Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Relazione della Dia lancia l'allarme 'ndrangheta: "Silente ma pronta a sfruttare il Covid"

Presentato al Parlamento il rapporto degli 007 guidati da Maurizio Vallone, la crisi economica legata alla pandemia potrebbe aprire le porte di diversi settori economici alle cosche calabresi

"Proprio la 'ndrangheta ha dato prova, nel tempo, di saper intercettare le opportunità nei cambiamenti socio-economici e di una grande duttilità e capacità di rimodulare il proprio paniere degli investimenti, per massimizzare i suoi profitti. La sua azione potrebbe essere, oggi ancor di più, favorita dal contesto di forte sofferenza economico-produttiva". Lo si legge nella relazione semestrale della Dia, evidenziando che "oggi la 'ndrangheta, seppure leader nel traffico internazionale di stupefacenti con un ruolo che è da definire nei confronti dei grandi brooker internazionale operanti in tale settore, non appare più così monolitica ed impermeabile a fenomeni quali la collaborazione con la giustizia di affiliati".

Vallone Maurizio-2"L'analisi delle risultanze investigative e giudiziarie intervenute nel I semestre 2020 restituisce, ancora una volta, l'immagine di una 'ndrangheta silente, ma più che mai viva nella sua vocazione affaristica, tesa a farsi 'impresa'. Una preoccupante conferma perviene anche dall'elevato numero di provvedimenti interdittivi antimafia adottati dalle Prefetture nei confronti di ditte ritenute contigue alle cosche calabresi, - continua la relazione semestrale - attive in svariati settori commerciali, produttivi e di servizi, che spaziano dalle costruzioni edili agli autotrasporti, dalla raccolta di materiali inerti al commercio di veicoli, dalla ristorazione alle strutture alberghiere, dai giochi, alla distribuzione di carburante, etc". (nella foto Maurizio Vallone).

"Uno dei punti di forza della 'ndrangheta sta proprio nella sua capacità di intrecciare legami diretti con qualsiasi tipo di interlocutore: politici, esponenti delle Istituzioni, imprenditori, professionisti. - prosegue ancora la relazione della Dia - Si tratta di soggetti potenzialmente in grado di venire incontro alle esigenze delle cosche, sicché da ottenere indebiti vantaggi nella concessione di appalti e commesse pubbliche. L'elevato numero di consigli comunali sciolti, nel tempo, per ingerenze 'ndranghetiste ne è l'impietosa rappresentazione".

"L'inquinamento dei diversi settori imprenditoriali e un'interlocuzione, sempre più raffinata, con soggetti istituzionali compiacenti, agevolano il riciclaggio dei proventi illecitamente accumulati e l'acquisizione di ulteriori introiti anche attraverso canali legali. - continua ancora - Infatti, l'accesso delle 'ndrine a circuiti finanziari sani perfeziona taluni complessi meccanismi di riciclaggio. Questo aspetto, coniugato con la diffusa corruttela, condiziona le dinamiche relazionali con gli Enti locali sino a controllarne le scelte".

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