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Domenica, 3 Marzo 2024
La storia del festival / Bagnara Calabra

Sanremo, il ritorno di Loredana Bertè e l’anima magica di Mia Martini

La regina del rock di Bagnara è pronta a conquistare l'Ariston con un pensiero alla sorella Mimì, vincitrice morale che non ebbe mai il podio

Loredana Berté torna a Sanremo da regina, acclamata a furor di popolo dai fan già pronti a sostenere con tifo e voti la cantante di Bagnara, alla sua dodicesima partecipazione alla gara canora.

All’Ariston presenterà una canzone-manifesto, “Pazza”, di cui è coautrice insieme a Bonomo, Chiaravalle e Pugliese e che considera autobiografica. “Sono sempre la ragazza che per poco già s’incazza”, canta Loredana, a 73 anni più che mai una non-signora, fatina rock dai lunghi capelli blu, eccessivi e fuori standard come lei. Già sposa senza illibatezza, suora, futura mamma nubile con il finto pancione sopra gambe nude mozzafiato (che sfoggia ancora oggi), la sua storia sanremese resta legata a doppio filo con quella della sorella Mia Martini.

Alla vigilia della 74esima edizione del festival, dalla memoria di critici e gossipari riemerge la vicenda delle vittorie scippate a Mimì, che quel palcoscenico lo calcò cinque volte, sempre con brani entrati poi negli annali della canzone italiana.

Tra la prima, nell’82 (“E non finisce mica il cielo”), e l’ultima del 1993 proprio in coppia con Loredana (“Stiamo come stiamo”), sulla raffinata artista reggina dalla voce straordinaria si abbatté la crudele emarginazione di show business e mondo discografico, generata dalle maldicenze che le avrebbero segnato l’anima.

L’intitolazione del premio della critica (di cui ebbe record di assegnazioni a fronte dell’irraggiungibile primo posto al festival) nell’anno successivo alla morte, secondo tanti colleghi e amici di Mimì fu un colpevole tentativo di risarcimento. Anche se a rivendicare ingiustizie di classifica furono gli altri (compresi i falsi amici), mai lei.

Loredana e Mimì tra gioie, dolori e complotti di Sanremo

Nino Romeo, patron dello storico premio internazionale di musica Mia Martini nella sua Bagnara, ricorda: “Mimì è sicuramente una vincitrice morale del festival di Sanremo, ma non si è mai sentita tale. Quando mi è capitato di sentirla dopo le sue partecipazioni – continua - era sempre felice, perché innegabilmente era l’interprete di cui si parlava di più. Al di là del risultato, le canzoni andavano sempre bene e lei era soddisfatta. Le polemiche le montavano altri, spesso per farsi pubblicità attorno al suo nome, ma Mimì non era tipo di vedere complotti e non aveva risentimento verso nessuno”.

Ma ci fu davvero qualche manovra irregolare che sottrasse la vittoria a Mia Martini (a fare scalpore fu soprattutto l’incredibile nono posto di “Almeno tu nell’universo” nell’89)? “Non ci sono prove – conclude Romeo – e credo che a lei non interesserebbe montare un caso. Nell’ambiente della discografia sanno tutto di come andarono le cose, e qualcuno ancora sostiene di conoscere retroscena nascosti, ma è difficile distinguere la verità dalle speculazioni pubblicitarie”.

Nate nello stesso giorno - il 20 settembre a tre anni di distanza - le sorelle Berté ebbero un rapporto viscerale e controverso. Diverse come il giorno e la notte eppure entrambe iconiche. A proposito di Sanremo, Loredana non hai mai parlato apertamente di imbrogli ai danni di Mia Martini ma il festival ha causato molti dispiaceri alle due artiste.

L’anno scorso in un post pubblicato nel periodo sanremese, Berté scriveva: “Di tutti i Sanremo, ce n'è uno che porto dentro al cuore: avere mia sorella Mimì con me ad affrontare il bello e il brutto di quello che rappresenta Sanremo. Nella serata dedicata ai duetti, mi piace ricordarci così”. Il riferimento era all’esibizione di “Stiamo come stiamo”, con Loredana e Mia alla corte di Pippo Baudo, che si divertì a stuzzicare le differenze caratteriali tra le cantanti. Una leggenda festivaliera ipotizza che quella sera avessero litigato prima di entrare in scena.

