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La denuncia

Non solo Miramare, "Reggio non si broglia" chiede giustizia sulle elezioni comunali

Il movimento denuncia il silenzio calato sulla vicenda dei brogli e fa un appello anche alla premier Giorgia Meloni

"E’ palese il tentativo di incanalare la discussione sulla Legge Severino da parte politica che ha detto no alla volontà abrogativa del referendum, cercando così di far passare il reo come vittima della giustizia. Per gli stessi soloni improvvisati giuristi, il medesimo principio non è mai valso per i rei di parte politica avversa". Ad affermarlo è il coordinamento del movimento "Reggio non si broglia" in una nota sulla condanna in appello del sindaco sospeso Giuseppe Falcomatà.

"Vi è una vicenda - continua la nota - che intacca la legittimità stessa di tutta l’amministrazione comunale e che, tatticamente, si è abbandonata nell’oblio politico. Eppure sono trascorsi oltre due anni dalle taroccate elezioni comunali a Reggio che hanno determinato una maggioranza politica evidentemente falsata rispetto alla realtà dei fatti. Nel frattempo, a rompere la coltre di nebbia dalle parti di palazzo San Giorgio, è giunta la notizia della conferma in appello della condanna inflitta a sindaco e mezza giunta comunale".

Nel merito della sentenza, si commenta così: "La questione relativa all’affidamento non regolare di un bene del Comune costituisce una fattispecie di reato, e quindi va punito, su questo non si discute, ma allo stesso tempo si deve essere consapevoli che ben altre vicende avrebbero diritto di essere poste all’attenzione dell’opinione pubblica, magistratura compresa, come in effetti è stato fatto, ma solo a sprazzi. Fatti, testimonianze, riscontri, indagini e provvedimenti cautelari (ancora in corso), hanno reso evidente che le elezioni del 21 settembre 2020 sono state truccate, falsandone il regolare esito. Ci sono dei rei confessi, con tanto di verbali, eppure ad oggi questa assurda cappa di silenzio continua ad essere volutamente calata sulla questione".

Continuano dal coordinamento di Reggio non si broglia: "Ci saremmo attesi maggiore collaborazione di Prefetto e istituzioni, a cui ci siamo prontamente rivolti in passato. Ma tutto tace anche da quelle parti. Se in tempi ancora più lontani del 2020, il Governo centrale si dimostrò pronto ad intervenire, nell’ambito della discrezionalità ad esso riservato, l’esecutivo appena mandato in pensione dagli elettori nulla ha fatto a queste latitudini, su una vicenda quantomeno indecorosa. Ora, non resta che nutrire fiducia nel nuovo governo a guida Giorgia Meloni che approfondisca come sia stata possibile una falla così grave nella macchina elettorale". 

Proprio alla premier, insieme ai magistrati impegnati nelle indagini, il movimento fa un appello: "Fate chiarezza su ciò che è avvenuto due anni fa dentro decine di seggi elettorali ed all’interno della macchina burocratica e politica di palazzo San Giorgio. Quale fiducia potranno mai avere i reggini nei confronti dello Stato, se dopo aver letto pagine e pagine di verbali e intercettazioni, i responsabili dei brogli elettori continuano a circolare a distanza di anni liberi e indisturbati? Può governare, cosa ancora più grave per la città, una parte politica che ha avuto l’ardire di truccare le elezioni godendo di migliaia di voti irregolari a favore?" 

Si conclude la nota: "Alterare le elezioni rappresenta il passo senza ritorno che genera la sfiducia totale dei cittadini nelle Istituzioni ed il viatico per generare in chi governa una città l’idea che tutto sia, impunemente, concesso come nella vicenda Miramare; una vicenda che ha coinvolto tutto Palazzo san Giorgio e che pur non connessa con l’evento bBrogli si può inquadrare un modus operandi di certa politica che in questi anni ha operato in spregio alla norme basilari dello Stato sulla pubblica amministrazione".

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