La versione di Cotticelli a "Non è l'Arena", Falcomatà: "Generale, la guerra è finita"

Il commento del sindaco sui social dopo la versione dei fatti dell'ex commissario Cotticelli davanti alle telecamere di La7 e il ricordo per Consolato Campolo

Giuseppe Falcomatà

"Generale, la guerra è finita. Ma il nemico non è né scappato, né vinto né abbattuto e dietro la collina ci siamo sempre noi, a perderci siamo sempre noi, noi calabresi. E non ce lo meritiamo". Inizia così il post pubblicato questa mattina dal sindaco Giuseppe Falcomatà  sulla propria pagina Facebook dopo "l'ennesimo spettacolo in cui si infanga in diretta tv nazionale la Calabria ed il popolo calabrese.

In pochi minuti - scrive il primo cittadino - ci siamo sentiti dire da un uomo dello Stato (e dallo Stato profumatamente pagato) che siamo tutti mafiosi, che è stato forse drogato prima di rilasciare l'intervista nella quale ha ammesso che il piano per l'emergenza Covid non esiste salvo poi dire che invece il piano esiste e che quel giorno non era lui, forse era un Avatar, perchè esiste un complotto ai suoi danni per aumentare il debito della sanità calabrese e per farlo dimettere ma che, comunque, ha provveduto ai livelli "elementari" di assistenza (peccato siano essenziali) e che va tutto bene perchè il sub commissario Maria di Amici e l'usciere rimangono in carica. Il tutto mentre il giornalista tv sollecitava il generale ad andare in Procura e denunciare tutto. Non ci meritiamo questo".

"Non ero io, mi hanno drogato": il generale Cotticelli a "Non è l'Arena"

"Non lo meritano i medici, - incalza Falcomatà - i commercianti, gli imprenditori, gli operatori sociali. Vogliamo che della salute dei calabresi si occupino persone preparate, oneste, lucide e che magari ogni tanto vadano a mangiare una pizza o a prendere un gelato in una delle nostre pizzerie e gelaterie quando riapriranno. Vogliamo che i territori e le istituzioni locali vengano coinvolte nelle scelte che ci riguardano perché se esiste un modo per non far andare giù una cosa ai calabresi è imporgliela!"

Per il primo cittadino di Reggio Calabria "questa Regione deve smettere di dividersi, perchè divisi siamo deboli e finché saremo divisi le decisioni continueranno a passare sopra le nostre teste. Questa Regione deve abbandonare i campanilismi, perchè i campanilismi ci isolano. Sul campanile, invece, bisogna salirci per vedere meglio in che posto viviamo e recuperare l'orgoglio di essere calabresi. Buon inizio settimana Calabria, saranno giorni intensi. Anche questi. Ps: In questi giorni sto pensando molto a Consolato Campolo. Caro Consolato, combattiamo anche per te e per onorare la tua memoria!"

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