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Una protesta sulla gestione rifiuti in piazza Italia

Una protesta sulla gestione rifiuti in piazza Italia

No alla raccolta Porta a Porta: "Smaltimento non di facile soluzione, decenza abitazioni sì"

I rappresentati del comitato, intervenuti sulla questione rifiuti, si chiedono se il sindaco: "Continuerà nel voler lasciare davanti alle nostre abitazioni gli ammassi di rifiuti, o avrà anche pensato che la nostra proposta era giusta?"

Vicissitudine continua e disagi pressanti in tutto il territorio regionale. La grave situazione legata alla gestione dei rifiuti urbani sta mettendo costantemente a dura prova l'intera Calabria, considerata la grande difficoltà nel trovare impianti idonei per le operazioni di smaltimento.

La questione è stata analizzata a fondo dai rappresentati del comitato "No alla raccolta Porta a Porta", i quali hanno fatto riferimento a quanto deciso il 7 settembre 2019, dove l'allora presidente della giunta regionale Mario Oliverio emanava "una nuova ordinanza contingibile ed urgente per fronteggiare la grave situazione igienico sanitaria insorta nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani e per scongiurare pericoli per la salute pubblica. 

Permangono, infatti, difficoltà di reperire nel territorio della regione siti pubblici idonei per la realizzazione dei nuovi impianti di trattamento e delle aree di smaltimento dove conferire gli scarti di lavorazione per come previsto dal Piano regionale di gestione dei rifiuti approvato nel dicembre del 2016 e non hanno raggiunto risultati concreti le gare indette per il conferimento degli scarti di lavorazione in impianti extra regionali. Il problema non è avviato a soluzione neppure dopo l'avvenuto subentro dei Comuni mediante gli Ambiti Territoriali nella gestione del servizio a decorrere dal 1° gennaio 2019, oggi competenti alla individuazione dei siti di ubicazione dei nuovi impianti e delle discariche di servizio, nonostante l'azione di affiancamento e sostegno costantemente operata dalla Regione”.

Altra data significativa ci porta al 12 gennaio scorso, dove gli stessi rappresentati del comitato No alla raccolta Porta a Porta si sono impegnati in una manifestazione in piazza Italia per protestare contro il sistema utilizzato per i rifiuti, visto che "le difficoltà di smaltimento che si perpetuano ormai da diversi anni senza soluzione, chiedevamo di conferire i rifiuti in aree preposte alla raccolta, evitando così il permanere dei rifiuti davanti agli ingressi di casa per giorni e giorni e spesso per settimane con le conseguenze igienico/sanitarie di facile intuizione."

Archiviata la manifestazione, i rappresentati sono stati convocati negli uffici del sindaco metropolitano per un confronto senza sviluppi. In tal senso il comitato spiega che "il signor sindaco e i suoi collaboratori, in quella occasione, hanno sottolineato l’importanza del porta a porta evidenziando in termini economici che è l’unico sistema idoneo a massimizzare i numeri di rifiuti ben differenziati , rassicurandoci tra l’altro, che tutte le misure necessarie alla risoluzione del problema sono state adottate e di conseguenza nel giro di qualche settimana il problema di accumulo e mancanza di ritiro dei rifiuti sarebbe stato risolto grazie anche alla discarica di Melicucca."

Si passa alla stretta attualità con la fine di maggio già arrivata e "una città immersa di rifiuti, peggio di dicembre 2016. Il signor sindaco - spiegano ancora i rappresentati del comitato - manifesta davanti al palazzo della Regione, e lamenta l’operato della presidente in carica da 26 gennaio 2020. Caro signor sindaco, perché ha atteso tanto? Solo ora si è reso conto che la sua amata Reggio è una discarica a cielo aperto dopo anni? Non pensa che noi avevamo previsto tutto questo e avanzavamo proposte contenitive che lei ha volontariamente ignorato? Rimarrà ancora impassibile davanti a una manifesta volontà di tantissimi cittadini che hanno posto la loro firma alla rimozione del sistema di raccolta porta a porta?

Perpetuerà nel voler lasciare davanti alle nostre abitazioni gli ammassi di rifiuti, o forse visto che ora ha constatato in che ambienti ci costringe a vivere avrà anche pensato che la nostra proposta era una proposta giusta? Fermo restando che - termina la nota del comitato - il problema dello smaltimento non è di facile soluzione, ma quello della decenza delle nostre abitazioni, sì".

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