Giovedì, 18 Luglio 2024
Archeologia subacquea / Riace

Ricerche nel mare dei Bronzi, nella stessa area i ritrovamenti del 2023 e l'anomalia metallica scoperta dal magnate Robb

L'emozione e le aspettative di Giuseppe Braghò, dal suo rinvenimento di reperti all'indagine subacquea avviata dalla Soprintendenza proprio in quella zona

Coordinate quasi identiche, zone vicinissime a quelle del rinvenimento dei reperti che si trovavano nelle acque di Riace e sono stati recuperati lo scorso agosto da Giuseppe Braghò. Lo scrittore e giornalista freelance appassionato di immersioni sta seguendo con particolare emozione gli sviluppi delle ricerche subacquee della Soprintendenza nella località di Porto Forticchio. Nei fondali di quel tratto di mare erano adagiati i Bronzi, e nella stessa area, il 2 agosto 2023, Braghò ha avvistato e portato in superficie alcuni manufatti antichi.

Quando la scoperta fu resa nota, i reperti erano già stati denunciati e consegnati alle autorità competenti, sottoposti poi a una serie di esami per ricostruirne provenienza e datazione. Inevitabili il clamore e le ipotesi (anche da parte di studiosi) attorno a quello che sembrava essere l'occhio di una statua e alcuni elementi costruttivi di un'imbarcazione di presunta epoca greca. In assenza di riscontri scientifici, la Soprintendenza Abap aveva allora smentito ogni sensazionalismo, eppure poco dopo la presentazione pubblica dei reperti l'ente aveva avviato un ciclo di prospezioni in quei fondali, intervento che adesso proseguirà per un ulteriore periodo. Ed è impossibile non collegare questa attività con l'interesse suscitato dai ritrovamenti di Braghò.

L'area delle prospezioni è vicinissima a quella dei ritrovamenti di Braghò

Da anni impegnato nell'indagine sull'origine dei Bronzi con teorie che hanno anche suscitato dibattito animato, il giornalista accoglie con soddisfazione l'iniziativa della soprintendenza, ufficializzata dall'ordinanza della guardia costiera di Roccella Jonica con la quale sono interdette le attività nello specchio marino che sarà oggetto delle prospezioni fino al prossimo 30 novembre. "A più di cinquant’anni dal rinvenimento dei due magnifici guerrieri - commenta - e a poco meno di un anno dalle mie ultime scoperte, la Soprintendenza sembra fare seriamente quello che ho sempre chiesto e auspicato con forza e caparbietà a tutte le autorità preposte: prospezioni sistematiche propedeutiche a vere e proprie campagne di scavo archeologico da effettuare sia nei fondali marini di Porto Forticchio sia nelle prospicenti zone costiere in località Agranci".

Le coordinate del ritrovamentodi Braghò

Attenzione in merito è espressa anche dagli archeologi Francesco Laratta e Antonio Arcudi, coinvolti da Braghò nell'analisi dei ritrovamenti dell'agosto 2023. Come ha detto in varie occasioni anche dal direttore del MArRC Fabrizio Sudano (all'epoca soprintendente), le risultanze dell'esame di quei reperti non è ancora completa, mancando la relazione dei laboratori dell’università di Padova.

A maggior ragione con l'imminente ripresa delle indagini dei fondali, si ribadisce ora l'esigenza di saperne di più su quel manufatto bronzeo molto simile alla lavorazione degli occhi dei Bronzi, ma anche sugli altri piccoli oggetti, identificati in chiodi e rivetti di un'imbarcazione. Nella fascinazione di avvicinarsi a una immaginifica rivelazione sull'ormai mitico terzo bronzo, è infatti passato in secondo un aspetto molto importante nella storia dei Guerrieri, ovvero quella della nave che li trasportava. O delle altre imbarcazioni che solcarono questo mare con un carico di inediti tesori artistici. 

L'anomalia metallica scoperta dall'americano Robb luglio e quei chiodi provenienti da un'antica imbarcazione

Braghò riaccende i riflettori su questo argomento ricordando la voluminosa anomalia metallica segnalata nell'agosto 2004 dalla motonave scientifica Hercules del magnate americano George Robb. Una segnalazione mai approfondita con inchieste mirate e di cui al giornalista vibonese parlò nel 2008 il sub Franco Colosimo, ispettore onorario per l'archeologia subacquea della Calabria. Colosimo fu tra i sommozzatori protagonisti del ritrovamento del Relitto di Porticello, dove si trovava la magnifica Testa del Filosofo esposta nel museo archeologico di Reggio Calabria.

Nell'estate del 2004 era anche a bordo della Hercules, autorizzata a prospezionare i fondali marini dello Ionio a fini di studio. Come si apprende dall'intervista che Braghò realizzò con Franco Colosimo, l'esperto rivela che quando la nave raggiunse il luogo del ritrovamento dei Bronzi di Riace, la strumentazione di bordo rilevò una formazione metallica alla profondità di circa 8 metri. Le dimensioni di quella "anomalia" convinsero Robb a immergersi per ritrovare l'oggetto, ma le autorità gli vietarono di proseguire nell'azione.

Nell'intervista Colosimo dichiara che il magnate non prese bene quell'ordine e fece allusioni sulla volontà delle istituzioni di nascondere un'importante scoperta. Di questo episodio non ci sarebbe traccia nel report poi consegnato alla Soprintendenza. Oggi si chiede Braghò: "Le ricerche subacquee avviate ora dalla soprintendenza avranno un legame con la voluminosa anomalia metallica scoperta dalla motonave da ricerca Hercules di proprietà di George Robb?"

L'ipotesi dell'archeologo Laratta: "Una grande unità navale sostò nelle acque riacesi"

I reperti recuperati la scorsa estate da Giuseppe Braghò, come spiegato nelle iniziative pubbliche da Arcudi e Laratta, sono chiaramente chiodi, in maggioranza a sezione quadrangolare, lunghi oltre i 30 cm e riferibili ad una unità navale di grosse dimensioni. Mancando informazioni sulla rotta seguita dallo scafo afferente, precisa Laratta: "Non si può affermare a priori che si potrebbe trattare dell’unità navale che trasportò i due bronzi di Riace, ma un chiaro indice del passaggio di un’unità navale di notevoli dimensioni che ha sostato nelle acque riacesi, usufruendo del punto di approdo offerto da Porto Forticchio". Ecco perché le aspettative di un riscontro dalle indagini subacquee proprio nell'area in questione sono molto alte. Le prospezioni riprenderanno a breve, e in continuità con i 32 giorni di ricerche già effettuati, si tratta della più corposa attività del genere mai effettuata, ben più lunga dell'unica altra, svolta nel mare dei Bronzi nel 2022. 
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ricerche nel mare dei Bronzi, nella stessa area i ritrovamenti del 2023 e l'anomalia metallica scoperta dal magnate Robb
ReggioToday è in caricamento