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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Truffa / San Giorgio Morgeto

Certificati falsi, denunciati due "finti medici" dello sport: indagato anche un assessore

La scoperta dei carabinieri della stazione di San Giorgio Morgeto. Il comando dell'Arma: "Almeno 160 i certificati falsi realizzati dai truffatori che solitamente intascavano 25 euro a visita"

Si sarebbero finti medici dello sport e avrebbero rilasciato falsi certificati di idoneità all'attività sportiva. E' la scoperta fatta dai carabinieri della stazione di San Giorgio Morgeto che, dopo approfonditi accertamenti, hanno deferito tre persone per i reati di truffa, falsità materiale in atto pubblico commesse dal privato, contraffazione di marchi ed esercizio abusivo della professione sanitaria. Tra gli indagati, c'è anche l'assessore allo sport del Comune di Polistena e all’epoca responsabile di una scuola calcio. I fatti commessi sono avvenuti nel territorio della Piana di Gioia Tauro.

"Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi e condotte dai militari dell’Arma, - spiegano dal Comando provinciale dei carabinieri - hanno permesso di ipotizzare che, nel periodo da febbraio a marzo 2021, due degli odierni indagati, entrambi pregiudicati di origini campane, si siano finti medici dello sport ed abbiano effettuato abusivamente visite finalizzate al rilascio dei certificati di idoneità all’attività sportiva. Il tutto con la complicità del terzo indagato, all’epoca dei fatti responsabile di una scuola calcio di Polistena ed oggi assessore allo sport di quel comune, che si operava per procacciare clienti ai finti medici".

Secondo gli inquirenti "almeno 160 i certificati falsi realizzati dai truffatori che solitamente intascavano 25 euro a visita e che, per non destare alcun sospetto, avevano falsificato il logo della F.S.M.I., la Federazione Medico Sportiva Italiana, e lo usavano per timbrare le carte che consegnavano agli ignari atleti".

A tradire i tre indagati sono state alcune irregolarità riscontrate dai carabinieri di San Giorgio Morgeto nel corso di un controllo anti-Covid 19. "Passando dal campo di calcio del paese, - continua l'Arma - i militari avevano infatti notato uno strano assembramento di ragazzi in attesa di essere ricevuti a visita. Al fine di verificare il rispetto delle prescrizioni contro il coronavirus, gli operatori erano quindi entrati negli spogliatoi e, dopo aver verificato che tutti fossero a debita distanza l’uno dall’altro e indossassero i dispositivi di protezione individuale, procedevano ad identificare gli operatori sanitari in quel momento intenti a rilevare il ritmo cardiaco di un giovane atleta. Rientrati in sede, i carabinieri effettuavano approfonditi accertamenti sui “sanitari” identificati, riscontrando che i due, un allenatore sportivo ed un impiegato dell’USL Napoli, non erano assolutamente abilitati ad effettuare visite medico sportive".

L’ipotesi d’accusa è stata sposata dalla Procura di Palmi, che nei confronti dei tre indagati ha emesso avviso di conclusione delle indagini preliminari. "L’effettiva responsabilità delle persone deferite, attesa la fondatezza delle ipotesi d’accusa mosse a loro carico, - concludono i carabinieri - sarà vagliata nel corso del successivo processo. Non si escludono ulteriori sviluppi investigativi e probatori, anche in favore delle persone sottoposte ad indagini".

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