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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Cronaca Centro / Lungomare Italo Falcomatà

Torre e Promenade, elementi di originalità del Lido firmate Nervi

Domani giovedì 14 luglio nella seduta del Consiglio comunale si discuterà anche del restauro della storica struttura balneare dedicata a Genoese Zerbi. L'opinione del giornalista Filippo Praticò

“L'articolazione su due livelli dello stabilimento balneare, oltre a soddisfare l'esigenza di avere un congruo numero di cabine, ha consentito di utilizzare la copertura come "promenade" panoramica, elemento di marcata originalità mirato a distribuire l'accesso in quota ai vari servizi. Il complesso architettonico del Lido risulta pertanto il primo esempio di waterfront modernamente inteso, articolata struttura pubblica multifunzione pensata come servizio alla comunità reggina, e costituisce un modello di aggregazione di funzioni allora all'avanguardia per l'offerta ricreativa e turistica”.

E’ uno dei significativi passaggi della Relazione Storico-Artistica su cui si basa il decreto n. 183 del 2 aprile 2014, con cui il ministero dei beni culturali e delle attività culturali e del turismo, ha messo un vincolo di tutela di “particolare carattere artistico” sul Lido Comunale Genoese Zerbi di Reggio Calabria.

Decreto che, come scrive il giornalista Filippo Praticò, "riconosce che il complesso immobiliare finito di essere costruito nel luglio 1970, è stato progettato dall’ingegnere Pier Luigi Nervi, e che l’elaborazione esecutiva redatta dallo studio La Face-Ziparo di Reggio Calabria, “definisce soluzioni originali particolarmente coerenti con l’eccezionale rilevanza paesistica” dell’opera.

E domani si parlerà del Lido a Palazzo San Giorgio, in occasione di una seduta di Consiglio comunale ricca di argomenti di discussione. Primo punto all’ordine del giorno è l’esame della interrogazione presentata da un gruppo di consiglieri dal titolo “gestione, manutenzione e controllo del lido comunale".

Per Praticò "è necessario allora, che quando si parla di Lido, sia esaminata non solo la struttura della Torre Nervi e i box sottostanti, il dancing, e le varie “stecche” di cabine più o meno degradate, ma si ponga attenzione al complesso delle oltre 500 cabine a due piani, la “promenade “ o “tetto giardino” la vera originalità del progetto Nervi. Passeggiata pedonale purtroppo chiusa al pubblico fin da quando ne fu terminata la costruzione, ed oggi utilizzata in piccola parte per ospitare una palestra di Spinning all’aperto e i tavoli di un noto ristorante di pesce e pizze.

Parlare della “Promenade” significa dare rilievo “all‘elemento di maggiore originalità del nuovo fronte a mare: la spina dorsale di tutta la zona del Lido [...]”, così scrive nella Relazione Storico-Artistica, redatta tra il 2012 e il 2014, il professore Giuseppe Arcidiacono, dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, autore di uno studio molto accurato sulle varie ricerche accademiche e scientifiche effettuate consultando i diversi Archivi dell’ingegnere Nervi distribuiti tra Roma, Firenze, Torino.

Lo studio del prof Arcidiacono è stato ripreso dal Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici della Calabria dell’epoca, architetto Margherita Eichberg, e dal funzionario della soprintendenza responsabile del procedimento (RUP), architetto Giuseppina Vitetta, le quali lo hanno unito al materiale tecnico progettuale posseduto dall’ingegnere Giuseppe La Face, uno dei coautori dello Studio Ziparo-Laface ancora vivente, formando un corposo dossier esaminato da una speciale Commissione scientifica insediata all’interno del ministero che ha pienamente accolto la richiesta di riconoscimento di opera di particolare valore artistico avanzata al ministero dall’ingegnere Giuseppe La Face".

