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L'impegno

Sanità, Cgil: "La Regione attivi i promessi tavoli per la contrattazione o sarà mobilitazione"

Il sindacato spiega che la lotta "continuerà con la prossima manifestazione a Napoli il 25 maggio"

"La Cgil ha legato il tema della difesa e del rilancio del Servizio sanitario nazionale, del diritto alla salute e delle tutele ai non autosufficienti a quello della cosiddetta autonomia differenziata e dello stravolgimento della Repubblica parlamentare. Per questo abbiamo intrapreso un percorso di mobilitazione con il coinvolgimento dei lavoratori, dei cittadini e delle associazioni proprio a difesa del diritto al lavoro, all'istruzione, alla salute, all'assistenza ai non autosufficienti, iniziato a giugno dello scorso anno con la manifestazione in difesa della sanità pubblica, proseguito sabato scorso con la manifestazione nazionale a Roma su Salute e sicurezza, diritto alla cura e sanità pubblica e che continuerà con la prossima manifestazione a Napoli il 25 maggio".

Così in una nota congiunta il segretario generale Cgil Calabria, Angelo Spostato, la segretaria generale Fp Cgil Calabria Alessandra Baldari, il segretario generale Spi Cgil Calabria Carmelo Gullì e Francesco Masotti della Fp Cgil medici Calabria. "In un Paese dove aumenta la vita media e crescono le malattie croniche - aggiungono i quattro sindacalisti - il problema diventa l'assistenza e la cura della persona.

Senza investimenti e risorse adeguate il Ssn pubblico e universale non potrà sopravvivere. Serve, invece, come sosteniamo da tempo, un piano straordinario di riordino dei servizi, di assunzioni e di investimenti nella sanità pubblica con un incremento stabile del finanziamento del Ssn che lo riporti in linea con la media degli altri paesi europei e l'eliminazione dei vincoli del tetto di spesa per il personale degli enti dei Servizi sanitari regionali".

"Una nota a parte - affermano - merita la grave situazione della Calabria che, già a distanza di dieci anni dalla regionalizzazione della sua sanità, è piombata all'interno di un pesantissimo piano di rientro, con ricadute negative in termini di blocco delle assunzioni e di mancate risposte ai bisogni di salute dei cittadini.

Rilanciamo con forza l'impegno assunto dalla presidenza di giunta regionale, a oggi disatteso, ad attivare - concludono i sindacalisti della Cgil - tavoli di confronto continuo di livello regionale prima e delle Aziende sanitarie provinciali a seguire in cui operare la contrattazione socio-sanitaria territoriale, quale aspetto di fondamentale importanza nel complesso lavoro di riorganizzazione del Ssr.

Se l'impegno non sarà rispettato sarà mobilitazione a tutela della salute per fermare i processi di emigrazione sanitaria, di privatizzazione e per rilanciare un Ssr pubblico e un sistema socio-sanitario che garantisca tutte le comunità, con particolare attenzione a quelle delle aree interne e contribuisca a evitarne lo spopolamento.

 Diritti rispetto ai quali, il disegno di legge per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle regioni, il cosiddetto ddl Calderoli, non solo non risolverebbe le gravi problematiche della nostra regione, ma ne accentuerebbe le disuguaglianze e il divario rispetto alle altre regioni italiane".

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