Loredana cita Mimì nel 2019, anno della vittoria di Mamood. Classificata quarta con “Cosa ti aspetti da me” (hit radiofonica da tormentone), Berté si reputò vittima di un torto e in lacrime spiegò che avrebbe voluto vincere per riscattare le sofferenze della sorella. Quel risultato ingiusto le bruciava tanto da annunciare che quella sarebbe stata la sua ultima gara a Sanremo – se adesso ci ha ripensato è chiaro l’intento della leonessa: punta alla corona ed ha già il pieno sostegno del pubblico.

Loredana Bertè Palmi Facebook

Nel 2020 Loredana fa nuovamente il nome di Mia con una netta presa di posizione contro il cantante Junior Cally, autore di testi evocatori di violenza sulle donne. “Chiedo ai giornalisti della sala stampa dell’Ariston – dichiarò - di escludere, a priori, una possibile candidatura al premio della critica Mia Martini di qualsiasi artista che promuova attraverso i suoi testi violenza fisica o verbale verso le donne o misoginia in generale. Mia sorella è stata per anni vittima di bullismo verbale e non credo che avrebbe mai voluto che il suo nome venisse associato a certi soggetti che andrebbero squalificati per istigazione alla violenza sulle donne e per il pessimo messaggio che arriva ai giovanissimi”.

Lo stupro è un tema che la grintosa Loredana conosce sulla sua pelle, come ha gridato durante il concerto della scorsa estate a Palmi, nei giorni dell’aggressione choc del branco di Palermo, confidando di una violenza subìta: “Io non sono carne!”

Almeno tu nell’universo diventa manifesto di libertà femminile

Se la mancata vittoria di “Almeno tu nell’universo” sia stata uno scandalo è una riflessione ormai consegnata ai posteri su quel festival, al quale Mimì partecipò nella fiducia di una rinascita della sua carriera devastata dalle malelingue. Già ostracizzata dalla televisione e la Rai, che ne censurava i brani, fu riammessa a Sanremo grazie ad Adriano Aragozzini, nell’89 direttore artistico del festival. Per lei si pensò a quella canzone fatidica, scritta quasi vent’anni prima, nel 1972, da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio proprio per la cantante calabrese, che però all’epoca aveva preferito “Piccolo uomo”, un altro grande successo. Per questo motivo gli autori attesero a lungo prima di depositarla, sperando in un futuro interessamento di Mimì. L’etichetta Fonit Cetra la pensava diversamente, e quando il brano venne selezionato per Sanremo lo aveva inizialmente proposto all’esordiente Mietta e poi a Paola Turci.

Diventato un classico della canzone italiana, oggetto di cover e omaggi, a quel testo si attribuisce anche un significato di autodeterminazione femminile e liberazione da una subalternità sentimentale a lungo connaturata alle donne. Nelle canzoni di Mia Martini (come nella vita) il rapporto con gli uomini è tossico, attraversato da dolore e abbandoni. Contraltare di “Piccolo uomo”, in cui la protagonista arriva a umiliarsi e implorare perdono per la colpa di un tradimento, “Almeno tu nell’universo” è invece un inno di gioia per un amore vero e incontaminato, dedicato alla persona che riesce a distinguersi dalla folla instabile e trasportata da odio, superficialità e irrazionalità emotive.

Berté all’Ariston, “Pazza” e l’album che ricorda il duetto con Mia

A Sanremo Loredana Berté canterà un brano che ha molte similitudini con quel diamante in mezzo cuore celebrato da Mimì. “Mi sono odiata abbastanza. Prima ti dicono basta sei pazza e poi ti fanno santa”. Fieramente egocentrica, Loredana si esalta affermando “sono pazza di me”, ma sa già di non essere l’unica. Vincitrice annunciata, per lei Sanremo sarà comunque il trampolino del nuovo album “Ribelle”, raccolta di un’intera carriera che festeggia cinquant’anni (compreso “Ragazzo mio” di Tenco, che al festival eseguirà insieme a Venerus) con l’appendice di duetti su celebri brani di colleghi (alcuni giovani come Franco126 e Giordana Angi). C’è anche quello sanremese con Mimì, che in questa settimana di festival sarà ancora una volta l’anima magica sul palco dell’Ariston, talismano di questa sorella scavezzacollo: “Lo sfameremo questo amore così magro. E i fari passano tagliando la notte sopra il mare”

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