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Sabato, 24 Febbraio 2024
La riflessione / Arghillà

Emarginazione sociale, nel ghetto di Arghillà il "nemico interno" sono i rom

Giacomo Marino riflette sul razzismo diffuso che nel nostro territorio è elemento di distrazione dai veri responsabili dei problemi

"Nel territorio reggino, che è un luogo con una forte presenza storica della ‘ndrangheta la quale condiziona drammaticamente lo sviluppo di questa terra, il nemico numero uno non è la ‘ndragheta ma sono i rom". A fare questa riflessione in occasione della giornata internazionale contro il razzismo di ieri 21 marzo (ricorrenza proclamata dall’Onu nel 1996), è Giacomo Marino, presidente dell'associazione "Un mondo di mondi", che vuole denunciare che il razzismo verso i rom, che nel nostro territorio "costituisce un sistema politico-sociale molto diffuso di emarginazione strutturale dei rom, che avvelena però l’intera comunità".

Marino rileva come i rom siaono considerati la causa principale dei problemi sociali esistenti nei ghetti di Arghillà e della Ciambra e negli altri quartieri di case popolari. Sono considerati, perfino, la causa dei problemi esistenti nelle scuole dove frequentano i loro figli. Dice Giacomo Marino: "I minori rom sono indicati dalle scuole come alunni con bisogni educativi speciali in quanto rom e non perché questi bisogni siano stati preventivamente verificati. Per i casi di handicap tra i minori rom l’inferiorizzazione è talmente efficace che quasi il 40% ha una certificazione di ritardo mentale lieve. Ma la gran parte di loro non ha alcun ritardo".

Si tratta della teoria filosofica del “nemico interno”, spiega Marino citando il filosofo Alberto Burgio e il suo libro "Nonostante Auschwitz il riitorno del razzismo in Europa", che ha la funzione di distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica dai veri problemi sociali e dai veri responsabili e generare una sorta di coesione sociale contro il “nemico comune”.

Il presidente di "Un mondo di mondi" vede un esempio emblematico di distrazione dell’ opinione pubblica nel ghetto di Arghillà. "Tutti i problemi del ghetto - commenta - vengono addebitati ai rom, come nemico interno, e in questo modo si nascondono efficacemente sia il vero problema che i responsabili della realizzazione e del mantenimento del ghetto, i quali sono il Comune di Reggio Calabria e l’Aterp Calabria". Inoltre afferma che "l’altissimo numero di alunni rom portatori di handicap costituisce un importante vantaggio per le scuole, perché consente di avere un elevato numero di insegnanti di sostegno, un ridotto impegno didattico ed ottime prospettive per ricevere finanziamenti; è un vantaggio anche per l'Asp che certifica il ritardo mentale lieve, perché questa ha più utenti". Vantaggi ottenuti facendo pagare un alto prezzo agli alunni rom, negando loro l’adeguato livello di apprendimento di cui avrebbero diritto.

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