Giovedì, 18 Luglio 2024
La protesta

Strutture psichiatriche, Usb e Coolap occupano gli uffici dell'Asp reggina

Dai vertici delle organizzazioni sindacali l'appello alla città per sbloccare una vertenza che penalizza operatori del settore e soggetti bisognosi di cure

“Le assurdità che incombono da troppi anni nella gestione delle strutture psichiatriche di Reggio Calabria, andrebbero urlate ai quattro venti. Ma la politica tace e tace pure la società civile. È arrivato il momento di dire: basta!”.  I vertici di Usb e Coolap Reggio Calabria, nell’annunciare l’occupazione pacifica dell’Asp 5, tornano ad alzare la voce e chiedono l’intervento delle istituzioni cittadine per risolvere una problematica resa inaccettabile da “otto anni di blocco dei ricoveri e dal disconoscimento delle strutture psichiatriche”.

“Il nostro - si legge in una nota stampa - è un accorato appello rivolto  a tutte le autorità, ciascuno per la propria competenza. Ci rivolgiamo a sua eccellenza l’arcivescovo, perché l’azione degli enti pubblici si oppone ad ogni principio basilare di solidarietà e calpesta la dignità umana. Ci rivolgiamo al sindaco, massimo garante della tutela della salute, ignorata dalla pubblica amministrazione. Ci rivolgiamo a sua eccellenza il Procuratore, perché crediamo che, al di là di ogni gravissima omissione, non ci possa essere colpa più grave di negare il diritto all’assistenza alle fasce più deboli della popolazione”.

Per i vertici di Usb e Coolap Reggio Calabria: “La retorica posta in essere da parte della Pubblica Amministrazione ci ha regalato due grandissime mistificazioni in questi anni. Non sappiamo a quale fine. Ad onor del vero, bisogna dare atto che, nell’indifferenza generale, è stato l’attuale direttore generale a ristabilire la verità. Riconosciamo nel direttore generale l’unico interlocutore che, finora, ha voluto riconoscere la verità incontestabile, lontano da ogni mistificazione e/o tornaconto che, invece, si sono annidati altrove”.

“Rivolgiamo un appello - si legge infine nella nota - alle organizzazioni dei familiari, alle Centrali cooperative, al Terzo settore, alle forze politiche, alla società civile. Partecipate attivamente anche voi! ne va della dignità dei pazienti, dei lavoratori del settore, della città che non può restare succube di inganni e rimandi. Uniamoci in unica battaglia di civiltà!”.

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