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Riconoscimento a Nino Candido, la mamma Marina: "Il suo ricordo è ancora vivo" |VIDEO

La cerimonia, nel rispetto delle misure anti Covid si è svolta nella sala Giuditta Levato di Palazzo Campanella. presenti i familiari e le istituzioni cittadine

"Oggi è un giorno doloroso ma è anche il giorno del ricordo e del rinnovato affetto alla famiglia di Antonino Candido, un caro figlio di questa terra che ci è stato strappato dalla becera cattiveria umana.

La morte di Antonino, Matteo Gastaldo e Marco Triches è un'enorme tragedia umana, o meglio disumana, perché poteva essere evitata se solo i responsabili dello scoppio della cascina a Quargnento avessero avvisato in tempo, la squadra dei Vigili del fuoco in servizio la notte del 5 novembre scorso". Lo ha affermato il consigliere regionale Nicola Paris, in occasione della consegna del riconoscimento alla memoria di Nino Candido, morto, coi suoi colleghi, nell'esplosione di una cascina a Quargnento in provincia di Alessandria.

Alla sobria cerimonia, svolta nella sala Giuditta Levato di palazzo Campanella, nel rispetto delle norme anti Covid, hanno preso parte i familiari del giovane vigile del fuoco, il comandante provinciale ingegnere Carlo Metelli, il prefetto Massimo Mariani, il sindaco Giuseppe Falcomatà e i comandanti provinciali delle forze dell'ordine. "Noi - ha proseguito Paris - non vogliamo dimenticare il sacrificio, l'entusiasmo, la professionalità, la gentilezza e la dedizione dei nostri tre uomini dello Stato e, nello stesso tempo, non possiamo permettere che la crudeltà gratuita di chi ha sottratto agli affetti Nino, Matteo e Marco non paghi il suo debito con la Giustizia, con lo Stato, con una comunità intera che piange i suoi figli, fratelli, mariti. 

Antonino amava il suo lavoro, era fiero ed orgoglioso della divisa che indossava: il corpo dei vigili del fuoco era diventato la sua seconda famiglia e, in questi 12 mesi, grazie ai ricordi della madre, della moglie, degli amici e colleghi, abbiamo conosciuto un figlio prezioso della Calabria, un esempio da seguire per i nostri ragazzi. Nessuna mia parola potrà alleviare questa incolmabile perdita ma il dolore della separazione è nulla in confronto alla gioia di incontrarsi, un giorno, di nuovo.

Mi stringo forte alla sofferenza di mamma Marina, papà Angelo, della sorella Ilaria e della dolce moglie Elena perchè so che il loro lutto non finirà mai, si può solo sopportare e può trovare un po' di sollievo nella fede e nella memoria.

Antonino ci lascia la passione con cui ha portato avanti i suoi ideali e l'infinito amore che vive nei cuori dei suoi cari. Di questi tempi è difficile trovare uomini appassionati, leali e buoni come lui.
La Regione Calabria parlerà per sempre di Antonino, Matteo e Marco alle nuove generazioni e questo è la cosa che più mi fa sperare in un futuro diverso".

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