Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca San Luca

Scovati quindici "furbetti" dei buoni spesa Covid: tra i denunciati anche affiliati ai clan

Hanno presentato la domanda senza i requisiti e dichiarando di trovarsi in condizioni di difficoltà economica e di indigenza ma sono stati scoperti dai carabinieri

Hanno presentato la domanda per l’erogazione del buono spesa covid senza i requisiti e dichiarando di trovarsi in condizioni di difficoltà economica e di indigenza, ma avevano altri sussidi e tra i denunciati molti erano affiliati alle 'ndrine.

I carabinieri di San Luca, insieme al personale della locale polizia municipale, hanno deferito in stato di libertà, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri, 15 persone residenti a San Luca, ritenuti responsabili di tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, in particolare dei cosiddetti “buoni spesa covid-19”. Si tratta, come noto, di  buoni alimentari erogati direttamente dai Comuni alle persone e alle famiglie in difficoltà economica, per acquistare alimenti, farmaci e altri beni di prima necessità. 

Le indagini, di natura documentale, hanno consentito di accertare che gli indagati hanno presentato, presso il Comune di San Luca, domanda per l’erogazione del buono spesa senza i requisiti ovvero dichiarando informazioni non corrispondenti al vero, sostenendo in generale di trovarsi in condizioni di difficoltà economica e di indigenza, nel tentativo di indurre in errore l’amministrazione comunale e ottenere così un ingiusto profitto.

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Le informazioni fornite non correttamente vanno dalla falsa attestazione sulla residenza e sull’indicazione dei componenti del nucleo familiare - l’elargizione era connessa anche all’effettivo stato di bisogno della famiglia - all’omessa o falsa indicazione di ricevere, nel medesimo periodo, altri sussidi sociali (indennità di disoccupazione, periodi retribuiti di malattia dei c.d. “braccianti agricoli”, pensioni di invalidità, l’indennità di maternità e lo stesso reddito di cittadinanza) che, superata una certa soglia, non avrebbe consentito l’ottenimento del buono alimentare. 

Nel dettaglio, i militari di San Luca hanno analizzato la documentazione e le autodichiarazioni presentate, accedendo anche all’interno delle abitazioni dei soggetti interessati, al fine di accertare la veridicità di quanto sottoscritto. Infine, i carabinieri hanno approfondito, con l’ausilio dell’Inps, degli istituti di credito e delle banche dati in uso alle forze di polizia, la posizione economica degli interessati, ottenendo una conferma dei sospetti iniziali.

Il controllo, effettuato prima della concessione del buono, ha così consentito all’amministrazione comunale di non concedere il beneficio, il cui valore, per ogni soggetto, in media oscilla tra gli 80 e i 200 euro). “Il dato allarmante” fanno sapere dalla Compagnia di Bianco “è che oltre due terzi degli odierni indagati risulta essere pregiudicato o intraneo o contiguo a ‘ndrine e/o ad ambienti criminali organizzati”. Le denunce sono ora al vaglio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri, che valuterà la sussistenza di eventuali ipotesi di reato. 

Al netto del danno erariale impedito (che si sarebbe aggirato intorno ai 2.000 euro), gli approfondimenti dell’Arma mirano a vigilare sulla corretta erogazione degli aiuti statali stanziati come conseguenza della pandemia, affinché giungano nelle mani di persone realmente bisognose.

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