Cronaca

Regionali, il consigliere Aieta indagato per corruzione si autosospende dal Pd

Il rappresentante del Pd è stato riconfermato alle elezioni del 26 gennaio, con la lista Democratici e progressisti. Avrebbe chiesto voti in cambio favori, coinvolti anche due sindaci

Giuseppe Aieta (foto pagina Fb)

Giuseppe Aieta, consigliere regionale del Pd, riconfermato alle elezioni del 26 gennaio, con la lista Democratici e progressisti, è indagato per corruzione dalla Procura di Paola.

La segreteria politica di Aieta a Cetraro, cittadina della quale è stato sindaco, è stata perquisita, nella mattina dell'11 febbraio, dalla guardia di finanza di Scalea e sono stati sequestrati computer e documenti.

Aieta, come riporta l'agenzia Ansa, è stato poi ascoltato in Procura. Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dal procuratore Pierpaolo Bruni, Aieta, in cambio di voti alle regionali di un mese fa, avrebbe promesso all'imprenditore Giuseppe Chiaradia, che opera nel settore della sanità e indagato, l'accreditamento delle proprie strutture presso la Regione.

Indagati anche i sindaci di Acri e Longobucco, Pino Capalbo e Giovanni Pirillo, ed Emilio Morelli, marito di una consigliera comunale di Roggiano Gravina. A loro, per l'accusa, Aieta avrebbe promesso l'assunzione o la permanenza nella struttura regionale dopo la rielezione.

Il post su facebook e l'autosospensione dal partito

In seguito alla notifica della proroga di indagini preliminari, il consigliere Aieta, ha pubblicato un post sulla propria pagina Facebook dove ha annunciato l'autosospensione dal partito. "Tramite il mio difensore di fiducia, avevo richiesto all’autorità giudiziaria inquirente di essere ascoltato in ordine ad ogni eventuale contestazione. In data odierna (11 febbraio), previo appuntamento, mi sono recato presso la Procura della Repubblica di Paola per essere ascoltato.

È in tale circostanza che ho appreso di essere indagato per corruzione unitamente all’avvocato Pino Capalbo, sindaco di Acri, al dottor Giovanni Pirillo, sindaco di Longobucco, al dottor Giuseppe Chiaradia, titolare di una casa di riposo sita in Corigliano - Rossano ed al signor Emilio Morelli di Roggiano".

Ritengo allora necessario e doveroso chiarire la vicenda, pubblicando integralmente le contestazioni mosse nei confronti della mia persona, per dovere di trasparenza che la funzione che ricopro mi impone.
Ho spiegato e chiarito all’Autorità Giudiziaria ogni contestazione punto per punto.

Continuerò - come la mia storia umana e politica dimostra - ad impegnarmi nelle giuste battaglie politiche con la determinazione di sempre, così come continuerò ad avere pieno rispetto e fiducia nei confronti della magistratura.

Al fine di evitare che questa vicenda possa sortire strumentalizzazioni, preannuncio la mia decisione di autosospendermi dal Partito Democratico, fino a quando non sarà chiarita la mia posizione.
Con la consapevolezza che questo accadrà".

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