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Rifiuti in città

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Rifiuti, associazioni ambientaliste chiedono incontro con Falcomatà

Per le quattro realtà Differenziamoci differenziando, Magnolia, Rifiuti zero e Tribù del fare, serve avviare "un’interlocuzione che scaturisca in una fattiva collaborazione che vada oltre le parole ed i proclami"

Altro giro e nuova discussione sull'emergenza rifiuti, ormai sempre più d'attualità nella città di Reggio Calabria così come nel resto della regione.

Tornata a far parlare di sé nelle ultime settimane, la gestione di raccolta e smaltimento dell'immondizia è stata presa in considerazione da diverse associazioni ambientaliste del territorio, le quali hanno chiesto ufficialmente di incontrare il sindaco reggino Giuseppe Falcomatà così da avere delucidazioni sull'intera vicenda.

Nello specifico, sono Differenziamoci differenziando, Magnolia, Rifiuti zero e Tribù del fare le realtà pronte ad un confronto con il primo cittadino. I gruppi sociali focalizzano l'attenzione sul modus operandi per risolvere l'emergenza rifiuti, etichettandolo come "sempre lo stesso: deroghe su deroghe su deroghe. In oltre 20 anni di commissariamento del settore rifiuti le politiche regionali di qualsiasi colore politico non hanno introdotto alcun elemento di novità, rispetto a questo consolidato copione. Il risultato è che l’ unica via d’uscita, per eliminare i tanti rifiuti che assediano tutti i comuni della nostra regione, sia l’apertura di tutte le discariche pubbliche e private, indipendentemente da quale sia il loro stato di agibilità o sicurezza, come previsto dall’ ordinanza regionale n. 45 del 20 maggio 2020, che  cita  nell’introduzione tutte le norme a cui si va in deroga per giustificare questa decisione sconsiderata e deplorevole, salvo poi verso la fine fare un riferimento all’obiettivo 'discarica zero', in attuazione dei principi dell’economia circolare, per un uso efficiente delle risorse, preservando il territorio calabrese, valorizzando le filiere del riciclo, minimizzando gli impatti ambientali e il consumo di risorse naturali. 

L’obiettivo - spiegano le associazioni - è la creazione di economia di comunità che crei lavoro e occupazione, salvaguardi il territorio, in un’ottica di sviluppo sostenibile, a garanzia delle generazioni future. Comprendiamo benissimo che la situazione attuale è frutto dell’assenza di pianificazione, programmazione e lungimiranza di tutte le amministrazioni, che si sono susseguite negli anni,  a tutti i livelli. Tranne qualche rara eccezione tutti gli enti locali hanno tirato a campare, confidando nella buona sorte probabilmente. La cattiva gestione della raccolta differenziata ha costretto  il nostro territorio a dover dipendere in maniera eccessiva dallo smaltimento in discarica. Eppure sarebbero bastati pochi correttivi per migliorarne l’efficacia a partire dai maggiori controlli, circa la qualità del rifiuto indifferenziato conferito dall’utenza sia pubblica che privata e l'introduzione di sistemi a sostegno di una maggiore percentuale di  raccolta.

Come associazioni - prosegue la riflessione - impegnate da anni  a difesa dell’ambiente, negli ultimi anni abbiamo affiancato l’azione dell’amministrazione comunale con attività finalizzate ad una maggiore divulgazione e comunicazione, circa i benefici derivanti dalla corretta separazione dei rifiuti, e proponendo modelli già presenti in altri comuni italiani tra cui un sistema di raccolta porta a porta efficiente, affiancato alle ecostazioni, luoghi dislocati su più zone decentrate all’ interno del territorio comunale al cui interno è possibile conferire ogni tipo di rifiuto correttamente differenziato, migliorandone la qualità e quindi il valore riconosciuto dai consorzi e le compostiere di comunità, a cui va anche riconosciuto il merito di accrescere la sensibilizzazione del cittadino ed aumentarne il coinvolgimento nelle tematiche ambientali. Sosteniamo fermamente che non è più possibile continuare a fare passi indietro mentre l’Europa ci obbliga a perseguire precisi obiettivi di r.d., il cui mancato raggiungimento farà scattare sanzioni che continueranno a gravare sui cittadini.

Per questi motivi - terminano le associazioni - avendo ben chiara la situazione d’emergenza a cui è esposta la nostra regione e consci del contributo proficuo che le nostre associazioni possono fornire, chiediamo al sindaco del Comune di Reggio Calabria e all’assessore Neri un incontro immediato per avviare un’interlocuzione che scaturisca in una fattiva collaborazione che vada oltre le parole ed i proclami." 

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