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Mercoledì, 24 Aprile 2024
La mobilitazione / Riace

Sostegno a Lucano, un raduno e una petizione firmata anche da Fiorella Mannoia e Vauro

I sostenitori terranno un'assemblea aperta il 26 febbraio a Riace e hanno proposto la sottoscrizione di un documento per non far morire il modello di accoglienza

Un appello che in pochi giorni ha raccolto centinaia di firme per esprimere solidarietà all'ex sindaco di Riace Mimmo Lucano e non far morire il suo modello di accoglienza diventato esempio internazionale di umanità. I sostenitori di Lucano si ritroveranno a Riace il prossimo 26 febbraio, per partecipare a un’assemblea popolare, aperta e democratica, insieme a quanti "sentono nel più profondo del proprio essere la disumana ingiustizia che si sta consumando sia nei confronti di Mimmo Lucano che verso quanti si impegnano strenuamente in pratiche di solidarietà e di accoglienza".

Centinaia di firme in pochi giorni, tra cui Mannoia, Vauro e Castellina

L'appello, diffuso attraverso i social, ribadisce un manifesto di sostegno a Lucano, al quale si può aderire scrivendo all'indirizzo mail appellomimmolucano@gmail.com e indicando insieme al nome il paese di provenienza. L'invito è stato accolto rapidamente da tanti: i sostenitori hanno risposto alla chiamata da tutta Italia e tra cittadini, rappresentanti di associazioni, ambientalisti, professionisti e scrittori, ci sono anche personaggi pubblici come la giornalista ed ex parlamentare Luciana Castellina, le cantautrici Fiorella Mannoia e Giovanna Marini e il disegnatore Vauro.

Tutti i firmatari sono attesi domenica 26 febbraio a Riace, ma anche chi non potrà esserci con la sua firma ha già dato un segnale al vastissimo movimento popolare che protesta contro la condanna giudiziaria dell'ex sindaco. L'andamento della petizione lascia pensare che per la data dell'assemblea si sarà raggiunto un risultato imponente. 

Si legge nell'appello: "Siamo donne ed uomini con pluralità di storie e percorsi sociali e politici che in questi anni - a vario titolo - abbiamo incontrato, condiviso, partecipato all’universo di solidarietà ed accoglienza, ispirato dal pensiero e dall’azione di Mimmo Lucano e conosciuto in tutto il mondo come modello Riace”.

Ripercorrendo l'esperienza iniziata sul finire degli anni novanta con l’arrivo di un veliero di rifugiati giunti dal Kurdistan e che ha poi portato a Riace stranieri provenienti da circa venti nazioni e oltre sei mila richiedenti asilo, si ricorda come "il paesino di circa duemila abitanti, su impulso del sindaco Mimmo Lucano aprì le porte delle case abbandonate dai riacesi emigrati altrove, ripopolando e rivitalizzando un borgo semi abbandonato".

Continua l'appello: "Una nuova vita nacque dalla contaminazione culturale tra popoli in fuga tessendo un filo di umanità solidale ed egalitaria che strappò alle spire della manovalanza di mafiosi e caporali la fragile forza lavoro di tantissimi lavoratori senza diritti, allontanando al contempo gli interessi della criminalità organizzata da quel territorio". Non solo "un esempio dirompente ed alternativo di accoglienza ma un vero e proprio modello alternativo, democratico e partecipato di gestione della cosa pubblica".

Gli scriventi ricordano la progettazione e l'avvio del percorso per rendere Riace completamente autonoma dalla Sorical sulle risorse idriche, tenendo fede al referendum popolare del 2011; la brillante gestione - sempre comunale e autonoma - della raccolta differenziata, portata avanti con il sistema del porta-a-porta e il supporto degli asinelli; la tutela del territorio costiero attraverso lo stop alla cementificazione ed alla speculazione edilizia.

L'appello sottolinea come "l'inchiesta ed il processo contro Lucano sin dall'inizio abbiano assunto pericolose ed inaccettabili connotazioni politiche", esprimendo totale dissenso. Da qui la volontà di questi uomini e donne di impegnarsi per organizzare in tutto il Paese manifestazioni pacifiche e democratiche per fare sentire vicinanza a Lucano ed ai co-imputati, "manifestando la nostra totale condivisione con una visione umanitaria che nei fatti ha portato a termine le più avanzate forme di partecipazione e solidarietà stabilite dalla Carta Costituzionale".

Dicono ancora i promotori dell'appello: "Siamo donne ed uomini che considerano l’azione di Mimmo Lucano, la sua condotta di vita ed il suo ruolo istituzionale implicitamente ispirati ai valori della Costituzione Repubblicana e, riconoscendoci pienamente nel suo esempio, vogliamo continuare a sostenere globalmente l’opera di accoglienza e solidarietà che ha fatto conoscere Riace in tutto il mondo".

Il 26 febbraio a Riace si dibatterà sull'azione da portare avanti per "mantenere viva la certezza che è possibile essere contemporanei di tutti coloro che vivono animati dalla volontà di giustizia e di bellezza, ovunque siano e ovunque vivano, perché le cartine dell'anima e del tempo non hanno frontiere."

L'assemblea avrà l'obiettivo di "rilanciare un cammino condiviso e partecipato con Mimmo per una nuova umanità con più rispetto dei diritti umani, più pace che guerre, più uguaglianza, più libertà che barbarie".

Il processo di secondo grado a Mimmo Lucano si concluderà ad aprile, la prossima udienza è stata fissata il prossimo 29 marzo.

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