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Venerdì, 12 Agosto 2022
Evento e polemiche / Roccella Ionica / Area natura village

Jova Beach Party, ruspe già a Roccella ma si tenterà di cambiare area

Iniziano i lavori di sbancamento della spiaggia per il mega concerto ma per proteggere il sito di nidificazione gli ambientalisti chiedono di spostare il palco a Caulonia

Le ruspe sono già arrivate sulla spiaggia di Roccella Jonica, dove il 12 e 13 agosto si svolgeranno le tappe calabresi del Jova Beach Party. Andati a vuoto gli appelli degli ambientalisti (uno ufficiale, lo scorso 23 maggio, era stato presentato dal Centro Italiano Studi Ornitologici a Ministero dell’ambiente, Regione Calabria e Comune di Roccella per non autorizzare il concertone in un’area sede di nidificazione di specie protette), ora l’ultima carta da giocare sembra la richiesta di spostare l’evento sul vicino litorale di Caulonia evitando la zona d’interesse delle tartarughe Caretta Caretta e del fratino.

Si tratta un po' di una corsa contro il tempo, poiché la macchina organizzativa è già in moto e la prossima settimana arriveranno i tir per il montaggio del grande palco da 60 metri a forma di veliero, sotto al quale è prevista la presenza di 40.000 persone. A breve sarà emanata un’ordinanza di gestione dei parcheggi e le ztl, che lascia poche speranze all’ipotesi di uno stop.

La verità è anche che a Roccella si respira aria di sold out e non solo quanto ai biglietti dei concerti di Lorenzo. Già da qualche giorno le strutture ricettive della città e dei dintorni sono infatti subissate di richieste per soggiornare nei giorni della grande festa musicale e sui social è iniziato anche un passaparola di pullman per le comitive che vogliono partecipare all’evento, ricerche di biglietti last minute, offerte di lavoro per i banchetti di generi alimentari attivi durante le giornate musicali.

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“Portami a Roccella”, lo slogan della nutrita proposta estiva che comprende gli spettacoli di artisti popolarissimi come la coppia Venditti-De Gregori, Elisa, Fabri Fibra, Mamhood, Tommaso Paradiso, Madame (al momento la più completa e qualificata dell’intera provincia reggina), sta lanciando in modo formidabile la promozione turistica della località – come mai aveva fatto, se non nei remoti anni d’oro, neanche Roccella Jazz, allora Rumori Mediterranei, che infatti nelle scorse settimane si è svolto per il suo pubblico ormai di nicchia con un interesse minore.

Ma è evidente che la star sia Jovanotti, che gioca quasi in casa dopo la dichiarazione d’amore verso Scilla e Gerace, alle quali ha fatto una pubblicità clamorosa con il videoclip del brano “Alla salute”. Diffuso il programma del Beach Party (ospiti Shade, Federica Carta, Ale Spaziale e forse con una sortita dell’amico Dario Brunori), l’attesa è fibrillante.

Tanto da aver messo a tacere l’allarme ambientale per lo sbancamento della zona di spiaggia dove si svolgerà l’evento, che è nota essere sito di insediamento e deposizione delle uova delle tartarughe Caretta Caretta. Un danno che molte associazioni con in testa Legambiente e Lipu avevano denunciato anche in occasione dell’happening del 2019, poi regolarmente tenuto e appena scalfito da polemiche dimenticate in fretta.

Eppure il rischio è concreto e riguarda non solo Roccella ma la maggior parte delle spiagge scelte da Jovanotti, innescando una vera e propria rivolta sin dall’inizio dell tour: l’ultima segnalazione è di questi giorni per la tappa di Fermo, prevista il 5 agosto e che invaderà un’area di nidificazione del fratino, piccolo volatile in via di estinzione.

Gli ambientalisti stanno chiedendo l’annullamento dei concerti ma è facile prevedere che lo stop non avverrà e che a smontare l’onda avversa basteranno le rassicurazioni degli organizzatori di risistemare tutto e lasciare le spiagge in uno stato migliore di come le troveranno.

Mentre il Wwf, che è tra i sostenitori dell’evento, ha spesso negato che le aree dei concerti siano siti di nidificazione (nonostante la presenza di specie protette sia segnalata da appositi cartelli: una foto diventata virale mostra a Barletta due fratini che sembrano osservare il montaggio del parco sulle loro “case” di sabbia).

Il problema non è sicuramente la pulizia e la società Trident Music Srl lo sa bene: la predisposizione del megapalco richiede interventi strutturali, tra cui l’abbattimento di alberi, come è avvenuto a Marina di Ravenna, o lo sbancamento nell’area Natura Village di Roccella, concessa dal Comune per l’evento di Jovanotti, come due anni fa.

L’esposto allora presentato dalle associazioni rilevava come le operazioni di livellamento delle dune sabbiose avrebbero disturbato la stagione riproduttiva delle tartarughe marine e anche di una specie ibrida di fratino, animali che usano questi avvallamenti naturali come sede di cova. Gli ambientalisti avevano anche rilevato che la presenza di specie marine protette e la conseguente classificazione della spiaggia roccellese come habitat tutelato dalla direttiva europea 43/92 avrebbe richiesto, prima di dire sì a Lorenzo, una valutazione di impatto ambientale che invece non c’è stata.

Per avere un’idea dell’importanza della questione, basta pensare come le operazioni di pulizia di questa spiaggia con mezzi meccanici si svolgono sempre all’inizio dell’estate entro una finestra temporale precisa, tenendo conto di non disturbare i periodi di nidificazione. Ma per Jovanotti è stata fatta, per la seconda volta, un’eccezione.

Nel caso di Fermo erano stati necessari due anni per ricostituire a fatica l’ecosistema destabilizzato. E nonostante una serie di denunce sui media e un sit in, adesso il cantiere del Beach Party è tornato su quella stessa spiaggia Casabianca.

Cosa accadrà a Roccella lo scopriremo in questi giorni ma il conto alla rovescia qui sembra davvero troppo spedito perché a qualcuno, a fronte di marketing e guadagni, interessi davvero di tartarughe e spiagge. E non stiamo parlando di Jovanotti, sebbene sulla lunga distanza l’unico ritorno economico a saldo zero sarà il suo, mentre le entrate locali di pochi giorni per l’ambiente avranno un costo che oggi non possiamo immaginare.

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