Nella Relazione si osserva, continua il giornalista Praticò "che “nella progettazione si è voluto tenere conto di una soluzione architettonica unitaria; la Promenade che prosegue su quota corrispondente a quella dei marciapiedi del
Lungomare G. Matteotti è stata studiata in modo da contenere nei 2 piani sottostanti tutte le cabine degli stabilimenti balneari“. “Questo tetto-giardino, emulo del Piano Obus di Le Corbusier è il camminamento aereo che distribuisce l'ingresso in quota al Lido e al ristorante panoramico noto come "Rotonda Nervi" e bisognerà aspettare il decennio successivo per vedere qualcosa di simile, nel Centro Olivetti ad Ivrea di Gabetti e Isola”.

Infine, “il Lido, secondo le indicazioni iniziali del progetto di P. L. Nervi, riprese ed ulteriormente approfondite nell'esecuzione elaborata da La Face - Ziparo - presenta importanti innovazioni di carattere distributivo e funzionale: in particolare l'accesso alle auto viene limitato, per garantire la prevalenza pedonale dell'area, ciò che per i tempi (e i luoghi) era una vera novità.

La precisione con la quale è risolta la viabilità carrabile diventa la condizione necessaria per moltiplicare gli accessi pedonali dal vecchio Lungomare di Camillo Autore al nuovo Lido, aggiungendo scale e sottopassi. Per Nervi “questa organizzazione distributiva è studiata per “dare maggior valore al passeggio pedonale” sulla «promenade sopraelevata (a quota 8-7,00) a prosecuzione del Lungomare G. Matteotti». Purtroppo questo aspetto è rimasto sulla carta, mai definito in concreto, realizzando una spiacevole frattura tra il Lido e il Lungomare".

Secondo Praticò, "il dibattito in Consiglio comunale deve poter dare chiarezza al destino di un complesso balneare unico del genere nel Sud Italiano, dove di recente è emerso chiaro che non è problema di finanziamenti pubblici il serio e decisivo intervento di restauro del Lido, ma una questione di volontà politica.

Del resto anche nell’interessante articolo-inchiesta proposto da ReggioToday “Dalla favola al declino, il Lido è "fragile": ecco gli esiti dei carotaggi”, appare chiaro come, dopo che ingegneri e geologi incaricati di fare lo studio hanno eseguito i carotaggi e l'analisi del fabbricato e consegnato la complessa documentazione al Comune, l’evidenza emersa è che – scusate se non si rispetta l’alfabeto tecnico – “gli interventi di rinforzi localizzati a gran parte degli elementi strutturali comporterebbero” è vero, “medio- bassi aumenti di resistenza sismica”, ma si otterrà non solo “l’adeguamento” ma “il miglioramento” delle condizioni di pilastri e travi in cemento armato.

Finiti i carotaggi, ben vengano adesso gli interventi realizzativi dei vari generi di restauro e riqualificazione, tra cui quello del Comune di Reggio di 1,4 milioni di fondi Pon Metro “studio di fattibilità di riqualificazione della spiaggia e delle circostanti aree a verde”, oppure gli 823.331 euro e passa tratti dai fondi stanziati nel “Patto della città Metropolitana di Reggio Calabria”; oppure il finanziamento di 2 milioni di euro concesso nel maggio 2020 dal ministero per i beni culturali, al Segretariato regionale Mibact Calabria, di cui è soggetto beneficiario e attuatore, finalizzati ad uno specifico progetto di "Restauro e riqualificazione” del Lido Comunale".

E all’orizzonte - conclude Praticò - si avvicina l’applicazione della direttiva europea “Bolkestein” che ruota intorno al tema della liberalizzazione delle concessioni balneari, con la loro riassegnazione a partire dal prossimo 2023, tramite l’effettuazione di nuovi bandi di gara esclusivamente di portata europea, anche per gli stabilimenti posseduti dalle amministrazioni locali. Il Lido Genoese Zerbi è un complesso immobiliare probabilmente soggetto alla cessazione il prossimo anno della concessione attuale, detenuta dal Comune, che quindi dovrà essere messa a gara anche tra gli imprenditori privati di tutta Europa!"

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