiva l'importanza di avere l'università a Reggio Calabria. C'era anche una sana competizione - aggiunge Laganà - con Cosenza dove era appena stata istituita, nel 1968, l'Università della Calabria con l’obiettivo di radicare nel territorio una risorsa strategica per lo sviluppo della Calabria, capace di creare prospettive di crescita culturale sociale ed economica per i propri studenti e per le loro famiglie. Per questo la data per le prime lauree fu fissata il 30 aprile, proprio per battere sul tempo i vicini cosentini e avere noi il primato dei primi laureati calabresi. Nelle due sessioni successive di quel 1974 si laurearono a Reggio Calabria altri sedici studenti".

Le pagine dei quotidiani locali

"Fu un avvenimento davvero molto sentito in città, la prima laurea e per questo anche la stampa locale ne diede ampio risalto, - aggiunge Laganà.  Il quotidiano Il Tempo nella sua pagina iniziale della Cronaca della Calabria, dedicata interamente all’avvenimento, del 30 aprile titolava “Un giorno storico per tutta la regione – Le prime due lauree in Calabria” dove, il giornalista Antonio La Tella titolava l’articolo di fondo “S’avvera il vaticinio di Giustino Fortunato “Vedere un calabrese laureato in Calabria””, riportando una mia intervista. Non poteva certo mancare il commento del deputato democristiano, che fu tra i promotori del Libero Istituto di Architettura, che parlava della prima laurea e dell’assenso della Regione alla istituzione delle Università statali: “L’Ateneo reggino, oggi splendida realtà – “La storia fa il suo cammino” osserva l’on. Giuseppe Reale”. Si aggiungevano l’articolo dell’assessore regionale “Ligato: “L’Università è un traguardo vicino” – Una situazione di fatto da rendere legalmente stabile, e le dichiarazioni del commissario Governativo Franco Pontorieri.

Il settimanale “La Voce di Calabria” nel numero del 5 maggio, in un articolo a firma di Nuccio Barletta,  sottolineava  il fatto che “alla nostra città e al suo Istituto universitario di Architettura è toccato l’onore di dare i natali e di conferire la laurea ai primi due calabresi laureati in Calabria”. Così come la Gazzetta del Sud  dedicava uno spazio in prima pagina. 

Il sindaco della città di Reggio Calabria, dott. Fortunato Licandro, emetteva un comunicato stampa, pubblicato nella pagina di Reggio del 3 maggio, per dare ancora risalto all’avvenimento: “Arrivato primo, superando incomprensioni e ostacoli, l’Istituto di Architettura ha conferito le prime lauree a completamento del primo corso di studi universitari tenutosi in Calabria. S’indovinava nei presenti – autorità civili e religiose, docenti, studenti, cittadini- uno stato d’animo caratterizzato da tripudio, emozione, giusto compiacimento. Nessuno, del resto, fattasi strada l’iniziativa, era mancato all’appello della collaborazione per sostenerla prima, potenziarla ed accrescerla, dopo.

È con legittima soddisfazione che io richiamo il ruolo non secondario della civica amministrazione -dell’attuale e di quella precedente- nelle fasi di formazione e di potenziamento del nostro istituto statale di Architettura, grazie al quale la nostra città, e la Calabria tutta, potrà salutare -dopo il parere favorevole recentemente espresso dal Consiglio regionale sul disegno di legge Malfatti – la nascita dell’Università Statale degli studi di Reggio Calabria.

Premia dunque, l’avvenimento di martedì scorso, l’atto di fede congiuntamente pronunziato da forze politiche e sociali, da parlamentari, rappresentanti di enti locali a tutti i livelli, dal corpo docente, dagli studenti e dai cittadini tutti. Ricompensa l’azione portata avanti con tanto entusiasmo e senza sosta dall’attuale commissario dell’Istituto dottor Franco Pontorieri. In Calabria c’è quasi tutto da costruire per avviarne il processo di sviluppo.” 

Nell’editoriale del settimanale Il Corriere di Reggio del 4 maggio, Sandro Manganaro curava una riflessione sull’effettivo significato dell’avvenimento: “Indubbiamente, il trenta aprile scorso è stata scritta una delle più belle ed esaltanti pagine della storia della nostra regione che ci inorgoglisce e ci fa credere con maggiore sicurezza in un domani migliore. Un avvenimento il cui significato rappresenta una dimostrazione della volontà di riscatto delle nostre popolazioni ed è sintomo di quel rinnovamento culturale, premessa indispensabile per sanare contraddizioni e risolvere squilibri di ordine socioeconomico.

Un Istituto, quello di architettura, la cui localizzazione esorbita dal campo della politica contingente avendo fatto parte, invece, delle scelte di intervento interessanti la struttura di un determinato territorio. Non, insomma, un centro universitario considerato esclusivamente come sede di corsi di studi per la formazione scientifico – professionale, ma anche, anzi soprattutto, uno degli strumenti operativi in grado di sollecitare e condizionare la rinascita e lo sviluppo della coscienza e di agire come catalizzatore per la realizzazione di nuovi assetti programmati…”.

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Un successo corale da non perdere

"A sancire l’impegno delle forze politiche regionali verso i neolaureati, giungeva, per il 22 novembre 1974 la convocazione mia e di Demetrio Sergio Quattrone, a Roma presso il ministero per gli Interventi straordinari nel Mezzogiorno di cui era titolare l’on. Giacomo Mancini, il giorno prima dello scioglimento del governo presieduto dall’on. Mariano Rumor. 

L’on. Mancini aveva disposto l’assegnazione da parte del suo ministero di una ricerca sulle aree metropolitane di Reggio Calabria, dal titolo “Lo sviluppo industriale nell’ambito dell’area metropolitana di Reggio Calabria - Incentivazione economico-produttiva ed espansione urbana”, esprimendo “il suo compiacimento per il fatto che per la prima volta due giovani calabresi hanno acquisito una formazione professionale e culturale a livello universitario nella propria regione” e sottolineando l’importanza “che la Calabria disponga di strutture universitarie capaci di fornire alla regione le energie intellettuali e le competenze specifiche nei settori nuovi della ricerca e della cultura; in grado cioè di accompagnare, stimolare e sollecitare la crescita economica e sociale della regione”.

Era la prima occasione impegnativa di lavoro per i neolaureati che si prodigarono a completarla nell’anno successivo e consegnarla al ministro all’Industria, commercio e artigianato (non essendosi nel IV governo Moro riproposto il Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno) on. Carlo Donat Cattin".

"L'istituzione dell'Università a Reggio Calabria è stato un successo corale, - afferma Laganà - dove le istituzioni insieme hanno lavorato per ottenere l'importante riconoscimento statale. La facoltà di Architettua e la città furono da quel momento un binomio importante e si lavorò sempre per la crescita cultturale di Reggio. Ecco adesso che la città sembra un po' aver perso la sua identità, si deve guardare ad una rinnovata collaborazione tra mondo universitario e istituzioni per non smarrire la nostra storia, la storia di Reggio, per rinnovare in molti la speranza che le nuove generazioni possano veramente raggiungere risultati per un riscatto culturale della nostra Calabria". 

"Io non sono andato via da Reggio Calabria, pur avendo ricevuto molte allettanti offerte - conclude Laganà - convinto dell'importanza di restare nella propria terra per aiutarla a crescere. Subito dopo la laurea sono stato coptato all'Università dove ho iniziato la mia carriera, prima come ricercato e poi come professore. Nel corso della mia lunga carriera ho seguito per la laurea 480 giovani e continuo anche adesso a mantenere vivo il rapporto con loro".

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