Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca Via Palamolla

L'ex cinema Orchidea rinascerà: presentata la riqualificazione

Un concorso internazionale per la creazione di un hub culturale riguarderà la storica struttura confiscata alla mafia. Entro settembre una commissione valuterà le proposte e sceglierà il progetto

L'ex cinema sul corso Matteotti

L’ex cinema Orchidea verrà portato a nuova vita. L’iconica struttura, con chissà quanta storia da raccontare se i muri potessero parlare, è al centro di una riqualificazione e riconversione a polo museale e culturale. Un cambiamento notevole per l’impianto, pronto a beneficiare del concorso internazionale di progettazione a procedura aperta a due gradi denominato Mediterranean Cultural Gate.

L’iniziativa con al centro l’ex cinema Orchidea - vero e proprio bene confiscato alla criminalità organizzata - rappresenta senza ombra di dubbio un notevole passo in avanti per preservare e sfruttare un punto d’interesse non indifferente per l’intera cittadinanza. L'iter che porterà alla realizzazione concreta del polo culturale è partito attraverso una tecnologica e dettagliata scansione dell'edificio a cura dell'università Mediterranea di Reggio Calabria. Un'attività che ha permesso di avere un quadro infrastrutturale completo e che verrà trasformato in fondamentali informazioni a disposizione di chi si avvicinerà al bando. Procedura che - secondo le tempistiche indicate dall'Amministrazione comunale - dovrebbe avere uno snodo cruciale verso la fine di settembre, quando una commissione designata per l'occasione valuterà le proposte e sceglierà il progetto da far partire.

Cinema Orchidea conf-2Il concorso è stato presentato direttamente dall’Amministrazione comunale in una conferenza stampa a palazzo San Giorgio. Nella sala dei lampadari sono intervenuti i vertici politici reggini – dal sindaco Giuseppe Falcomatà all’assessora alla pianificazione territoriale e urbana Mariangela Cama – ma anche figure di spicco nel mondo dell’architettura come Alfonso Femia, chiamato per far parte della commissione di valutazione progetti per la nuova struttura e Salvatore Vermiglio presente in qualità di presidente dell’ordine degli architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Reggio, il quale ha sottoscritto il protocollo d’intesa per utilizzare una specifica piattaforma informatica per gestire le procedure concorsuali.

Gli interventi di giornata

Apre i commenti Mariangela Cama. Come dichiara l'assessora: "Il progetto ha avuto il finanziamento grazie a risorse dei Patti per lo sviluppo della Città metropolitana e il decreto Reggio. L'Amministrazione, grazie a questo percorso intrapreso, restituirà il bene confiscato alla cittadinanza per poterlo fruire. Prima di lanciare il bando, sono state fatte le analisi sull'immobile che dopo tantissimi anni abbiamo aperto le porte. I tempi sono contingentati, abbiamo preso in considerazione anche la pausa estiva."

Entrando nel dettaglio di come è stato organizzata l'iniziativa, ha preso la parola Salvatore Vermiglio. Il presidente dell'ordine degli architetti individua delle aree ben precise su cui si basa il progetto: "Il concorso è anonimo, premia la qualità del progetto e lo spunto che i colleghi riusciranno a tradurre. Assolutamente accessibile a tutti i professionisti, non reclude la possibilità anche ai giovani di partecipare. Verranno premiate cinque delle migliori idee e non ci sono nemmeno requisiti finanziari. L'obiettivo è di ottenere massima visibilità, accessibilità e qualità."

Al centro della commissione esaminatrice, l'archistar Alfonso Femia ha riflettuto così sul valore del concorso: "È un manufatto piccolo, ma un innesto straordinario, storico nella memoria. Apprezzo molto il fatto che diventerà un hub culturale. Potrei contribuire a fare in modo che il progetto scelto sia contestuale, rispettoso di un'identità urbana forte, di essere di Reggio e per Reggio. La città ha una grande occasione per trasformarsi."

Arriva in chiusura il commento di Falcomatà. Sul progetto il sindaco sottolinea: "Arrivare a questo punto è stato un lavoro lungo e difficile. Si ha la consapevolezza di dover uscire dalla schiavitù dell'oggi. C'è l'aspetto importante del completamento di un percorso di legalità. Essere educati alla bellezza ci abitua a migliorare la condizione in cui viviamo ed è anche sinonimo di legalità. Vogliamo che il nuovo hub sia uno spazio per la cultura. Tra le cose che ci ha insegnato la pandemia è che abbiamo bisogno di spazi."

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