Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Sanità, Giannetta: per la nutrizione a domicilio e i pazienti mancano i soldi

Il consigliere regionale azzurro denuncia la grave situazione e auspica una legge con l’attivazione sistemica dei punti unici di accesso e delle unità di valutazione multidimensionale

«Sono 700 i pazienti fragili che non riescono ad alimentarsi per via naturale nella sola provincia di Reggio Calabria e che fanno richiesta del servizio NAD (Nutrizione a Domicilio) ma – denuncia il consigliere regionale di Forza Italia Domenico Giannetta – spesso mancano i soldi per comprare dei prodotti nutrizionali, per gli ausili protesici, per sondini, PEG, PICC, deflussori, siringhe, pompe peristaltiche e altro. Nonostante il servizio sia stato istituito in Calabria nel 2010 – dichiara Giannetta – i  fondi non sono ancora finalizzati e vengono recuperati di volta in volta dal bilancio delle varie aziende. Recuperi che però risultano insufficienti a dare risposte a richieste di alta complessità.

Le linee guida sul sistema di cure domiciliari e accesso ai servizi territoriali, contenute nel Decreto 12 del 2011, sono ancora applicate solo parzialmente. Tanto che – evidenzia il consigliere – le richieste di nutrizione domiciliare pervengono nelle modalità più disparate alle commissioni di valutazione che, Giannetta Domenico-2sulla carta, dovrebbero essere composte da varie figure ed essere convocate ogni 15 giorni. Invece sono sottodimensionate e vengono convocate a singhiozzo. Con dei blocchi di mesi. Anche per mancanza di personale disponibile e qualificato.

Ecco che diventa urgente una legge sulla nutrizione a domicilio (NAD) – sostiene Giannetta – con l’attivazione sistemica dei punti unici di accesso e delle unità di valutazione multidimensionale, ovvero gli organismi preposti alla ricognizione delle istanze e alla valutazione delle stesse.

L’assistenza domiciliare deve essere quantificata in modo oggettivo e ad essa devono essere destinati i fondi necessari con specifiche voci di bilancio ed il personale appositamente formato e qualificato. Occorre  – continua ancora Giannetta – una chiara regolamentazione dei protocolli nei rapporti tra ospedale e territorio nel dare continuità assistenziale ai pazienti che in dimissione devono sapere a chi rivolgersi, per non dare luogo a peregrinazioni umilianti e rischiose.

Non si può continuare a sottovalutare l’importanza della medicina territoriale, dell’assistenza e della nutrizione domiciliare. Non si può continuare a sottovalutare il processo di invecchiamento della popolazione e la necessità, sempre più stringente, di ribaltare le politiche dell’ospedalizzazione a favore di un maggiore investimento sulla medicina territoriale, in continuità assistenziale con gli ospedali. Inoltre  non si può prescindere dal risparmio economico e sociale della medicina territoriale, con una riduzione di oltre un terzo delle spese a carico del servizio sanitario nazionale. È arrivato il momento per la sanità in Calabria di recuperare questo ritardo sulla medicina territoriale – conclude Giannetta – e di mettersi al passo con gli orientamenti nazionali».

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